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Sabbatucci Dario - Il misticismo greco | L'antica religione greca ha una funzione anzitutto sociale. La polis è una comunità culturale, che pretende persino il monopolio religioso, e l'esperienza religiosa viene integrata nella dimensione collettiva, anzi viene "politicizzata" tanto nelle sue pratiche cultuali quanto nei suoi spazi. Al culto pubblico si contrappongono, come culti segreti, i Misteri, cui si può accedere solo attraverso un'iniziazione personale. A questa dimensione "esoterica" della religione greca è dedicato questo studio, che mostra come, attraverso l'esperienza di incontro, anche estatico, i Misteri soddisfino istanze di partecipazione al sacro e desideri di salvezza ultraterrena cui i culti ufficiali non sono in grado di rispondere.
Media Voto: 3.5 / 5paolo filogenesi730@libero.it (08-10-2008) Naturalmente sostenere che la "Scuola Romana di Storia delle Religioni" è inferiore a quella di autori come il rumeno Eliade che considerano le religioni solo ed esclusivamente sotto il profilo fenomenologico tralasciando assolutamente l'aspetto storico è senza offesa "eresia".. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Un lettore (08-05-2008) Ormai da parecchi decenni gli studi storico-religiosi in Italia non producono opere originali né sintesi interessanti: tutto si trascina tra tristissimi manuali universitari, articoli da "rivista scientifica", illeggibili atti di convegni (il "Padre Pio" di E. Luzzatto e di Toaff "Pasque di sangue" rappresentano due felici eccezioni ). Apparso per la prima volta nel 1965 presso le "Edizioni dell' Ateneo" e qui riproposto in una ristampa anastatica che talvolta rasenta la qualità di una fotocopia, il libro di Sabbatucci si inscrive pienamente in questo panorama desolante: tipico prodotto della cosiddetta "Scuola romana di storia delle religioni" sopravvissuta al suo stesso fondatore (Raffaele Pettazzoni) per qualche anno e data per morta da Eliade all'inizio degli anni '80, il libro non è né informativo (presuppone infatti nel lettore una conoscenza adeguata dei culti misterici greci: orfismo, Eleusi, culto di Dioniso...) né davvero critico, ma si risolve piuttosto in una sorta di panegirico in cui l'autore esprime le sue riserve nei confronti delle teorie dei grandi maestri del '900: Eliade, Frobenius, Jensen; ma le riserve di Sabbatucci non cambiano alcunché: il suo libro non è che un marginale esercizio scolastico, mentre Eliade, Frobenius, Jensen rimangono dei giganti della ricerca novecentesca. Difficile dare un voto a un libro cosi': consigliabile a chi, avendo già una buona familiarità con la religione greca, fosse per qualche ragione interessato a conoscere l'opinione personale del professor Sabbatucci. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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