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Pollack Martin - Assassino del padre. Il caso del fotografo Philipp Halsmann | Le fotografie di Philipp Halsmann sono oggi esposte in tutte le più grandi gallerie del mondo. L'autore dei ritratti di Albert Einstein, Salvador Dalí, Marc Chagall, John F. Kennedy, Marylin Monroe e Alfred Hitchcock, artefice di oltre cento copertine per il magazine "Life", nel 1958 fu considerato dal "Popular Photography" come uno dei dieci migliori fotografi del mondo. Ma non sempre il destino fu dalla parte di Halsmann. Sulla sua esistenza pesò come un macigno la tragica morte del padre. Il 10 settembre del 1928, Morduch Max Halsmann, dentista quarantottenne ebreo di Riga, morì durante un'escursione nello Zillertal (Tirolo). L'allora ventiduenne Philipp sostenne che era stato un incidente, ma poiché era l'unico testimone della morte del padre, lo stesso giorno fu accusato di omicidio. Durante il processo, che prese subito una colorazione antisemita, intervennero in sua difesa, tra gli altri, Sigmund Freud, Albert Einstein, Jakob Wassermann, Erich Fromm e Thomas Mann.
| La recensione de L'Indice |
 Il 10 settembre 1928, durante un'escursione sulle vette del Tirolo, nella valle dello Ziller, il dentista lettone Max Halsmann cade in un dirupo. Il suo corpo presenta ferite alla testa incompatibili con una semplice caduta. Unico testimone dell'incidente è il figlio Philipp (divenuto nel dopoguerra uno dei più noti fotografi del mondo, ritrattista delle massime personalità del tempo), che fornisce alle autorità una ricostruzione confusa e viene arrestato il giorno stesso con l'accusa di parricidio. Inizia a Innsbruck uno dei processi più discussi di quegli anni. In un testo basato su ricerche d'archivio, a metà tra romanzo (riconducibile al genere del legal thriller) e ricostruzione storica, Pollack ne ripercorre la vicenda: i due gradi di giudizio, le richieste di invalidazione e le istanze di grazia. Ne esce il ritratto di un processo per l'epoca sorprendentemente strutturato: il susseguirsi di colpi di scena e lo straordinario interesse popolare rimanda ai processi "mediatici" dei giorni nostri, mentre l'ombra dell'antisemitismo gli Halsmann sono ebrei in un'Austria sempre più influenzata dai venti xenofobi della vicina Germania rimanda ai contorni di un processo politico. Un dibattimento controverso, dove i giurati che dapprima condannano in seguito sottoscrivono la richiesta di grazia, dove il principio giuridico dell'in dubio pro reo è sistematicamente disatteso, dove trovano spazio persino considerazioni di natura epistemologica (la corte discute lungamente se per la perizia sul carattere dell'imputato sia più adeguata la scienza psicologica o la nascente psicoanalisi) e che vede intervenire nel dibattito, a favore dell'imputato, le più importanti personalità del tempo: da Thomas Mann a Sigmund Freud, da Albert Einstein a Erich Fromm. Tazio Brusasco |
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