IBS
Carrello Lista desideri Login Registrati Aiuto e FAQ Buoni regalo Spedizioni
Ricerca Ricerca avanzata 
Libri
Leggo
Reparti libri
Architettura e urbanistica
Arte e fotografia
Astrologia ed esoterismo
Biblioteconomia
Biografie
Casa, hobby e tempo libero
Cinema, tv e spettacolo
Classici greci e latini
Cucina, cibi e bevande
Diritto
Economia e management
Educazione e formazione
Enciclopedie e opere di consultazione
Fantascienza
Fantasy
Filosofia
Fumetti & graphic novels
Geografia, ecologia e ambiente
Gialli, horror, noir
Guide turistiche e viaggi
Informatica
Ingegneria e tecnologia
Letteratura: storia e critica
Libri per ragazzi
Linguistica, lingue straniere e dizionari
Medicina
Musica
Narrativa italiana
Narrativa straniera
Poesia e teatro
Psicologia
Religione e spiritualità
Salute, famiglia e benessere personale
Scienze
Società, politica e comunicazione
Sport
Storia e archeologia
Servizio novità IBS
Jenny
Se vuoi saperne di più sulle nuove pubblicazioni nelle seguenti aree, seleziona l'opzione che ti interessa.
Nuovi libri scritti da Lunghini Giorgio
Nuovi titoli pubblicati da Bollati Boringhieri

Inserisci il tuo indirizzo e-mail

Newsletter
Vuoi conoscere le
nostre offerte? Iscriviti alle newsletter di IBS
Libri Books
Dischi MP3
DVD Blu ray
Games eBooks
Tutte
Informativa sulla privacy
Società, politica e comunicazione   Argomenti d'interesse generale  Problemi e processi sociali  Povertà e disoccupazione 

Lunghini Giorgio - L' età dello spreco. Disoccupazione e bisogni sociali

L' età dello spreco. Disoccupazione e bisogni sociali TitoloL' età dello spreco. Disoccupazione e bisogni sociali
AutoreLunghini Giorgio
Prezzo
Sconto 15%
€ 10,53
(Prezzo di copertina € 12,39 Risparmio € 1,86)
Prezzi in altre valute
Dati1995, 92 p.
EditoreBollati Boringhieri  (collana Temi)

Disponibilita immediata
Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni

Aggiungi alla lista dei desideri 
nectarQuesto prodotto dà diritto a 11 punti Nectar.
Per saperne di più
Invia la prima recensione|
Condividi  Email Facebook Twitter altri
Descrizione
La disoccupazione ha oggi carattere strutturale, ha origine nelle nuove forme di cambiamento tecnologico ed è tendenzialmente irreversibile. Nella economia e nelle società di oggi ci sono disoccupati che una eventuale crescita della produzione di merci non riassorbirà, mentre contraddittoriamente ci sono bisogni sociali insoddisfatti. C'è a un tempo spreco e penuria. Secondo l'autore, constatata l'insufficienza delle politiche keynesiane, la soluzione del problema "troppe merci, poco lavoro" va cercata anche al di fuori della parte mercantile dell'economia e della società. In particolare bisogna che lo Stato, facendosi carico di quello che i privati non fanno, metta in moto lavori concreti che producano valori d'uso e producano servizi di cui c'è bisogno.

