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Scruton Roger - L' Occidente e gli altri. La globalizzazione e la minaccia terroristica | Nell'accesa discussione sui rapporti tra mondo islamico e Occidente, questo saggio di Roger Scruton propone una tesi che coglie alcuni aspetti innegabili della questione. Alla radice delle attuali difficoltà nelle relazioni tra islam e Occidente stanno differenze costitutive intorno alla concezione dell'ordine politico. Nella tradizione occidentale esso è fondato sulla laicità. Nel mondo musulmano, al contrario, a legittimare la politica è il richiamo - o l'adesione - alla tradizione coranica. Convinto della validità della tradizione liberale democratica, e delle forme di organizzazione sociale e politica da essa alimentate, Scruton ci offre una riflessione estremamente lucida che arricchisce il dibattito sull'incontro/scontro tra le civiltà.
| La recensione de L'Indice |

Cos'è l'Occidente e cosa sono gli "altri", in particolare l'islam? Il sociologo inglese Scruton impugna la cruciale questione dal lato del diritto. L'Occidente si connota allora per aver dato vita a forme associative che si reggono sull'idea della giurisdizione territoriale, un'eredità del diritto romano. Che consiste nel mettere insieme persone in modo tale da impedire che possano scannarsi l'una con l'altra. L'esperienza europea ha così insegnato che fra le tre forme di appartenenza più diffuse tra gli esseri umani (religione, lingua, giurisdizione territoriale), la terza era quella che più e meglio delle altre poteva garantire il rispetto dei contratti, la risoluzione tendenzialmente pacifica delle controversie, la legittimazione di istituzioni con un progressivo effetto di uniformità su un unico territorio. Il governo nella differenza, questo l'Occidente ha reso possibile. Ma perché l'associazione tenesse nel tempo, e la legge divenisse il potere sovrano, è stato necessario valorizzare il ruolo del territorio e la sua relativa "sacralità". Di qui la nascita dell'idea di nazione. E, di conseguenza, dello stato-nazione. L'islam non ha legge legata al suolo, poiché l'unica fedeltà è alla sharî'a, ubiqua e impersonale volontà di Dio. Lo spazio pubblico non esiste nella tradizionale società islamica. Non è contemplata "una zona di libertà e sperimentazione tutelata da una legge puramente umana nelle sue origini". Ed ecco che la globalizzazione paradossalmente favorisce i progetti di chi estremizza il messaggio coranico. Una possibile risposta all'islamismo terrorista: favorire la comparsa in Medioriente di giurisdizioni territoriali e fedeltà prepolitiche nazionali. Danilo Breschi |
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