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Rastello Luca - Piove all'insù | Le meraviglie del Nuovo Mondo Flessibile si svelano tutte d'un tratto e di solito in maniera traumatica: con una lettera di licenziamento. Può capitare allora di rimanere senza parole, e di non avere altro da fare che cercarle: per dare forma al trauma, per occupare un tempo improvvisamente vuoto, per ricostruire la strada attraverso cui si e arrivati fin qui. È il tentativo del protagonista di questa storia, costretto dal suo stesso smarrimento a orientarsi seguendo una traccia vaga come la trama di certi romanzi di fantascienza psichedelica letti durante l'adolescenza.
Media Voto: 5 / 5Andrea (08-12-2009) d'accordo al 100% con la recensione precedente. Un libro bello e importante (dove le due qualità vanno separate ma vanno anche insieme). Come direbbe Totò "pietra emiliana" della narrazione e della storia. Una narrazione storica, insomma, ma anche una storica narrazione.......
Bravo Rastello!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
pococurante ugomoi@libero.it (21-05-2009) Che emozione, che scuola di libro questo “Piove all’insù” di Luca Rastello,
Già dalla copertina senti la tara di un libro importante, quel colore di foto ingiallita di passato che si racconta, di quel tenebroso candore di una gioventù che, forse, non c’è più.
E dentro pagina con pagina, frammento con frammento ti accorgi che non sono tanto pezzi di vetro colorato, colorato di luce e nebbia di Torino e Milano, di Italia ormai scomparsa e già dietro l’angolo, ma sono incastri di un mosaico che rivedi e risenti dopo tutti questi anni che le meraviglie di questo Nuovo Mondo Flessibile non ti ha permesso, mai, di fermarti a chiederti chi sei a chi appartieni con chi hai provato a cambiare il mondo partendo da un cinema o semplicemente dalla stanza di casa tua, tra un padre che custodisce segreti militari e un’urgenza di violenza rivoluzionaria.
Un libro che soffia di colpo tra i tuoi scaffali impolverati della memoria così da accorgerti di esserci stato, anche tu, in quei lunghi trent’anni per costruire i sogni e le lotte, gli amori, il piombo, gli acidi, un futuro diverso che ti è franato tra le mani, tra i vomiti dei dispersi e quelli fermi tra sagome di gesso lungo i muri ai bordi delle università e delle strade. Sconfitti e perduti, i peggio in multinazionali e consigli esecutivi d’aziende di detersivi perché dal tempo degli avi le pecore hanno sempre bisogno di un pastore.
E qui Luca Rastello ci svela partendo da una lettera di licenziamento il trauma e le parole per raccontarlo, per resistergli, per capire che, senza forse, questa Lettera vuol essere – è stata – collettiva, per tutta una generazione. Per chi ragazzo è stato per chi ragazzo è.
E per chi non c’era “Piove all’Insù” aiuta a capire i propri tempi, per evitare che restino incomprensibili a noi ed ai nostri figli. E’ anche qui la forza, la necessità di leggerlo e raccontarlo.
Per noi Figli e per noi Padri.
E’ da leggere con calma questo bel libro di Luca Rastello, lasciando che risalga ancora la forza di provare disgusto nei confronti Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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