IBS
Carrello Lista desideri Login Registrati Aiuto e FAQ Buoni regalo Spedizioni
Ricerca Ricerca avanzata 
Libri
Leggo
Reparti libri
Architettura e urbanistica
Arte e fotografia
Astrologia ed esoterismo
Biblioteconomia
Biografie
Casa, hobby e tempo libero
Cinema, tv e spettacolo
Classici greci e latini
Cucina, cibi e bevande
Diritto
Economia e management
Educazione e formazione
Enciclopedie e opere di consultazione
Fantascienza
Fantasy
Filosofia
Fumetti & graphic novels
Geografia, ecologia e ambiente
Gialli, horror, noir
Guide turistiche e viaggi
Informatica
Ingegneria e tecnologia
Letteratura: storia e critica
Libri per ragazzi
Linguistica, lingue straniere e dizionari
Medicina
Musica
Narrativa italiana
Narrativa straniera
Poesia e teatro
Psicologia
Religione e spiritualità
Salute, famiglia e benessere personale
Scienze
Società, politica e comunicazione
Sport
Storia e archeologia
Servizio novità IBS
Jenny
Se vuoi saperne di più sulle nuove pubblicazioni nelle seguenti aree, seleziona l'opzione che ti interessa.
Nuovi libri scritti da De Luna Giovanni
Nuovi titoli pubblicati da Bollati Boringhieri

Inserisci il tuo indirizzo e-mail

Newsletter
Vuoi conoscere le
nostre offerte? Iscriviti alle newsletter di IBS
Libri Books
Dischi MP3
DVD Blu ray
Games eBooks
Tutte
Informativa sulla privacy
Storia e archeologia  Storia  Storia regionale e nazionale  Storia d'Italia 
Storia e archeologia  Storia  Dalla preistoria al presente  Storia del XX Secolo: dal 1900 al 2000 

De Luna Giovanni - Donne in oggetto. L'antifascismo nella società italiana...

Donne in oggetto. L'antifascismo nella società italiana (1922-1939) TitoloDonne in oggetto. L'antifascismo nella società italiana (1922-1939)
AutoreDe Luna Giovanni
Prezzo
Sconto 15%
€ 30,73   Spedizioni gratuite in Italia
(Prezzo di copertina € 36,15 Risparmio € 5,42)
Prezzi in altre valute
Dati1995, 440 p.
EditoreBollati Boringhieri  (collana Nuova cultura)

Disponibilita immediata
Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni

Aggiungi alla lista dei desideri 
nectarQuesto prodotto dà diritto a 31 punti Nectar.
Per saperne di più
Invia la prima recensione|
Condividi  Email Facebook Twitter altri
Descrizione
Nel quadro di una storiografia dell'antifascismo che ha privilegiato lo studio dei movimenti e dei partiti politici da una parte e la dimensione del carcere e del confino dall'altra, il libro affronta un terzo ambito: quello dello studio dell'antifascismo nella realtà viva del paese. E lo fa traendo indicazioni dai documenti raccolti negli archivi del Tribunale Speciale istituito nel 1926 dal fascismo "per la difesa dello Stato". Tra questi documenti i "corpi del reato", cioè il materiale sequestrato al momento dell'arresto, sono ben diversi da quelli prodotti dopo essere finiti nelle maglie della repressione poliziesca: esaminarli è come trovarsi immersi nelle tracce di altre esistenze rimaste come "congelate" nella loro storia quotidiana.

