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Zoja Luigi - Giustizia e bellezza | Fra gli studi sulla crisi della modernità, questo saggio si inserisce con forza da una prospettiva inattesa. I nostri antenati greci avevano un sistema di valori indivisibile, fatto di giustizia e bellezza. La bellezza, raccolgliendo approvazioni indiscutibili, aiutava ad assicurare un consenso anche alla morale. Una relazione armonica tra bellezza e giustizia sopravviveva nel Rinascimento, insieme a un rapporto tra piazza e palazzo. Ma il protestantesimo e la modernizzazione spaccano questa unione, in nome di una giustizia ascetica e della funzionalità. Il bello, non essendo direttamente utile, si incammina in direzione del passatempo e dell'investimento. Intanto, privatizzazione e razionalizzazione della vita eliminano la piazza, dove si godeva la bellezza gratuitamente e insieme. L'arte si fa specialistica e la massa si abitua alla bruttezza come condizione normale. Ma il cinismo verso i valori della giustizia, che la società di oggi si rimprovera, potrebbe derivare anche dall'aver eliminato quelli della bellezza, da cui la loro radice è inseparabile.
ANTONIO (07-02-2009) Assieme a interessantissime teorie l'autore ne presenta anche altre che, seppur notevoli e con giusti fini, hanno presupposti a mio avviso in una immagine troppo idilliaca del mondo greco. L 'AUTORE NON HA NULLA DA INVIDIARE AL PIU' FAMOSO (AL GRANDE PUBBLICO) JAMES HILLMAN. DA LEGGERE COMUNQUE ASSOLUTAMENTE: PICCOLO CAPOLAVORO. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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