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Rutigliano Enzo - Guerra e società | Che cosa sia la sociologia della guerra non è facile da stabilire, perché non vi è una grande tradizione sociologica che si definisca con questo nome. Di certo essa è tutt'altra cosa rispetto alle numerose trattazioni della guerra fatte da scrittori, storici, strateghi militari. Indagare il ruolo che le società hanno avuto nell'evoluzione delle guerre e quello che le guerre hanno avuto nello sviluppo delle società è l'intento di questo libro, che ripercorre agilmente i cambiamenti nella forma, nella strategia, negli obiettivi dei conflitti mettendoli in relazione con l'organizzazione sociale ed economica delle società interessate. Particolare attenzione è riservata alle profonde trasformazioni che la guerra ha subito negli ultimi decenni e che l'hanno modificata al punto di confondere ogni categoria usata in passato per definirla. Con la comparsa del terrorismo a cambiare è infatti il concetto stesso di guerra: essa è senza quartiere, il suo campo di battaglia coincide con il mondo e con le attività che in questo si svolgono. Ne risulta una situazione destabilizzante, di continuo rischio, che riflette la debolezza e la vulnerabilità delle società molto evolute e che mette a repentaglio l'equilibrio fra libertà e sicurezza nelle democrazie occidentali.
| La recensione de L'Indice |
 Già autore di numerosi studi a partire dalla fine degli anni settanta, in quest'ultimo lavoro Enzo Rutigliano si ripropone di definire le metamorfosi della guerra in relazione alla società e all'assetto economico che le causano, le condizionano e se ne fanno a propria volta influenzare. Il limite che l'autore riscontra nella maggior parte degli studi sulla guerra fin qui condotti consiste, a suo giudizio, nella sostanziale disattenzione verso il contesto storico entro cui essa, come fenomeno, via via si è generata, trasformandosi lungo i millenni. Così dalla guerra di Troia e da Sun Tzu o Lignitz alla guerriglia e ai "perdenti radicali" (Enzensberger) dell'attuale terrorismo (ritenuto una "guerra condotta con altri mezzi" e qui oggetto di un brillante approfondimento), dall'età della cavalleria alla guerra dell'informazione e dei contractors,destinata secondo Rutigliano a esplicitarsi in una "guerra civile mondiale" (Weltbürgerkrieg), cioè in uno scontro che travalica ogni vecchia categorizzazione, asimmetrico, senza quartiere e senza regole, finendo per destabilizzare la nostra stessa esistenza nella sua quotidianità in pagine sintetiche, ma di notevole interesse, vengono rilevate nella storia umana le principali tappe fatte segnare dalla concezione della guerra e dal suo progressivo realizzarsi: per esempio, il decisivo processo di distanziamento fra i combattenti, radicalizzatosi nel tempo, causò l'incrudelimento dei conflitti, determinando una vera e propria "espulsione dei sentimenti della battaglia", oltre che, naturalmente, una sua maggior distruttività per le sempre più devastanti armi in uso. Daniele Rocca |
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