La recensione de L'Indice
Recensione de L'indice

recensione di Salvati, M., L'Indice 1996, n. 8

Nel pubblicare questa recensione è opportuno segnalare che essa giunge al termine di un ciclo di assemblee, conferenze e incontri, nei quali il libro è già stato oggetto di appassionati dibattiti sui due versanti della lettura, qui proposta, dell'antifascismo nella società italiana. Da un lato, vi è un'interpretazione dell'antifascismo coerente con i precedenti lavori dell'autore, che in genere è stata discussa dagli storici (maschi) del periodo. Dall'altro, vi sono le donne, "oggetto" di scrupolosa attenzione da parte della polizia (un'attenzione grazie alla quale l'archivio, solo di recente reso consultabile con apposita legge, del Tribunale speciale, offre una ricchezza di materiale straordinaria) e "oggetto-soggetto" di relazioni familiari e politiche nella società italiana.
In questa più nuova lettura sta l'indubbio fascino del libro, nonché la sua fruibilità al di là delle partizioni disciplinari, come è stato subito sottolineato da studiose non storiche (Simonetta Piccone Stella e Chiara Saraceno), le quali ne hanno messo in luce la ricchezza sul terreno del rapporto maschile-femminile.
Occorre aggiungere che la lettura dell'autore è tutto sommato positiva per quanto si riferisce al rapporto, seppur travagliato, maschile-femminile nell'area antifascista (in particolare in quella GL, la cosiddetta cospirazione "alla luce del sole"); il maggiore protagonismo, la più risolta modernità delle donne, una sorta di "familismo identitario" (distinto dalla famiglia-istituzione) segnerebbero il confine dell'antifascismo esistenziale rispetto a una cultura maschilista e piccolo-borghese tipicamente fascista. È stato facile, nel corso dei dibattiti, contestare che gli stessi documenti presentati offrono prove altrettanto schiaccianti di una diffusa cultura esistenziale comune, rispetto alla quale la battaglia delle donne per la propria libertà è sempre solitaria: per loro si trattava di scegliere tra il modello della madre dei Gracchi e quello de "La madre" di Gor'kij.
A questo punto parlo naturalmente della mia lettura, che si soffermerà soprattutto sulla prima parte ("La storia"); questa, d'altronde, occupa tre quarti delle pagine del libro e chiede dunque di essere presa sul serio, almeno quanto la seconda ("Le storie"), dedicata alla biografia di sei donne d'eccezione, per la gran parte militanti. Il libro si legge con piacere e si snoda dunque con leggerezza tra la sfera pubblica e quella privata riuscendo in pieno in uno dei suoi obiettivi metodologici: come sia impossibile una storia del consenso al fascismo che separi i due ambiti. Capitolo per capitolo, rapidamente e con scioltezza, dai numeri dell'organizzazione antifascista (che ci sono tutti e precisi) si passa all'esistenza dei singoli, dalla cospirazione ai rapporti familiari, dalla vita dei confinati e dei carcerati alla vita di coloro che sono restati a casa, dai grandi ai piccoli amori, dalle grandi alle piccole letture, dalle grandi alle piccole virtù.
Questo è un mondo unito, solidale, antifascista per collocazione sociale, familiare, culturale: antifascista perché erede di una memoria storica legata al socialismo, anzi al "modello sindacale". Un mondo che il fascismo non riesce a distruggere perché non si sostanzia in ideologia, teorie, comitati centrali, esecutivi, ecc., ma in persone che conoscono altre persone e da loro sono stimate o amate; con loro condividono ideali, modelli elevati di vita, aspirazioni non solo di benessere ma di buon governo e di bene pubblico.
È l'antifascismo "esistenziale": uno stile di vita che investe il modo in cui ci si rapporta agli altri, siano essi i compagni di lavoro, i fratelli, la madre, il fidanzato/a. Un mondo fatto di moralità, coerenza, coraggio, tenacia.
Di questo affresco, mi sono piaciute particolarmente alcune cose. La periodizzazione, prima di tutto: il cercare le radici nella cultura antigiolittiana per spiegare il diffondersi del "modello sindacale", dell'antifascismo esistenziale. Qui sarei ancora più esplicita: quando si afferma che il comunismo si differenzia dal riformismo perché deve trovare uno spazio politico autonomo e ciò costituisce il suo terreno identitario, è ancora troppo poco: come si vede bene in più casi, è l'intero mondo di ieri che viene rifiutato, socialismo incluso.
Altro aspetto particolarmente felice è la scioltezza con cui, come è proprio della generazione dei "giovani storici", si passa sopra alle diatribe ideologiche dentro il partito comunista, l'Internazionale, le svolte, le tesi di Lione, i mutamenti di linea, per vederne il riflesso sulla vita dei militanti, i quadri caduti, gli sforzi di avvicinarsi a una società ormai inconoscibile da Parigi o da Mosca.
Questa, a mio avviso, è la parte più riuscita, così come la capacità di ricondurre tante storie individuali a un passaggio comune, la rivolta "antiborghese". Ma, di nuovo, mi chiedo: questa forma di ribellione era esclusiva dell'antifascismo o non sarà un ponte, sul quale passeranno anche molti giovani, dal fascismo al comunismo (il caso di Vittorini è solo l'esempio più noto)?
