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Zoja Luigi - Paranoia. La follia che fa la storia | Il paranoico spesso è convincente, addirittura carismatico. In lui il delirio non è direttamente riconoscibile. Incapace di sguardo interiore, parte dalla certezza granitica che ogni male vada attribuito agli altri. La sua logica nascosta procede invertendo le cause, senza smarrire però l'apparenza della ragione. Questa follia "lucida" - così la definivano i vecchi manuali di psichiatria - è uno stile di pensiero privo di dimensione morale, ma con una preoccupante contagiosità sociale. Raggiunge infatti un'intensità esplosiva quando fuoriesce dalla patologia individuale e infetta la massa. Al punto da imprimere il proprio marchio sulla storia, dall'olocausto dei nativi americani alla Grande Guerra ai pogrom, dai mostruosi totalitarismi del Novecento alle recenti guerre preventive delle democrazie mature. Finora mancava uno studio d'insieme sulla paranoia collettiva, rimasta terra di nessuno tra le discipline psichiatriche e quelle storiche. Per primo lo psicoanalista Luigi Zoja ricostruisce la dinamica, la perversità e insieme il fascino, l'assurdità ma anche la potenza del contagio psichico pandemico, in un saggio innovativo che attinge a vastissime competenze pluridisciplinari. Improvvisamente, vediamo con occhi diversi eventi che credevamo di conoscere, e comprendiamo quanto i paranoici di successo, Hitler o Stalin, fossero tali per la loro capacità di risvegliare la paranoia dormiente nell'uomo comune...
vitaliano bacchi vitaliano.bacchi@tiscali.it (30-04-2012) E' uno dei pochi saggi sul tema che tratta la bipolarità personale/sociale del pensiero paranoide.L'opera è satura di riferimenti letterari, perchè un economista come Zoja ne fa eccipiente gnostico. In che cosa consista l'essenza della paranoia, il libro lo descrive compiutamente, ma la sua esatta iscrizione in un sistema informativo per l'impiego giudiziario o analitico resta prerogativa riservata a specialisti. Paranoia è la condizione di un soggetto dominato da idee deliranti (irreali)della esistenza di complotti a suo danno e della esistenza di nemici occulti che vogliono distruggerlo. A differenza del soggetto schizoide, il paranoico non considera sempre l'altro come un pericolo, nondimeno la sua esperienza sociale è corrotta dalla idea di una guerra da combattere contro un nemico organizzato che complotta per distruggerlo. La condizione paranoide non è generalmente psicotica; è una razionalizzazione abnorme ma non assurda del disagio sociale di individui non integrati, ma anche di intellettuali più consapevoli della capacità di violenza dell'altro e dell'impiego distruttivo delle istituzioni (giustizia, polizia, amministrazione) che il persecutore può criminosamente consumare a danno della vittima. Lo scrimine classico fra patologia della paranoia se il nemico è irreale e normalità di tale forma mentis se il nemico è reale, anche se esagerato o ingigantito, è divenuto incongruo: il pensiero paranoide ha vinto troppo spesso nell'esame giudiziario di realtà per essere liquidato come psicotico. Beata sia la paranoia fra le sorti oscure della mente, perchè è la fonte di tutti i grandi processi di liberazione: paranoide fu l'idea antifaraonica di Mosè, paranoide l'idea purista di Colui che cacciò i trafficanti dal tempio, paranoide è l'idea che la discriminazione sociale in tutte le sue forme anche più odiose (l'antisemitismo o il razzismo) abbia la stessa forza motivazionale che ha la pulsione alimentare o che a dirittura ne faccia parte e ne sia specie. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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