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Miéville China - Perdido Street Station | La metropoli di New Crobuzon si estende al centro di un mondo sbalorditivo. Umani, mutanti e razze arcane si accalcano nell'oscurità fra le cimiere, lungo fiumi indolenti alimentati da rivoli innaturali, tra fabbriche e fonderie che pusalno nella notte. Per più di mille anni il Parlamento e la sua brutale milizia hanno governato su una moltitudine di operai e artisti, spie e maghi, ubriachi e prostitute. Ma uno straniero è giunto con le tasche piene d'oro e ha imposto una richiesta inverosimile, scatenando l'incredibile.
16 recensioni presenti. Media Voto: 4.43 / 5Gianluca (29-03-2011) Interessante. L'ho letto sia in inglese che in italiano.
La cosa migliore è il contenuto, il peggiore la scrittura.
Spunti visivi e alcune trovate (The Weaver su tutte) lucide e creative, ma troppo caotica la scrittura e lo stile non certo dei migliori. Il finale poi ne risente, perché troppo veloce rispetto al resto del testo (in realtà è prima che è troppo, troppo prolisso). Per assurdo in tanti sbrodolamenti alcuni temi vengono accennati e poi non sviluppati (Motley e tutto quello che è collegato si sciogliono senza una vera risoluzione)
Un editor migliore avrebbe tagliato metà del testo, e il libro ne avrebbe giovato.
Incompiuto. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Okamis okamis@hotmail.it (09-01-2008) Commentare un'opera come Perdido Street Station non è cosa semplice. Per quanto mi riguarda, l'opera di Miéville non è paragonabile a nulla che mi sia mai capitato di leggere prima. Non mi riferisco tanto alla trama o al genere, quanto allo stile. La penna di Miéville è infatti capace di guizzi artistici unici. Ci troviamo di fronte a uno di quei rarissimi autori in grado di tratteggiare con non comune abilità un universo denso di vita senza essere legato a uno stile unico. Eccoci così di fronte alle barocche descrizioni di New Crobuzon, agli onirici monologhi di Yagharek, alle futuristiche parole del Tessitore, alla visione cubista di Motley (solo per la pagina di presentazione di questo personaggio Miéville meriterebbe un riconoscimento). Una tale duttilità ovviamente comporta anche una lettura non semplice, impegnata. I lettori che vogliono avvicinarsi a questo libro devono essere consci che dovranno metterci tutte le loro energie per poter assaporare in pieno la straripante fantasia dell'autore. Ma fidatevi, ne verrete ampiamente ricompensati.
Un'ultima nota per concludere. Quando 30 anni fa uscì La storia infinita, l'opera di Ende fu compresa da pochi. Chi la vedeva come un libro per bambini lo considerava troppo complesso; chi al contrario la vedeva come un libro per adulti lo considerava troppo infantile. La verità era che Ende era troppo avanti (perdonatemi questa espressione ormai divenuta quasi gergale) per il pubblico (e soprattutto la critica) di allora. Oggi Ende è studiato persino nelle università. Leggendo PDS ho avuto l'impressione che anche Miéville sia troppo avanti per questi tempi. Egli è un precursore, per certi versi un avanguardista nel suo saper coniugare alla perfezione quanto di più disparato offre il mondo delle Belle Lettere; e come tale saremo in grado di assimilarlo appieno solo fra qualche anno. Che possa meravigliare o annoiare, è indubbio che Miéville ha stile, e sono certo che fra qualche anno sentiremo ancora parlare di lui, magari proprio tra i banchi universitari. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Talita84 (28-11-2007) Geniale, quando il mio inglese migliorerà, correrò a comprarmi tutti i libri di quest'autore in lingua originale. Non ci sono parole per descrivere New Crobuzon che non siano quelle di Mieville, e ci vogliono tutte, proprio tutte quelle che ci sono nelle 740 pagine che compongono l'opera; anche se sembrano troppe, sono tutte necessarie. Mi sembrava persino di sentire la puzza del mattatoio a "marcita del cane". Trovare un autore che come lui sappia creare una trama al calor bianco, e allo stesso tempo dei personaggi/creature/mostri così strani e insieme così credibili/originali/spaventosi è raro, ma trovarne uno che abbia un tale, impareggiabile talento descrittivo è ancora più raro. Quando leggerò gli origninali saprò se è tutto merito suo o del traduttore; nel frattempo, ho già letto "la città delle navi", e confermo ciò che altri hanno detto prima di me: il Bas-Lag è un mondo al di fuori dei generi, quindi, amanti delle Belle Lettere di tutte le correnti, COMPRATELO! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