In generale trovo che tutta la parte relativa all'antifascismo organizzato è scritta con grande capacità di sintesi. Ne sono qui solo accennati due temi importanti.
La svolta organizzativa del partito negli anni venti (il cosiddetto Termidoro di cui ha parlato Annie Kriegel, poi ripresa da C.S. Maier), svolta che in potenza segna già la sconfitta del "modello sindacale". Essa fa parte, infatti, di una rottura periodizzante rappresentata dalla spinta neocorporativa che attraversa tutta la società industriale, costringendo a una riorganizzazione durissima tutti i fronti in lotta. La società italiana ne è fuori, come qui sembrerebbe? Non si potrebbe dire, invece, che l'arretramento fascista sulla difesa del modello piccolo-borghese negli anni trenta aiuta a conservare, ibernizza, si può dire, anche il suo contraltare, il modello sindacale?
L'altro tema è la nazionalizzazione della politica, il processo per cui le vecchie "appartenenze" locali lasciano spazio a una visione nazionale del conflitto. Processo messo in opera già dal partito socialista, come De Luna più volte sottolinea, ma sicuramemte ripreso dal Pnf, sui cui compiti didattici, appunto, nazionalizzanti, gli ideologi del fascismo non smisero mai di insistere. Sullo scontro tra queste due linee di pedagogia politica di massa la documentazione che qui si porta è massiccia, ma non si può negare che gli "sconfinamenti", soprattutto nell'area in crescita dei ceti medi, furono altrettanto visibili, a tutto danno della "separatezza" irriducibile tra fascismo e antifascismo.
Il percorso metodologico per questa lettura della società italiana tra colpo di stato della borghesia e mercato comune comporta alcune innovazioni che vale la pena di sottolineare. Il concetto di "antifascismo esistenziale" implica il passaggio dai grandi ai piccoli eroi, dalle grandi giornate alla vita quotidiana, dall'individuo alla famiglia, dal gesto isolato alla routine, dalle piazze e officine alle cucine, ai cortili, ai campi. Il mondo della sfera privata.
E qui entrano in scena le donne, che sono sempre sorelle, mogli e madri, salvo le rare eccezioni di coloro che vollero essere "eccezionali" con la stessa tenacia dei grandi uomini e che per questo pagarono prezzi altissimi. Per la maggior parte di queste donne si può parlare di "esistenza antifascista", piuttosto che di "antifascismo esistenziale", nel senso che l'antifascismo per loro fu, molto più che per gli uomini, una scelta che condizion• la loro esistenza, condannandole a una solitudine ben più aspra di quella maschile; la scelta investiva infatti la cultura femminile per eccellenza, quella dei legami familiari, e ne sanciva la rottura anziché, come è naturale nella vita femminile, la cura e la conservazione. Per questo per loro era sempre più difficile un gesto di autonomia rispetto al gruppo o al partito di appartenenza (esemplare il caso di Iside Viana) e ai funzionari di polizia apparivano sempre "un po' matte".
Un'ultima considerazione. La generazione dei "giovani storici" (mi riferisco a coloro che hanno "vissuto" il Sessantotto) ha incontrato le scienze sociali nel momento in cui il confine pubblico-privato era già oggetto di approfondimenti e revisioni (si pensi a Sennett e a Moore). Ne avvertiva particolarmente il bisogno nel suo percorso di allontanamento dalla generazione precedente di storici antifascisti: questi, pur innovando per metodo e contenuti (la categoria di "antifascismo esistenziale" si deve a Guido Quazza, a proposito della formazione delle bande partigiane), si erano comunque trovati la storia politica (dei partiti e delle avanguardie) come terreno quasi unico di confronto e di ricerca.
A partire dagli anni ottanta, coraggiosamente, la nuova storiografia decideva di "passare oltre", rivolgendosi ad "altre storie": la storia sociale, la storia dei ceti subalterni, ma soprattutto la storia delle donne, l'unica in grado di fornire un controparadigma, il famoso e spesso incompreso motto "il personale è politico". Tra l'altro, la lettura femminista dello sconfinamento-intreccio tra pubblico e privato sembrava consentire un'assunzione forte delle molteplici categorie utilizzate dalla giovane generazione antifascista per riproporre una lettura dicotomica della società italiana: spontaneità e organizzazione, masse e avanguardie, base e vertice, classe operaia e piccola borghesia, donne contro uomini e uomini contro donne.
Il femminismo sembrava offrire, più che la storia sociale, la possibilità di rilegittimare una lettura globale per mondi contrapposti. Ma mi chiedo, tutto ciò corrisponde davvero al paradigma femminista? O non resta, su quel terreno, ancora valida un'indicazione di ricerca più profonda, quella che Anna Bravo sul "manifesto" ha chiamato "la politicità dell'antifascismo esistenziale" (distinta dalla dimensione esistenziale dell'antifascismo politico, quale è quella qui privilegiata): cioè sondare la realtà di coloro che non approdarono alla militanza ma seguirono altre strade (di ripiegamento o forse di dissenso)?

