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Irigaray Luce - Condividere il mondo | In questo libro, Luce Irigaray, uno dei più innovativi pensatori del nostro tempo, torna a interrogare il rapporto con l'alterità. Siamo infatti abituati a considerare l'altro come un individuo tra tanti senza dedicare abbastanza attenzione al mondo e alla cultura a cui appartiene. La nostra maniera di vivere l'alterità risulta quindi sottoposta ai nostri propri valori e l'altro, sia esso il nostro compagno o la nostra compagna, un figlio, un amico, un'amica, oppure uno straniero, è avvicinato come un simile. La differenza tra noi è allora percepita in modo esclusivamente quantitativo, non qualitativamente, e questo non favorisce la coesistenza, la pace, l'amore. Dopo la critica nietzcheana alla tradizione culturale dell'Occidente e la decostruzione heideggeriana della nostra concezione della verità, Luce Irigaray, in quanto donna, chiama in causa la validità dei concetti di similitudine, similarità, identità e, perfino, uguaglianza, che stanno alla base della logica occidentale. L'autrice spiega come, prima di cercare la trascendenza in qualche ideale soprasensibile, che non corrisponde alla nostra totale e universale umanità, sia necessario rispettare la trascendenza dell'altro, qui e vicino a noi, cioè la sua irriducibile alterità.
| La recensione de L'Indice |
 In questo suo ultimo libro Luce Irigaray, utilizzando sapientemente il suo lessico psico-antropologico, allarga il consueto campo di indagine dalla differenza di genere alla diversità multiculturale. L'incontro con l'altro, che qui non è il soggetto sessualmente differenziato (anche se questo aspetto continua a essere il punto di partenza), si basa non solo sul riconoscimento della propria identità, ma anche sull'accettazione dell'altro come simile, in un'ottica di laica trascendenza. La rigida cultura occidentale etno-egocentrista è ormai logora e sta sfidando il limite del paradigma di riferimento. In modo del tutto originale l'autrice utilizza la categoria della trascendenza (come trascendente "dimora placentaria" è il rapporto con la Madre) in questo suo salto antropologico, auspicando la possibilità di una reale condivisione della visione del mondo con i nostri simili, attraverso un'onesta e profonda rielaborazione dell'alterità, in quanto opportunità di apertura, conoscenza, incontro. Daniela Ronchi della Rocca |
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