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Lansdale Joe R. - Atto d'amore | Per le strade di Houston si aggira un moderno Jack lo Squartatore, e Marvin Hanson e Joe Clark sono i poliziotti incaricati dell'indagine. Hanson in particolare, un detective nero, è disgustato dagli omicidi, dalla loro ripugnante violenza, e si dedica alla caccia con un sentimento di vendetta personale. Ma l'inchiesta è un tuffo nel dolore e nell'ambiguità, un itinerario in cui è facile perdere la ragione e trasformarsi a propria volta in ciò che più si odia.
10 recensioni presenti. Media Voto: 3.6 / 5KINE (07-09-2009) E' un buon thriller, è dell'80 non dimentichiamocene, ed ha ottimi colpi di scena, soprattutto il finale (geniale).Diciamo che se vogliamo essere pignoli, non è il genere dove Lansdale da il massimo..... Però da leggere è sempre "un Lansdale" Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Simone (27-02-2009) E' stato ristampato da pochi mesi questo racconto quasi d'esordio di Lansdale. Si legge in fretta, e all'inizio l'impatto puo' essere estremamente sgradevole. Certi particolari pulp turbano anche il fan piu' sfegatato di Lansdale. Ma presto la narrazione si assesta su un livello coinvolgente ma corretto, fino alla lotta finale. Mi e' sembrato "gia' visto", ma di sicuro non lo era nei primi anni '80. Resta l'impresionne di aver letto il copione di un telefilm poliziesco, in stile "Starsky & Hutch". Ma, nel suo genere, e' un libro da leggere. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Gabriele (17-02-2008) ieri sera la casa si è zittita molto presto, erano poco più che le 22e23, e quindi mi sono piazzato comodo sul divano con libro e matita per gli appunti.
sono quasi alla fine del sopracitato libro e ogni pagina che passa è sempre più coinvolgente.
in dieci pagine ho cambiato 3 teorie su chi fosse l'assassino (questa volta forse non è il maggiordomo), ogni minuto che passava cresceva in me una strana sensazione.
ero convinto di aver capito tutto invece il buon Joe rovesciava le mie teorie come una tasca vuota.
mentre leggevo il mio cervello pretendeva di arrivare prima degli occhi ma non è stato così.
le ultime quattro pagine sono state illuminanti, ma solamente perchè è stato svelato l'arcano.
ci sono rimasto male e il cuore mi è salito in gola, era tanto che non provavo una sensazione così.
non capivo cosa fosse ma tutto mi è stato chiaro quando ho chiuso il libro a pagina 211 per andare a dormire:
avevo paura.
una fottuta paura!
ho spento la luce del salotto e in casa è sceso il buio, la paura è aumentata ed è stata smorzata dalla luce del bagno.
è continuata qualche minuto poi devo essermi assopito, comunque ho avuto una notte molto tormentata, vivendo sogni più "faticosi" del solito.
quando mi sono svegliato ero ancora scosso, mia mamma può testimoniarlo.
non avrei mai pensato di arrivare a tanto leggendo un libro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
pippi (13-11-2006) Definire Atto d'amore un romanzo di serie Z mi sembra un po' eccessivo. Credo fermamente che Lansdale abbia un genere tutto suo e che sia "Lo Scrittore" più camaleontico della letteratura contemporanea. Anche se non è il mio preferito (La serie di Hap e Leonard non la può battere nessuno), rimane comunque sempre un gran buon libro. Grazie di esistere! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
edna (13-02-2006) Ho amato La sottile linea scura, e In fondo alla palude. Sapevo che - per stessa ammissione dell'autore - JL ha scritto anche molti romanzi di serie Z. Atto d'amore è uno di questi. Un'accozzaglia di stereotipi, previdibili, mal scritti.
Insomma il solito straletto romanzo che procede a capitoli alternati, il poliziotto e l'omicida, in un crescendo di violenza. Fino ad arrivare all'agguato alla famiglia del rappresente della legge e alla resa dei conti finale...
niente di nuovo sotto il sole, e neppure ben confezionato.
Da dimenticare.
Per me, leggete altro. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Robert (18-10-2004) bellissimo, la signora Cornwell dovrebbe imparare qualcosa da Lansdale. Joe gioca molto sui sospetti del lettori, ti fa persino dubitare del protagonista. Stupendo, non il meglio di Lansdale, ma uno dei migliori Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Francesco fpallotti@hotmail.com (18-12-2003) Libro godibile, scritto con ritmo e senza perdersi in inutili divagazioni psicologiche.
Scene crude modellate con il bisturi. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Romano De Marco romdema@tin.it (23-05-2003) Se già si conosce ed apprezza Lansdale (è il mio caso..) per il complesso della sua opera, subentra la tentazione di etichettare questo thriller come un archetipo del genere, vista la data di pubblicazione (1981) antecedente ai vari red dragon, post mortem et simila.. In realtà è lo stesso autore, nella postfazione al libro, a compiere un dovuto gesto di ridimensionamento rispetto a tale tentazione... Si tratta comunque di un thriller teso, veloce, dalle atmosfere lugubri che Lansdale in taluni casi trasforma in grottesche (come è suo solito...) nel complesso godibile ed apprezzabile anche per la ambientazione atipica (la citta di Houston - Texas) che comunque non viene sfruttata a pieno, indugiando maggiormente sulla psiche dei personaggi... con un centinaio di pagine in più poteva essere un capolavoro del genere... ma Lansdale quando scrive ha fretta... fretta di raccontare, di giungere alla conclusione, di fare giustizia... bisogna apprezzarlo per quello che è... io lo adoro (e consiglio a tutti la saga di Hap e Leonard con i seguenti titoli in ordine cronologico: MUCHO MOJO (bompiani) IL MAMBO DEGLI ORSI e BAD CHILI (tascabili stile libero einaudi)
Romano De Marco Voto: 3 / 5 |  |  |  |
il latinese (17-04-2003) All'inizio ero un po' freddino; la solita storia di serial killer, che palle. Abbiamo già dato. Poi, verso la metà, la storia comincia a tirare in modo tale che non riesci più a smettere di leggere. E quando alla fine capisci chi è il mostro, e cavolo, ne hai letti tanti di questi libri qui, ma mica c'eri arrivato, e ci sono quelle trenta pagine finali da infarto del miocardio, ti dici: però! Mica male. E poi ci pensi un po' su e ti dici "ma se il mostro è quello, allora significa che..." e ti rendi conto che hai letto non solo un gran thriller, ma un libro politico. Che ha qualcosa di grosso e di pesante da dire sugli Stati Uniti. Capperi. Poi vai a vedere la data di pubblicazione originale: 1981. Millenovecentottantuno? Prima di Hannibal the Cannibal? Prima di Seven? Prima di... WOW. Ma allora s'era inventato tutto Lansdale. E allora che fai, non gli dai 4/5? Voto: 4 / 5 |  |  |  |
I_AM_LEGEND (26-03-2003) Anche quando la trama non è certo il massimo, un libro di Joe Lansdale riesce sempre a farsi leggere tutto d'un fiato. Non è certo un capolavoro ma è un buon libro anche considerando che è il primo che abbia mai pubblicato, ci sono dentro molte soluzioni narrative abbastanza ovvie e qualche stereotipo, ma a pensarci bene, come scrive lo stesso autore nella postfazione, questo libro è venuto prima del Silenzio degli innocenti, di Red Dragon e di tanti altri libri del genere. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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