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Cini Marcello - Dialoghi di un cattivo maestro |
Non ci sono avventure rocambolesche né esperienze fuori dal comune in questo racconto di vita di Marcello Cini, fisico di livello e reputazione internazionale, ma la storia personale di chi si è trovato a condividere le vicende burrascose del secolo appena concluso, tra ricerca scientifica e impegno politico. Come scrive l'autore: "Il mio è stato il secolo nel quale la civiltà umana ha appreso a trasformare la materia inerte in modo da riuscire a progettare a costruire un mondo artificiale destinato a soddisfare sempre meglio i suoi crescenti bisogni di beni e strumenti materiali. Il dramma del nostro secolo è stato però il fallimento dei tentativi di riversare sull'umanità intera i benifici di questo accresciuto potere."
Media Voto: 2.5 / 5Paolo Sardi (16-01-2008) E questo sarebbe un "maestro"? Dio ci salvi. Vergognosamente e fastidiosamente comunista. Preferiremmo non averlo mai letto. In certi punti sembra di leggere un libro di fantascienza tanto gli argomenti sono sconclusionati e antistorici. Che faccia il fisico ed eviti la politica. Voto: 1 / 5 |
Mauro mauro@ibrp.org (30-01-2003) In estrema sintesi: sempre un ottimo testo laddove tratta i problemi della scienza e del suo rapporto con i modi di produzione e le relative formazioni sociali. Si tratta di una ripassata elegante e approfondita dei modi più interessanti per affrontare quei problemi.
Il testo, scade, nei contenuti, nel momento in cui affronta i ... problemi politici.
Anche Cini, evidentemente, è rimasto vittima sotto il crollo dell'Impero sovietico perché come centinaia di milioni d'altri, ha creduto che là ci fosse - per quanto debole, criticabile, emendabile ecc. - il socialismo "realizzato". Con simile "crollo del socialismo" nella mente è pressoché inevitabile ritenere crollate, non più valide e tantomeno praticabili, le tesi di fondo alla base della rivoluzione socialista: la lotta di classe quale motore della storia, la lotta di classe quale impiantito sul quale si manifestano i fenomeni diversi della società civile.
Inevitabile il ritorno allora a forme di riformismo della prima metà dell'Ottocento, riverniciate con la fraseologia global e no-global.
"Lezioni di una cattivo maestro" merita comunque di essere letto, come seria e per molti versi brillante testimonianza di un intellettuale della sinistra "istituzionale", in crisi ma che si rifiuta comunque di... andare a destra. Voto: 4 / 5 |
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