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Monod Théodore - Il viaggiatore delle dune | Il libro vuole essere un racconto di avventura ma allo stesso tempo anche materia di riflessione. Il fascino del deserto percorso in lungo e in largo a dorso di cammello o a piedi; la curiosità dell'osservazione scientifica della flora e della fauna, della struttura geologica e delle risorse idriche; gli incontri con le popolazioni e le riflessioni dell'uomo che, attraverso il contatto con una natura primigenia, ritrova se stesso. Frutto di una passione durata oltre sessant'anni.
Marco Vasta libri@marcovasta.net (08-10-2002) "In Africa quando un anziano muore, una biblioteca brucia", un motto del grande ultimo saggio del secolo breve che ben si adatta anche a Monod. Questo saggio è il primo tradotto in lingua italiana di un autore che ha amato il deserto e che ha fatto amare il deserto amolti di noi appassionati del grande sahara: "Il deserto in quanto tale è emozionante. Non si può restare insensibili alla bellezza del deserto. Il deserto è bello perché è pulito e non mente. La sua nitidezza è straordinaria. Non ci si sporca mai nel deserto. Il deserto è impudico, il suolo non si mostra coperto di nessuna vegetazione. Mostra la sua anatomia con una impudicizia prodigiosa. Il deserto appartiene a quei paesaggi capaci di fare nascere in noi delle domande"
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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