|
|  |
Amselle Jean-Loup - L' arte africana contemporanea |
|
Titolo | L' arte africana contemporanea |
| Autore | Amselle Jean-Loup | Prezzo Sconto 15%
|
€ 16,15
(Prezzo di copertina € 19,00 Risparmio € 2,85)
|  | | Dati | 2007, 188 p., ill., brossura | | Traduttore | Littardi F. |
| Editore | Bollati Boringhieri
(collana Nuova cultura) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
| |
|
|
Fenomeno culturale in notevole espansione, come dimostra il numero sempre crescente di riviste, esposizioni, pubblicazioni e istituzioni che ne fanno il proprio orizzonte di riferimento, l'"arte africana contemporanea" include aspetti e componenti di natura diversa: dalla somma degli stili e delle produzioni nazionali del continente africano, alle opere degli artisti cosiddetti africani, fino a una produzione in qualche modo legata all'Africa ed esclusa dai circuiti internazionali. In ogni caso, ci troviamo di fronte a una dimensione alternativa, un luogo abbandonato in cui vengono realizzate forme artistiche nuove: in una parola, quella che oggi si è soliti chiamare "friche". Ed è proprio a partire da questo modello in qualche misura paradossale (la "friche" trae la sua vitalità dalle rovine) che occorre comprendere i nostri rapporti con l'arte africana. Dato il suo carattere autoreferenziale, l'arte contemporanea occidentale si trova chiusa in un vicolo cieco: di fronte a questo processo di disgregazione, il meticciato, il riciclo, l'ibridazione delle culture potrebbero costituire una soluzione miracolosa, e all'Africa spetterebbe allora il ruolo di principale fonte di rigenerazione dell'arte occidentale. Ma - si chiede Amselle - di quale Africa parliamo? Il problema, dunque, non è tanto di avviare una riflessione sulle qualità propriamente estetiche dell'arte africana quanto di delimitare, attraverso di essa, il posto occupato dall'Africa nel nostro immaginario.
http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788833917528
L' arte africana contemporanea
Fenomeno culturale in notevole espansione, come dimostra il numero sempre crescente di riviste, esposizioni, pubblicazioni e istituzioni che ne fanno il proprio orizzonte di riferimento, l'"arte africana contemporanea" include aspetti e componenti di natura diversa: dalla somma degli stili e delle produzioni nazionali del continente africano, alle opere degli artisti cosiddetti africani, fino a una produzione in qualche modo legata all'Africa ed esclusa dai circuiti internazionali. In ogni caso, ci troviamo di fronte a una dimensione alternativa, un luogo abbandonato in cui vengono realizzate forme artistiche nuove: in una parola, quella che oggi si è soliti chiamare "friche". Ed è proprio a partire da questo modello in qualche misura paradossale (la "friche" trae la sua vitalità dalle rovine) che occorre comprendere i nostri rapporti con l'arte africana. Dato il suo carattere autoreferenziale, l'arte contemporanea occidentale si trova chiusa in un vicolo cieco: di fronte a questo processo di disgregazione, il meticciato, il riciclo, l'ibridazione delle culture potrebbero costituire una soluzione miracolosa, e all'Africa spetterebbe allora il ruolo di principale fonte di rigenerazione dell'arte occidentale. Ma - si chiede Amselle - di quale Africa parliamo? Il problema, dunque, non è tanto di avviare una riflessione sulle qualità propriamente estetiche dell'arte africana quanto di delimitare, attraverso di essa, il posto occupato dall'Africa nel nostro immaginario.
16,15
new
EUR
in_stock
| La recensione de L'Indice |
 Con straordinaria lucidità e rigore scientifico, Jean-Loup Amselle discute le ragioni che motivano la presenza sempre più costante dell'arte africana contemporanea all'interno dei maggiori circuiti artistico-culturali mondiali e, in generale, nella nostra società. A guidare la sua indagine, svolta in una prospettiva antropologica, c'è la convinzione che non si debba tanto riflettere sulla componente estetica dell'arte africana, quanto sul concetto stesso di "Africa", così come viene a delinearsi nell'immaginario collettivo occidentale. Qui il Sud del mondo non si traduce in un'immagine omogenea, anzi, si moltiplica in una serie di rappresentazioni "incrociate" che lo vedono da un lato come entità degenerata, corrotta e selvaggia, e dall'altro come luogo alternativo, periferico, fonte di rigenerazione per l'intera umanità. Questo spazio ambiguo (in cui "primitivismi" di ogni sorta si intrecciano con il "meticciato", il "riciclo" e il "trash") sembra offrire all'arte e alla cultura occidentali un inesauribile contenitore di alterità. L'Africa e l'arte africana, intesa nella duplice componente "tribale" e "contemporanea", sorgerebbero infatti in tutta la loro spontaneità, ben rappresentata dalla friche l'Afriche , accanto a un Nord planetario esaurito, museificato, incapace di reagire all'ossessione di un mondo avviato all'uniformità, alla globalizzazione e alla "vetrificazione". Tuttavia anche la friche, in veste di arte africana contemporanea, non è che una forma vetrificata di una presunta spontaneità, costantemente sottoposta dall'estetica universale occidentale a un processo di neutralizzazione dei reali rapporti di forza, contrasti ed equivoci compresi, che da sempre intercorrono tra l'Oriente e l'Occidente del mondo. È al chiarimento di questi rapporti che si rivolge l'"estetica politica"di Amselle. Francesca Falzini |
|
 | I più venduti di Amselle Jean-Loup |
|
|