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Otsuka Julie - Venivamo tutte per mare | "Da anni" ha dichiarato Julie Otsuka, "volevo raccontare la storia delle migliaia di giovani donne giapponesi - le cosiddette "spose in fotografia" che giunsero in America all'inizio del Novecento. Mi ero imbattuta in tantissime storie interessanti durante la mia ricerca e volevo raccontarle tutte. Capii che non mi occorreva una protagonista. Avrei raccontato la storia dal punto di vita di un "noi" corale, di un intero gruppo di giovani spose". Una voce forte, corale e ipnotica racconta dunque la vita straordinaria di queste donne, partite dal Giappone per andare in sposa agli immigrati giapponesi in America, a cominciare da quel primo, arduo viaggio collettivo attraverso l'oceano. È su quella nave affollata che le giovani, ignare e piene di speranza, si scambiano le fotografie dei mariti sconosciuti, immaginano insieme il futuro incerto in una terra straniera. A quei giorni pieni di trepidazione, seguirà l'arrivo a San Francisco, la prima notte di nozze, il lavoro sfibrante, la lotta per imparare una nuova lingua e capire una nuova cultura, l'esperienza del parto e della maternità, il devastante arrivo della guerra, con l'attacco di Pearl Harbour e la decisione di Franklin D. Roosevelt di considerare i cittadini americani di origine giapponese come potenziali nemici. Fin dalle prime righe, la voce collettiva inventata dall'autrice attira il lettore dentro un vortice di storie fatte di speranza, rimpianto, nostalgia, paura, dolore, fatica, orrore, incertezza, senza mai dargli tregua.
7 recensioni presenti. Media Voto: 3.28 / 5SARA (13-04-2012) Le mie aspettative (forse eccessive, lo ammetto) sono rimaste assai deluse, a lettura ultimata. L'argomento interessante e la tanto acclamata coralità della narrazione - che mi hanno fatto avvicinare con bramosa curiosità a questo romanzo - vengono schiacciate da una prosa ripetitiva e noiosa, che ti spinge a saltare pagine e a sperare di guadagnare presto la fine del romanzo. Peccato, un'occasione sprecata perché, ribadisco, l'argomento è di estremo interesse e riguarda una parte di storia che io non conoscevo. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
andrea (07-04-2012) Questo libro ha due soli pregi secondo me:essere composto da solo 140 pagine (e sono tante per portare a conclusione la lettura). L'ho trovato veramente indigesto, l'ho finito per partecipare all'incontro del gruppo di lettura altrimenti dopo 20-30 pagine sarebbe stato messo in un cantuccio e lì abbandonato secula secolorum...
Mentre lo leggevo ho cercato anche delle attenuanti (la traduzione dal giapponese, l'editor incompetente, io) ma alla fine non sono riuscito a dargliene nessuna il lungo elenco di frasi ripetute con soggetto plurale (come parlerebbe un mago Otelma qualsiasi) le ho trovate indigeribili...
l'unico pregio veramente tale è quello di svelare un contesto storico che non conoscevo quale è stata la deportazione dei giapponesi residenti in america in seguito a Pearl Harbor, ma lo stile lascia alquanto a desiderare...
Nella mia visione dell'inferno (una stanza illuminata da una luce fioca insufficiente per leggere comodamente, con una libreria composta da: Moby dick, che tu sia per me il coltello, la mia africa, il dono) questo libro ha il suo posto speciale come fonte di supplizio. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Elena68 (14-03-2012) Una pagina di storia sconosciuta. Un romanzo corale, bellissimo, con un punto di vista insolito.
Ottima scoperta, quest'autrice, grazie alla casa editrice per avercela fatta conoscere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
jane (05-03-2012) Corale e poetico. Mille storie tutte diverse e tutte uguali, fatte di speranze e delusioni, dolore e sopportazione, piene di dignità e silenzio. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
strummercave (20-02-2012) Avevo atteso con curiosità l'uscita di questo libro, di cui ho letto diverse ottime critiche. Mi sono trovato tra le mani un volumetto composto da decine di paragrafi, ciascuno di poche righe farcite di punteggiatura, senza dialoghi e senza protagonisti. Ero pronto ad un romanzo "corale", con un'unica voce a raccontare la storia drammatica di queste donne giapponesi che nel periodo tra le due guerre mondiali si sono trasferite negli Stati Uniti in cerca di un futuro migliore, ma alla fine sono rimasto piuttosto deluso dal risultato finale. E' stato come entrare in un cinema e, invece di veder proiettato un film, mi fossi ritrovato ad osservare una serie di diapositive. Un occasione mancata. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
birillo (03-02-2012) E' incredibile che in così poche pagine ci siano tante storie. Scritto in modo semplice (forse è proprio questo il suo punto di forza) che ti inchioda finchè non l'hai finito. Anche se ci metti
una notte od un paio di giorni a terminarlo ti rimane dentro per molto di più. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Arianna (01-02-2012) Un libro davvero davvero bello.
La scrittura è molto scorrevole, a volte forse troppo punteggiata. Tengo a precisare che non ci sono dialoghi o quasi, ma nonostante questo il libro è magnifico. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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