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Tuzzi Hans - La morte segue i magi | Che cosa è vero? Che cosa è falso? Domande che in questa nuova indagine il commissario Melis si ripete con insistenza. Dopo aver assistito casualmente alla conversazione di una coppia di mezza età, si è ritrovato di fronte all'uomo, cadavere, in obitorio. Omicidio? E, se sì, che c'era di falso nell'ordinata vita di Walter Cenzatti, restauratore, per causare una morte così violenta? E ancora: è vero che Leone Maggi era un falsario, ma è proprio vero che è stato ucciso per questo? E, passando dal pubblico al privato, è vero che la sua compagna, Fiorenza, sta attraversando un brutto momento sul lavoro, ma non sarà che anche il loro rapporto è un po' stanco? E non è affatto falso, invece, dire che quella giovane restauratrice conosciuta durante l'inchiesta...
8 recensioni presenti. Media Voto: 3.87 / 5Sara Orioli sara.orioli@yahoo.it (14-03-2011) Ringrazio Alberto Genovese, lettore che ha trovato tempo di consigliarmi questo romanzo, perchè concordo con tutti i giudizi positivi espressi qui su IBS. Un ottimo romanzo italiano, fra i (pochi) da me trovati all'altezza dei migliori stranieri contemporanei. Permane il dubbio che la narrativa di qualità sia davvero difficile da scoprire se non ci si aiuta fra lettori non condizionati da pressioni commerciali.
Lettura non sempre facile, come si conviene ad una storia che ha più elementi, anche intenzionali, da rivelare. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
alberto alberto.genovese1955@alice.it (17-02-2011) Una magistrale fusione di un italiano di rara eleganza con pagine di appassionante erudizione; una sapiente combinazione di agro realismo metropolitano con la dolente riflessione sull'invincibile solitudine dell'esistenza; un amalgama delicato di incisivi ritratti di personaggi con l'avvincente dipanarsi degli avvenimenti.
Ben più di un giallo: una metafora color seppia sul doppio e sull'ambiguità del vero. Tuzzi non capitola dinanzi all'avanzare delle loffie legioni dei cicisbei della scrittura; non si arrende al nichilismo del narrare in sé, ma lotta e vive insieme ai lettori per guadagnare un senso alla letteratura. Assediato dai minimalisti del dialogo, accerchiato dai mestieranti di debole pensiero, uniti entrambi nell'intimargli di deporre le armi del tormento e di desistere dalla ricerca di un possibile noumeno, mi pare di udire i suoi personaggi apostrofare i vili con l'orgoglioso "m...e" del generale Cambronne a Waterloo.
Eccellente: in assoluto uno dei migliori libri di autore italiano che mi sia capitato di leggere negli ultimi anni. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
jane (16-02-2011) All'inizio i continui cambi di scena e le tante digressioni rendono un po' faticosa la lettura. Con il procedere della storia aumenta il piacere intellettualistico : l'ambientazione raffinata, i personaggi ben caratterizzati e i riferimenti neanche tanto velati a personaggi reali stimolano la curiosità. La lingua è impastata di termini colti, latini, inglesi,dialettali, gergali e anche inventati, ma l'eccesso di citazioni e il palese compiacimento per la propria elitaria cultura rallentano il ritmo e creano un effetto saturazione. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
claudia (08-12-2010) Concordo con Paolo e Marco: alcune digressioni scadono nel tecnicismo e peccano certamente di erudizione pretenziosa, fine a se stessa. Un peccato, perchè così si finisce per diluire una bella trama, dei bei personaggi, delle belle atmosfere. Insomma: un romanzo molto buono, ma che forse potrebbe essere ottimo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Marco (23-09-2010) Buona la trama del giallo, i caratteri dei personaggi, ma eccede in digressioni e incisi, con alcuni paragrafi assolutamente inutili. Tra citazioni colte talvolta piacevoli, talvolta compaciute, si inciampa anche in pensieri più consoni a un bacio perugina. Inviterei poi l'autore a curare maggiormente la definizione del soggetto delle azioni e a preoccuparsi più del lettore e meno del proprio ego. Un libro forse non velleitario, ma che pecca di pretenziosità sì. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
paolo57 (14-12-2009) La trama è abbastanza intelligente, dove si incrociano esperti d'arte, faccendieri ignoranti e presuntuosi e nobili decaduti; forse un po' troppo triste e lento il percorso del racconto che si sofferma troppo in dettagli tecnici non sempre interessanti. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
francesca (22-11-2009) libro molto interessante, ci sono espressioni e frasi bellissime..di quelle da scrivere nel diario e rileggere ogni tanto Voto: 4 / 5 |  |  |  |
michele (16-11-2009) Una bella scoperta. Libro appassionante con una scrittura ricercata in ogni frase ma mai pesante.
Ben congegnata la trama del giallo, piacevoli le vicende dei personaggi, assolutamente non noiose le digressioni tecniche. Da leggere (e possibilmente commentare). Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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