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Anders Günther - L' odio è antiquato | In questo saggio Gunther Anders prosegue nella sua riflessione sull'obsolescenza delle emozioni e dei sentimenti, inutili fardelli in un mondo dominato dallo strapotere delle macchine. La tecnica ha reso l'uomo antiquato, obbligandolo nello stretto binario della coppia produzione-consumo, e antiquata è divenuta anche la sua attitudine immaginativa, ormai incapace di cogliere gli smisurati effetti di gesti che rischiano di avere nel paradosso atomico, nell'evento ultimo la loro epifania.
Luca (27-12-2006) Con questo pamphlet Anders sostiene che le emozioni non sono immutabili nell’uomo ma dipendono dalla realtà storica. Così in un mondo dominato dalla tecnica le emozioni hanno perso progressivamente la loro funzione, le macchine create dall’uomo hanno preso il sopravvento, e le macchine non hanno bisogno di emozioni, i sentimenti sono divenuti perdite di tempo. Anche l’odio è divenuto un surplus, i soldati non si affrontano più corpo a corpo, non si vedono nemmeno più, non combattono più, lavorano. Così l’odio è divenuto un sentimento artificiale, un sovrappiù per assicurarsi l’adesione critica e l’accettazione dell’inaudito. L’odio crea il nemico, irriducibile al proprio paradigma e, dunque, da uccidere. Né aggressori né aggrediti possono più odiarsi a vicenda, e allora erano bei tempi quelli in cui si provava odio nel combattersi perché era pur sempre possibile smettere di odiare e magari iniziare ad amarsi. Ma senza l’odio le guerre non possono arrivare ad un compromesso, la pace dovrà essere incondizionata, il nemico annientato. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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