paolo, catania (14-04-2007) Quest'uomo è un genio e questo romanzo è un capolavoro. L'etichetta fantasy può essere solo formale e riduttiva. Anche Macondo è una città immaginaria in cui accadono cose fuori dal comune, ma nessuno definirebbe Cent'anni di solitudine un romanzo fantasy. Questo libro ha la complessità dei grandi romanzi ottocenteschi e, contrariamente a quanto affermato in commenti precedenti, nessuna parte merita di essere tagliata. Leggerò gli altri. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Claudio cla114@hotmail.com (05-03-2007) D'accordo con alcune recensioni, ritengo il libro bello sotto certi aspetti (alcune idee sono geniali) ma prolisso e caotico nella struttura. Un bravo scrittore deve anche sapere dove tagliare altrimenti la cosa diviene ingestibile. Poi i personaggi sono psicologicamente piatti e certe scene un po nauseabonde e ripetitive. Insomma un libro sufficiente che, con un bravo editor, poteva diventare un bel libro. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Zeruhur (13-10-2006) Siamo di fronte a una piccola rivoluzione copernicana del genere fantastico. Senza entrare nel merito delle classificazioni (che ascriverebbero il romanzo al misconosciuto “new weird”) quello che sicuramente è palese nell’opera di Miéville è la capacità di mescolare molteplici correnti di stile per creare un’alchimia spesso precaria ma di grande effetto.
Siamo a New Crobuzon, città di sette milioni di abitanti, in una terra dalla geografia caotica e non delineata. Una città disordinata, un vero incubo urbanistico, dove tra decadenti torri, giù nei vicoli si trascinano nella sozzura umani, razze arcane e mutanti. Il primo centinaio di pagine è per entrare in contatto con questo delirante mondo di tecnologia e magia, che deve qualcosa sia al fantasy che allo steampunk. I protagonisti sono presentati poco a poco senza però riuscire intedere subito la direzione dell’intreccio. Il mio consiglio per chi affronta Perdido Street Station è di superare lo scoglio della “parte prima” e di insistere. Non è facile entrare nell’inferno urbano di Miéville, nel suo stile ricco e ricercato, nelle sue descrizioni dettagliate ma deliranti. New Crobuzon sembra uscita dai sogni o dagli incubi.
Quando poi si entra nel vivo della vicenda allora si apprezza anche la capacità dell’autore di costruire una vicenda frenetica e coinvolgente. I protagonisti del romanzo non sono eroe in senso classico ma persone coinvolte loro malgrado in fatti più grandi di loro e costrette a porvi rimedio per tirarsi fuori dai guai. Oltre a un piccolo, variopinto gruppetto dei criminali/reietti protagonisti, facciamo la conoscenza con creature impossibili e straordinarie.
La capacità di Miéville di creare qualcosa che non rientra in nessun genere conosciuto, ma che è sicuramente fantastico, e di mescolarlo con la critica sociale, la sociologia e le dinamiche umane (e “aliene” in senso lato) è straordinaria.
Grande affresco, di difficile lettura, da leggere analiticamente senza perdere il gusto per una narrazione densa e raffinata.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
fabio j. f.jacq@libero.it (14-01-2006) China Miéville stupisce con una fantasia esplosiva, avvicinandosi ad un autore di culto come Iain M. Banks. Stupendo l'affresco urbano di New Crobuzon e gli infiniti abitanti di infiniti universi (mi ricorda la fantasia di Sclavi, in certi momenti: vedi i diavoli di un altro universo).
Forse il romanzo è un po' troppo lungo e ci sono troppe descrizioni, ma vale davvero la pena arrivare in fondo...
E Fanucci ha già pubblicato il seguito (anzi due?): evviva! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Geppo (02-11-2005) L'impressione e' che il primo a far uso della strana droga citata nel libro sia proprio l'autore.
Nel suo genere e' comunque un quasi-capolavoro, quattrocento pagine in memo e sarebbe stato perfetto!
