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Zanker Paul - Augusto e il potere delle immagini | Intrecciando storia, archeologia, filologia e analisi delle opere d'arte e letterarie, Zanker ricostruisce qui il progetto, perseguito dell'imperatore Augusto con un geniale uso propagandistico di immagini e simboli, di restituire un'identità politica e morale ai romani, dopo la crisi dell'età tardo repubblicana.
| La recensione de L'Indice |
 Per la "Universale Bollati Boringhieri" esce in formato tascabile a diciassette anni dalla sua prima edizione italiana (Einaudi, 1989) uno dei testi che maggiormente hanno rivoluzionato la ricerca sull'età augustea. Con questo volume che, per i tipi di Beck, è giunto nel 2003 alla quarta edizione, Paul Zanker è riuscito a dare vita a un felicissimo intreccio di filologia, storia, storia dell'arte e archeologia, mostrando come "un mutamento di sistema politico possa condurre allo sviluppo di un nuovo linguaggio visivo, che riflette e nello stesso tempo condiziona in modo essenziale l'evoluzione della mentalità". Come lo studioso tedesco ha ampiamente dimostrato, è questa la situazione dell'età augustea in cui il rinnovamento politico e culturale, realizzato attraverso la conservazione formale e la revisione sostanziale delle istituzioni politiche repubblicane, si espresse in un linguaggio artistico del tutto nuovo, ideologicamente orientato e capace di rendere il gusto artistico una delle forme di espressione del potere. Scrive infatti Zanker: "A uno sguardo retrospettivo il saeculum augustum ci appare come un momento di svolta non solo per il vocabolario artistico ed architettonico, ma per l'intero sistema della comunicazione visiva". È perciò significativo che questo testo così importante e stimolante, ma ormai fuori catalogo, sia nuovamente messo a disposizione dei lettori a un prezzo accettabile nella fluida traduzione che già ne aveva decretato il successo nella prima edizione: siamo di fronte a un'idea editoriale che, ci auguriamo, non rimanga un caso isolato. Andrea Balbo |
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