La recensione de L'Indice
Recensione de L'indice

recensione di Bellofiore, R., L'Indice 1995, n. 4

Troppe merci, poco lavoro. Questo è il carattere che ha assunto, in modo tendenzialmente irreversibile, la contraddizione capitalistica secondo Giorgio Lunghini. L'innovazione tecnologica non ha in questa fase carattere incrementale, n‚ si accompagna a un, naturale o indotto, ampliamento del mercato. È invece radicale, rivoluziona il sistema di macchine e l'organizzazione del lavoro, a fronte, da un lato, di una saturazione della domanda di beni di consumo durevole, e dunque di un sostanziale ristagno della produzione di merci, e, dall'altro lato, di una crescente globalizzazione finanziaria e produttiva dell'economia, e dunque di una irreversibile crisi delle politiche economiche incentrate sullo stato-nazione. Informatizzazione del lavoro, toyotismo, crisi del keynesismo, insomma. Nella fabbrica il comando sul lavoro è ormai autoimposizione e autocontrollo. Nella distribuzione, il salario è disciplinato dalla mobilità del capitale. Nel mercato, prevale l'incertezza, le aspettative di lungo periodo degli imprenditori si deprimono, l'orizzonte delle decisioni di investimento si accorcia, la speculazione finanziaria diviene il gioco preferito. Del Keynes degli anni trenta poco sembra spendibile oggi. Premature le "Prospettive economiche per i nostri nipoti". Anticipavano con lungimiranza la malattia della nostra epoca, la disoccupazione tecnologica, e la sfida a cui siamo chiamati, trasformare l'espulsione di lavoratori in generale riduzione dell'orario di lavoro e in ozio produttivo. Sottostimavano però le difficoltà da superare, e il tempo necessario affinché si formasse il nuovo tipo umano in grado di godere, e non di patire, del tempo liberato. Obsoleta la "Teoria generale". Perché la crescita della produzione di merci, magari trainata da politiche di espansione della domanda effettiva, non comporta ormai crescita dell'occupazione.
Le spiegazioni tradizionali della disoccupazione, e le soluzioni sperimentate, non valgono più. La disoccupazione attuale non è n‚ mera oscillazione ciclica e frizionale attorno a una piena occupazione automaticamente garantita dal libero funzionamento del mercato, n‚ temporanea espulsione di lavoratori dovuta a un cambiamento tecnico ondulatorio che sarebbe compensata dalla creazione di nuovi prodotti e dunque di nuovi posti di lavoro, n‚ l'esito di salari reali troppo elevati o di una domanda di merci insufficiente. Basterebbe, in questi casi, o lasciar fare al mercato, o indurre alla ragione i sindacati; o intervenire con maggiori iniezioni di una generica domanda pubblica. Negli ultimi anni - scrive Lunghini - è intervenuto un cambiamento strutturale nel modo capitalistico di produzione-riproduzione delle merci e della società. La disoccupazione creata dalle fasi di riduzione della produzione viene cristallizzata da ristrutturazioni tecnologiche e organizzative, sicché quando la produzione riprende le imprese non assumono nuovi lavoratori. "La forza-lavoro è una merce la cui quantità domandata è flessibile soltanto verso il basso.
Lunghini critica due delle soluzioni dibattute negli ultimi tempi. Non è accettabile la proposta di un reddito di cittadinanza. La percezione di un reddito da lavoro anziché da trasferimenti è infatti condizione dell'autonomia economica e politica. Non è convincente neanche una riduzione generalizzata dell'orario di lavoro mirata a redistribuire il poco lavoro tra tutti. Per essere efficace presuppone alti salari e la piena occupazione, in modo da non tramutarsi in doppio lavoro dei già occupati. E dovrebbe avere estensione internazionale, in modo che l'aumento dei costi unitari e la riduzione dei margini di profitti non conduca a una fuga del capitale.
Dimenticare la piena occupazione, allora? Nient'affatto. L'uscita dall'età dello spreco, da quella atroce anomalia che vede crescere insieme disoccupazione e bisogni sociali insoddisfatti, va cercata "altrove": fuori dallo spazio mercantile-capitalistico, che la tendenza attuale peraltro si incarica di restringere sempre più. La riduzione dei lavoratori occupati nella produzione di merci deve essere battuta dalla creazione di lavori socialmente utili. Per Lunghini, alla contrazione del lavoro salariato (che è tale, al di là della forma giuridica, in quanto lavoro eterodiretto) corrisponde un arretramento del lavoro "astratto" di marxiana memoria, cioè del lavoro impiegato allo scopo immediato del profitto. I lavori socialmente utili da mettere in moto sono invece lavori "concreti" destinati immediatamente alla produzione di valori d'uso, capaci di soddisfare bisogni che il capitale non vede perché non hanno dietro di sé potere d'acquisto: educazione, cultura, cura dei singoli, del tessuto sociale, della natura. Stimolando attività di questo genere, lo Stato investirebbe in un settore ad alta capacità di assorbimento di manodopera, con un forte ancoraggio territoriali, poco esposto alla concorrenza internazionale, e in grado di aumentare il benessere materiale pur con salari monetari costanti. Aumenterebbe indirettamente la produttività del settore che produce valori di scambio, e al tempo stesso crescerebbe nella società un sistema comunitario di relazioni rette dai valori della reciprocità della durata, della gratuità, della cultura: "una prospettiva di benessere nell'austerità ma meglio sarebbe dire di benessere nella sobrietà".

I più venduti di Lunghini Giorgio
1.Conflitto crisi incertezzConflitto crisi incertezza.
(Temi)
Bollati Boringhieri
€ 11,90
2.Riproduzione, distribuzioRiproduzione, distribuzione e crisi
(Testi e studi di scienze umane)
Unicopli
€ 13,50
3.L' età dello sprecL' età dello spreco.
(Temi)
Bollati Boringhieri
€ 10,53
Ricerca Ricerca avanzata
Vai a inizio pagina
Libri
Libri in italiano
Libri in inglese
Libri al 50%
Libri scolastici
eBooks
Film e video
DVD
Blu-ray
Musica
CD musicali
Vinile
MP3
DVD musicali
Blu ray musicali
Games
Personal computer
Nintendo Wii
PlayStation 3
PlayStation 2
Xbox 360
Sony PSP
PS Vita
Nintendo DS
Nintendo 3DS
Download
eBooks
MP3
Il mio IBS
I miei dati
I miei ordini
Le mie preferenze
IBS Premium
Lista dei desideri
IBS consiglia

 

Informazioni utili:
Spese e tempi di spedizione
Invio regali
Buoni acquisto (Happy Card)
FAQ
Condizioni generali di vendita
Informativa sulla privacy
PuntiNectar

Pagamenti:
Carte di credito
Carta di credito accettate
PayPal
Paypal
Contrassegno

Come contattarci:
Invio messaggi al servizio di Assistenza Clienti
Tutti i contatti
Lavora con noi

• Seguici su  Facebook Twitter

Servizi per i clienti:
Password dimenticata
Controllo e modifica dei propri dati
Verifica degli ordini effettuati

Opportunità per aziende e enti:
Servizi per le biblioteche
Programma di affiliazione (Informazioni generali)
Accesso alla sezione riservata Partnership Programme IBS
Accesso alla sezione riservata TradeDoubler

Concessionaria di pubblicità:


Con la collaborazione di Argento vivo per il settore editoria libraria

Dati audience certificati Audiweb

Ufficio stampa: Daniela Ravanetti


Altri siti del network IBS:
Libraccio.it
MYmovies.it
Wuz.it
Librerie Giunti al Punto
Mel Bookstore
Librerie Ubik


Internet Bookshop Italia S.r.l.
Sede Legale Via Giuseppe Verdi n.8 - 20090 Assago MI
Reg. Imprese di Milano 12252360156
CCIAA Milano 1542508
P.IVA 12252360156
Capitale sociale € 500.000 i.v.



Copyright © 1998-2012 Internet Bookshop Italia, tutti i diritti riservati

Licenza SIAE n. 229/I/05-359.

Internet Bookshop Italia è una società di Giunti & Messaggerie

 



Funzione di ricerca basata su FACT®Finder di OMIKRON