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Tuzzi Hans - Un posto sbagliato per morire | Un'inchiesta in cui la personalità della vittima è la chiave per arrivare al colpevole? Succede, più spesso di quanto si creda. Mai come in questo caso, però, il commissario Melis ne sembra convinto. Manrico Barbarani: una laurea in architettura, uno studio affermato, un socio da trent'anni al suo fianco, tante amiche, alcuni affezionati nemici, una passione per l'alpinismo, due mogli, anzi: due ex mogli. E un figlio di cui potrebbe essere il nonno. Già. E tre proiettili piantati in corpo. E dove, poi! Nella più squallida delle periferie di Milano. Qualcosa però non convince Melis, a cominciare dal fatto che l'auto di Barbarani è in garage. E allora? E allora, nel sereno settembre milanese del 1981, quando già s'annunciano i toni dell'autunno, il commissario e i suoi uomini iniziano un'indagine che, muovendosi fra i luoghi del potere più o meno occulto e le feroci dispute di una difficile separazione fra coniugi, sembra condannata ad arenarsi. Fino a quando, inatteso, l'assassino colpisce di nuovo. Allora, ecco, tutte le tessere del mosaico sembrano andare lentamente al loro posto, disegnando una vicenda di grande amarezza, di grande solitudine, di grande amore. Quell'amore per il quale un uomo può persino tradire sé stesso.
Media Voto: 4.33 / 5pier (03-03-2012) Acquistato per curiosità in quanto si svolge a Milano. Non conoscevo lo scrittore.
Mi è piaciuto, un pò essenziale poco narrativo, però ha un suo stile veloce e piacevole.
Ora ho acquistato anche gli altri suoi libri
speriamo siamo sullo stesso livello.
Consigliato. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
moletto (25-07-2011) Ho letto il libro nella precedente edizione a cura della Sylvestre Bonnard. Ho letto tutti i romanzi di Hans Tuzzi e come ho visto sullo scaffale la novità in oggetto l'ho subito comprato. Han Tuzzi è un autore che adoro. Solo ieri però mentre preparavo il libro per la lettura mi sono accorta che non si trattava di una novità, bensi di una riedizione di un precedente titolo. Inutile esprimere il mio rammarico, mi sono sentita presa in giro, l'informazione non è adeguatamente pubblicizzata, se non nel colophon con un font minuscolo. la casa editrice non ha voluto far passare la notizia ne sul sito nè tantomeno con la rassegna stampa dedicata,eppure era stata addirittura predisposta una fascetta, sarebbe costata davvero tanto un pochino di onestà??? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
jane (08-07-2011) Trovo assai discutibile che il libro sia uscito adesso con questo titolo presso Bollati Boringhieri, mentre esiste ancora "Come il cielo sull'Annapurna", stessa storia pubblicata da Sylvestre Bonnard 2004.Che si tratta dello stesso libro è scritto -piccolo- all'interno, dove nessuno guarda se non per i libri stranieri alla eventuale ricerca del titolo in lingua originale.
A parte questo,la lettura è piacevole, non banale, meno dotta nelle citazioni di "La morte segue i magi", ma anche meno accattivante. La squadra investigativa è la stessa, variegata nei tipi e tutto sommato credibile; Melis, apparentemente svagato,procede con razionalità e umanità. E'una storia che crea grandi aspettative e poi nel finale si risolve in modo forse inatteso ma un po' semplicistico. Ciò che ho trovato davvero intrigante è la personalità della vittima, che, emergendo nelle sue contraddizioni dall'analisi sagace dell'autore, suscita una condivisione istintiva . Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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