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Aime Marco - Diario Dogon | Questo diario, nato da molti viaggi in Mali, tenta di analizzare il curioso gioco di specchi tra etnologi, dogon e turisti, ma costituisce anche una riflessione su cos'è oggi il turismo dell'esotico, quali sono i meccanismi culturali e sociali che innesca, quali dialoghi o scontri si aprono tra visitatori e visitati.
Media Voto: 4.66 / 5Alessio Quatrini alessioqua2003@yahoo.it (18-02-2007) dovevo andare in mali ma poi tutto è saltato, quindi non avrebbe avuto più tanto senso leggerlo, stavo per rimandarlo ma è bastato il primo capitolo per ricredrermi. Oltre alle tante citazioni geografiche, etnologiche e culturali sui dogon che giustificano il titolo, il libro è pieno di riflessioni sulla figura del "turista", e dei suoi effetti, positivi e negativi. Lo terrò a mente in tutti i miei prossimi viaggi. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Luigi Carabelli (20-03-2006) Consiglio vivamente di leggere "Diario Dogon". E' un libro fantastico, capace di far conoscere al lettore le tradizioni del Mali e allo stesso tempo di farlo rimanere con i piedi per terra. Perchè, diversamente da come siamo portati a credere, il vero viaggio non consiste nel cercare a tutti i costi la diversità, spesso da noi immaginata e precostruita, ma di andare al di là degli schemi e penetrare nella vera cultura del paese.
un libro affascinante, che pur nella sua brevità, riesce a trattare argomenti spesso sconosciuti e a far riflettere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Marco Vasta libri@marcovasta.it (25-03-2004) Vi consiglio di leggere “Diario Dogon” dell’antropologo Marco Aime, con il quale ho avuto il piacere di compiere il mio primo viaggio in Pakistan nel 1983 fra le popolazioni Kalash e Hunza. Scoprirete…
Un racconto di viaggio più che un saggio, a metà tra antropologia dei dogon e antropologia dei turisti occidentali che vanno in Mali per vedere i dogon, sulle orme di Marcel Griaule e di Ogotemmeli (vedi p 29) Perché "il turismo è un fatto sociale, umano, economico e culturale irreversibile", come scrivono gli stessi dogon su un cartello a Sanga. Tra cataloghi turistici e racconti di viaggi; tra maschere, danze e tralicci; tra fotografie vecchie e nuove, il viaggiatore-antropologo Aime ci guida attraverso le disillusioni e la realtà dei dogon. La cui prima regola sembra essere quella di nascondere sé stessi e le loro cose per mostrare ciò che i turisti desiderano vedere. Tanto breve quanto istruttivo. Un gioiellino consigliato a chiunque organizzi o accompagni viaggi in Africa. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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