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Lara Freschi (13-07-2005) Un libro straordinario, che apre le porte della letteratura del Duemila. Non è retorica, ma verità. E' fantasy? No. Fantascienza? Neppure. Horror? No. E' grande letteratura: infilare questo libro in un genere non può che correre il rischio di annullarlo. Miéville rientra semplicemente tra i grandi scrittori contemporanei. Impariamo a mettere, dopo aver citato i vari McEwan, Delillo ecc., anche il suo nome. Forse è un azzardo, ma meglio rischiare. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alex (15-03-2005) La fantasia di Mieville dovrebbe essere patrimonio tutelato dall'UNESCO! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
BEPPE g.viani@medigest.net (27-09-2004) Bello!!! non foss'altro per la fantasia di china Mieville che non conosce limiti. perdido street station non ha confini, non ha contorni netti e nemmeno motivazioni logiche, ma riesce ad incantare semplicemente lasciando che il lettore venga traspostato in um mondo fatto di magia, meglio taumaturgia, creature bizzarre ed inspiegabili, personaggi che meravigliano ed impauriscono allo stesso tempo. Il tempo ed i luoghi scorrono su binari completamente nuovi ed inesplorati finora dalla narrativa fantasy. Perdido sreet station inaugura un nuovo genere dove indispensabile e' il lasciarsi trasportare dalle descrizione dei suoi mondi magici e fantastici come da una composizione musicale assurda e magnifica. Non importa cercare a tutti costi un senso alle cose quando si crede possibile che un insetto possa essere sensuale come una bella ragazza, in fondo, non trovate? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
DaN (04-09-2004) Eccellente, incredibile nn ci trovo alcuna pecca, perfetto nient'altro da aggiugere a questo romanzo fantastico! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Il Re del Popcorn (03-05-2004) Il troppo stroppia.Non trovo migliore incipit per giudicare questo romanzo ipertrofico.
Esagerato in tutti i sensi.Per il numero di pagine innanzitutto.Potevano essere tranquillamente la metà,se solo l'autore avesse eliminato alcune parti,lunghe,del tutto superflue(come le continue indicazioni geografiche) e spesso pesanti(come le noiose spiegazioni pseudo-scientifiche) e volendo anche alcuni avvenimenti secondari completamente inutili rispetto al filo conduttore.
Esagerato nell'intreccio,caotico e alla lunga dispersivo,con troppi personaggi secondari privi di spessore e rilevanza all'interno della storia.
Lo stile di scrittura è spesso contorto e ridondante,e la traduzione di certo non aiuta.
Cosi' sembrerebbe un quadro decisamente negativo,e invece il libro,grazie a delle trovate geniali e completamente folli,si fa comunque apprezzare.In particolare il gusto dello strano,del grottesco crea un affascinante mix di gothic-horror fantascientifico.
Il problema è che nel leggere si ha la netta impressione che l'autore abbia una marea di cose da raccontarci,disponendo di una fantasia straboccante,ma che non abbia saputo "gestirla" nello scrivere.
Un vero peccato,perchè con un pò di "autolimitazione" avrebbe potuto produrre un romanzo veramente esaltante e perfetto sotto tutti i punti di vista.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Satiss (16-10-2003) L'unica parola che posso usare per descrivere questo libro (e mi sembra ancora poco) è SPLENDIDO!!
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Latinese (05-09-2003) Ne ho lette tante, di cose, ma questo romanzo veramente è stato una sorpresa. Non avevo ancora incontrato una storia del genere. Ha ragione Massimo, è un gran bel libro. Di fantasy, beninteso. Che non vuol dire solo Signori degli anelli, spadate e castelli, ma anche questo. L'invenzione di questa folle megalopoli di New Crobuzon, che pare Londra ma non lo è, dove ci sono i treni a vapore e la magia, le speculazioni edilizie ed esseri soprannaturali, la polizia politica gira con gli archibugi ma gli scienziati riescono a farti volare, è sbalorditiva (non mancano i computer meccanici e gli stregoni chirurghi plastici). E la storia ha una notevole presa. Che non si spegne fino all'ultima pagina. Aggiungo che ci sono anche i mostri, e sono mostruosi per davvero. Insomma, non manca niente. Pecacto che la traduzione sia ruvida qua e là, ma non tanto da disturbare la lettura. Vale assolutamente la pena di spenderci qualche euro... e comunque costa meno di una cena al ristorante, di questi tempi.
Dimenticavo: è anche un libro veramente, sinceramente, profondamente di sinistra. Ma non la sinistra di Veltroni, D'Alema e Fassino. La sinistra quella vera. Del resto Miéville è un militante trotzkista. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Massimo (26-08-2003) Se il buongiorno si vede dal mattino, sicuramente é nata una nuova stella della letteratura fantascientifica. Perdido Street Station é un libro entusiasmante e Mieville é dotato di una fantasia e di capacità di coinvolgere i lettori che raramente ho incontrato.
Imperdibile Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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