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Dennett Daniel C. - L' idea pericolosa di Darwin. L'evoluzione e i significati della... |
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Titolo | L' idea pericolosa di Darwin. L'evoluzione e i significati della vita |
| Autore | Dennett Daniel C. | Prezzo Sconto 20%
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€ 38,40 
(Prezzo di copertina € 48,00 Risparmio € 9,60)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2004, 723 p., ill., brossura | | Traduttore | Frediani S. |
| Editore | Bollati Boringhieri
(collana Gli archi) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| La "pericolosa" idea di Darwin non è l'evoluzione, ma il fatto che essa avvenga per selezione naturale. L'evoluzione è un fatto e non può che essere accettata da tutti. Più difficile da accettare è che essa avvenga in base alla sola selezione naturale, senza cioè che ci sia a guidarla, una mano superiore e senza che occorra alcun'altra spiegazione per aspetti specificamente umani quali la coscienza, l'etica, il linguaggio. Dennett prende decisamente posizione in favore del darwinismo materialistico e smonta gli argomenti degli anti darwiniani lasciando alla fine il terreno cosparso di vittime illustri, da Gould a Chomsky. Una carrellata di argomenti della filosofia e della scienza, dall'intelligenza artificiale al "quantum-gravity computer".
Media Voto: 4 / 5Piero Barovero piero370@virgilio.it (27-02-2010) Per la prima volta leggiamo una dichiarazione interessante di un grande darwinista : in questo libro si dichiara che "NE' DARWIN NE' ALCUN dARWINISTA SANNO SPIEGARE L'ORIGINE DELLA SPECIE". C'è da rimanere esterrefatti da tale confessione.Occorre provvedere con urgenza :per esempio applicare la teoria della "evoluzione per punti" che può risolvere il problema.
Auguri. Piero Barovero
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Daniele G (13-05-2008) Libro ben scritto, scorrevole e piacevole alla lettura. L'unica pecca sono le riflessioni dell'autore, dubbiose e dalle conclusioni superficiali e facilmente discutibili. Paragona, per esempio, la formazione ed il funzionamento dell'universo ad un algoritmo, un insieme finito di elementi che si autoperpetua in maniera automatica senza l'intervento di una qualsiasi intelligenza che lo gestisca o lo supervisioni, come un programma di un computer (la CPU infatti non è dotata di intelligenza). Ma come si è costituito quest'algoritmo? E come si sono delineate le proprietà degli elementi che lo compongono cosicchè tale algoritmo risulti essere logico, indipendentemente che abbia o no uno scopo? Io personalmente non ho mai visto un algoritmo od un qualsiasi sistema ordinato formarsi magicamente dal nulla; un sistema anche se funziona da solo non vuol dire anche che si crei da solo. Ed ancora: "datemi (solo) Ordine e Tempo e vi darò un progetto"; giusto, la creatività molto spesso si affida al caso, ma Ordine e Tempo come hanno avuto origine? Ed il quesito a suo avviso "imbarazzante": "se Dio ha creato e progettato tutte queste magnifiche cose, chi ha creato Dio? Un Superdio? E chi ha creato il Superdio? Un Supersuperdio? Oppure Dio si è creato da solo?" A questa imbarazzante domanda rispose più di un millennio e mezzo fa il filosofo Sant'Agostino affermando che non poteva esistere niente prima di Dio e della Creazione, poichè il Tempo, che rende fattibili i fenomeni fisici, è un prodotto stesso di Dio.
Insomma l'autore più che avallare tenta di giustificare una sua visione personale della realtà. L'evoluzionismo è un'importantissima teoria scientifica che ci ha permesso e ci permetterà ancora di risolvere tanti enigmi fisici che ci circondano, ma attenzione ai "darwinisti di ferro" come Dawkins: il fondamentalismo come in religione e nella politica anche nella scienza è assolutamente dannoso! Il libro è comunque consigliabile perchè offre tematiche interessanti su cui è piacevole meditare. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Riccardo ricc.orlando@virgilio.it (21-11-2006) Come sua abitudine, Dennett qui prende di mira i pregiudizi della cultura dominante contemporanea. Modella le sue teorie usando basi e dati testimoniabili. Tratta argomenti che altrove sono spesso basati sul solo principio di autorità e diventa spunto per approfondimenti. Suggerisco il complementare ed altrettanto darwiniano di ferro Richard Dawkins. Leggere e rileggere Dennett è un piacere a cui a fatica si rinuncia per la fecondità dei suoi esempi e la chiarezza che lo rende accessibile anche senza una preparazione filosofica profonda. L'uso di terminologie non usuali è comunque affiancato da spiegazioni e riferimenti che nella mia esperienza di lettore di saggi non trova purtroppo molti rivali. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Fausto Intilla f.intilla@bluewin.ch (29-08-2006) Dennett assume che, se un organismo e' sopravissuto alla selezione naturale, la maggioranza delle sue convinzioni sono vere e l'uso che fa delle sue convinzioni e' per lo piu' "razionale" (usa le proprie convinzioni per soddisfare i propri desideri). Interpretato in chiave biologica (e cioe' in termini di bisogni primari), l'"atteggiamento intenzionale" finisce per descrivere anche come quell'organismo e' legato al suo ambiente, quale informazione ha acquisito e quale azione si prepara a compiere. L'organismo riflette in continuazione l'ambiente, in quanto l'organizzazione stessa del suo sistema ne contiene implicitamente una rappresentazione. Per Dennett gli stati intenzionali non sono stati interni del sistema, ma descrizioni della relazione fra il sistema e il suo ambiente (per esempio, un sistema ha paura del fuoco se si trova in una certa relazione con il fuoco). Inoltre non esiste uno stato intenzionale separato dagli altri, ma, olisticamente, ha senso parlare soltanto dello stato cognitivo di un organismo nel suo complesso, e della sua relazione complessiva con l'ambiente. In altre parole l'attitudine proposizionale e' data da un'"attitudine nozionale", che e' indipendente dal mondo reale, e da una componente dovuta al mondo reale. Una "attitudine nozionale" e' definita rispetto a un "mondo nozionale" ("notional world"): i mondi nozionali di un agente sono i mondi in cui tutte le convinzioni di quell'agente sono vere e tutti i suoi desideri sono realizzabili. In definitiva l'intenzionalita' definisce un organismo in funzione delle sue convinzioni e dei suoi desideri, i quali sono il prodotto della selezione naturale. Quanto piu' i mondi nozionali di un agente si discostano da quello reale, tanto minore e' la capacita' di adattamento dell'agente al proprio ambiente. E' la funzione biologica dei meccanismi cognitivi a fissare convinzioni e desideri, e questi devono essere rispettivamente veri e possibili per essere utili alla sopravvivenza della specie. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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