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Codeluppi Vanni - La vetrinizzazione sociale. Il processo di spettacolarizzazione... |
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Titolo | La vetrinizzazione sociale. Il processo di spettacolarizzazione degli individui e della società |
| Autore | Codeluppi Vanni | Prezzo Sconto 15%
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€ 10,20
(Prezzo di copertina € 12,00 Risparmio € 1,80)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2007, 109 p., brossura |
| Editore | Bollati Boringhieri
(collana Temi) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Il concetto di "vetrinizzazione" consente di interpretare in modo unitario numerosi fenomeni sociali. Chiarisce infatti il processo di progressiva spettacolarizzazione e valorizzazione che negli ultimi due secoli ha investito i principali ambiti delle società occidentali: gli affetti, la sessualità, il corpo, l'attività sportiva, i media, il tempo libero, i luoghi del consumo, gli spazi urbani e persino le pratiche relative alla morte. La vetrinizzazione sociale ha avuto inizio con la comparsa nel Settecento della vetrina, che metteva in scena e valorizzava oggetti in precedenza inerti e passivi. L'individuo si è trovato così, per la prima volta, da solo di fronte alle merci e ha dovuto imparare a interpretare il loro linguaggio senza l'aiuto del venditore. Ha dovuto, cioè, abituarsi a leggere la comunicazione visiva, ma anche ad affrontare la vita in solitudine, nella nuova condizione sociale imposta dall'urbanizzazione e dalla modernità. Nel corso del Novecento, i media hanno progressivamente rafforzato il modello di comunicazione della vetrina, passando da un modello di fruizione collettiva (manifesti, cinema, televisione) a uno fondato sul consumo solitario (pay tv, Internet). Con il risultato che tutto oggi viene trasformato in fenomeno da "esporre in vetrina", e per gli individui la vetrinizzazione è diventata difficile da evitare.
| La recensione de L'Indice |
 Il libro ha il merito di segnalare l'impatto sui costumi, sulle mentalità e sugli stili di vita quotidiani individuali e collettivi prodotto dai mass media e dalle nuove tecnologie applicate al mondo della comunicazione e dell'intrattenimento tele-audio-visivo. Ha, come altri lavori di analogo impianto metodologico e taglio interpretativo, il difetto della generalizzazione e della ipostatizzazione che rapidamente perde di vista le sfumature e le increspature della superficie osservata, nonché le crepe provocate nelle nuove tendenze dal persistere di modelli comportamentali molto più resistenti di quanto si pensi. Il vissuto di realtà sociali agricolo-urbane di dimensioni medio-piccole, sperimentato dagli abitanti di paesi come l'Italia, ma anche i nuovi comunitarismi etnici intraurbani, complicano non poco le intuizioni di Georg Simmel, maestro di analisi della vita urbana e delle metamorfosi antropologiche indotte su intere masse dai ritmi e dai contatti con nuove merci e persone estranee che la metropoli porta con sé. Ma lasciano soprattutto perplessi classiche affermazioni del tipo: "In una società che si avvia a diventare totalmente artificiale". Restano comunque da leggere e meditare con attenzione le pagine che Codeluppi dedica all'impatto generato sull'immaginario di uomini e donne, giovani ma non solo, dall'evoluzione dei programmi di intrattenimento interattivo prodotti dalla tv occidentale negli ultimi quindici anni. Analisi condotte sulla scorta di una ricca e stimolante letteratura internazionale, che indica alcune possibili ricadute negative sul sociale e sul politico. Anzitutto, la sostituzione dell'opinione pubblica con l'emozione pubblica. Il passaggio dal video alla piazza al palazzo può rivelarsi non così lungo. Danilo Breschi |
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