I più venduti di De Luna Giovanni
1.Le  ragioni di un decenniLe ragioni di un decennio.
(Storie)
Feltrinelli
€ 14,45
2.La  passione e la ragioneLa passione e la ragione.
(Le scene del tempo)
Mondadori Bruno
€ 18,70
3.Il  corpo del nemico ucciIl corpo del nemico ucciso.
(Einaudi. Storia)
Einaudi
€ 21,25
4.La  repubblica del doloreLa repubblica del dolore.
(Storie)
Feltrinelli
€ 12,75
5.Storia del Partito d'AzioStoria del Partito d'Azione
UTET
€ 22,10
 Tutti i libri di De Luna Giovanni
Chi sceglie questo libro legge anche
Battini Michele
Bravo Anna
Crainz Guido
D'Orsi Angelo
Isnenghi Mario
Luzzatto Sergio
Pavone Claudio
Pezzino Paolo
Tranfaglia Nicola
Ventrone Angelo
Ricerca Ricerca avanzata
Vai a inizio pagina
Libri
Libri in italiano
Libri in inglese
Libri al 50%
Libri scolastici
eBooks
Film e video
DVD
Blu-ray
Musica
CD musicali
Vinile
MP3
DVD musicali
Blu ray musicali
Games
Personal computer
Nintendo Wii
PlayStation 3
PlayStation 2
Xbox 360
Sony PSP
PS Vita
Nintendo DS
Nintendo 3DS
Download
eBooks
MP3
Il mio IBS
I miei dati
I miei ordini
Le mie preferenze
IBS Premium
Lista dei desideri
IBS consiglia

 

Informazioni utili:
Spese e tempi di spedizione
Invio regali
Buoni acquisto (Happy Card)
FAQ
Condizioni generali di vendita
Informativa sulla privacy
PuntiNectar

Pagamenti:
Carte di credito
Carta di credito accettate
PayPal
Paypal
Contrassegno

Come contattarci:
Invio messaggi al servizio di Assistenza Clienti
Tutti i contatti
Lavora con noi

• Seguici su  Facebook Twitter

Servizi per i clienti:
Password dimenticata
Controllo e modifica dei propri dati
Verifica degli ordini effettuati

Opportunità per aziende e enti:
Servizi per le biblioteche
Programma di affiliazione (Informazioni generali)
Accesso alla sezione riservata Partnership Programme IBS
Accesso alla sezione riservata TradeDoubler

Concessionaria di pubblicità:


Con la collaborazione di Argento vivo per il settore editoria libraria

Dati audience certificati Audiweb

Ufficio stampa: Daniela Ravanetti


Altri siti del network IBS:
Libraccio.it
MYmovies.it
Wuz.it
Librerie Giunti al Punto
Mel Bookstore
Librerie Ubik


Internet Bookshop Italia S.r.l.
Sede Legale Via Giuseppe Verdi n.8 - 20090 Assago MI
Reg. Imprese di Milano 12252360156
CCIAA Milano 1542508
P.IVA 12252360156
Capitale sociale € 500.000 i.v.



Copyright © 1998-2012 Internet Bookshop Italia, tutti i diritti riservati

Licenza SIAE n. 229/I/05-359.

Internet Bookshop Italia è una società di Giunti & Messaggerie

 



Funzione di ricerca basata su FACT®Finder di OMIKRON