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Tuzzi Hans - L' ora incerta tra il cane e il lupo | Marzo 1985: nei campi ancora innevati alla periferia sud di Milano, sotto l'antico campanile dell'abbazia di Chiaravalle, viene trovato il cadavere sfigurato di una giovane donna. Inizia così la nuova inchiesta del commissario Melis, un'inchiesta che porterà passo dopo passo lui e i suoi uomini nel mondo del giornalismo e della più o meno alta finanza. E dei suoi legami più o meno occulti. Ma se, una volta appurata l'identità della vittima, le domande fondamentali sono quelle classiche - chi e perché - altri, più sottili e inquietanti interrogativi tormentano Melis, sullo sfondo di una Milano che reca ancora ben visibili le tracce della grande nevicata che in gennaio bloccò per giorni le attività cittadine. E questi dubbi chiamano in causa gli affetti, le ambizioni e il potere di una società che sembra irrimediabilmente votata al degrado: per scoprire, alla fine, che soltanto nei semi delle carte i cuori sono più forti dei denari.
Media Voto: 2.2 / 5letizia (05-03-2011) La trama, lineare, disegna il quadro di un mutamento: quando, alla metà degli anni Ottanta, su Milano s'allungano le ombre della criminalità organizzata, la volgarità da privata diventa pubblica e i vecchi valori meneghini di sobrietà e understatement stanno per essere messi in soffitta. Una trama troppo lineare? Forse, rispetto ad altri Tuzzi. E nulla di politicamente corretto. Ma la pagina sulla traduzione da Proust vale, da sola, il prezzo del libro. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Maria Gregorio (04-03-2011) Dò ragione a Caterina, non è il primo Tuzzi da leggere, ma comunque da leggere. Credo che qui l'autore abbia voluto rappresentare l'inizio del degrado etico e lessicale che, uscito in pubblico in quegli anni, da Milano ha invaso l'Italia. Da milanese mi ci sono ritrovata molto. Vero, Tuzzi qui ogni tanto sonnecchia..., eppure la lettura regala qualche boccone prelibato. E, poi, secondo me, la fedeltà agli autori paga sempre, almeno fino alla terza caduta. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
paolo alkibiades@infinito.it (15-09-2010) Delusione cocente per gli estimatori di Tuzzi e Melis (tra i quali ero anche io). Una storia asfittica, stiracchiata, con personaggi o grotteschi o scontati.
Frequenti volgarità del tutto gratuite e cedimenti ad un insopportabile e petulante ossequio al 'politicamente corretto' nella evidente ricerca di un plauso che il merito stavolta non riesce ad ottenere.
Da dimenticare. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
caterina (13-06-2010) Che peccato! Ho letto tutti i libri di Tuzzi con protagonista Melis e questo è davvero il meno riuscito: un pò stanchi i personaggi, lento lo svolgimento dell'indagine, anche se, come sempre, la trama gialla tiene bene fino alle ultime pagine. Scrittura raffinata. Si può leggere, ma non come primo libro di Tuzzi. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Chicca63 (03-05-2010) Bah ... un romanzetto dalla trama abbastanza scontata e neanche troppo coinvolgente. Una quantità di personaggi inutili ai fini del racconto e altri, quelli importanti, poco più che tratteggiati. Un narcisismo di scrittura più che suff e citazioni al limite dell'irritante Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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