|
|  |
Lansdale Joe R. - In fondo alla palude |
Sono gli anni Trenta, quelli della Depressione. Harry e la sorellina Tom vivono nel Texas orientale, due bambini come tanti. Una sera vanno nel bosco, per cercare un luogo dove seppellire l'amato cane Toby. Trovano invece una strana radura di spine, e il corpo martoriato di una donna di colore. I fratelli scappano, e intravedono tra gli alberi una figura minacciosa e oscura, di cui tutti parlano, che tutti temono: il leggendario Uomo-Capra. Tornati a casa Harry e Tom raccontano al padre quello che è successo. Jacob fa il barbiere e ha la funzione di agente di polizia locale, non crede alle voci sull'Uomo-Capra e non sopporta le ingiustizie cui vanno incontro le persone di colore da quelle parti. Decide di mettersi subito a indagare.
Recensioni 1 - 20 di 35 recensioni presenti. Media Voto: 4.2 / 5Moreno C. (29-08-2009) 'In fondo alla palude' è un libro che ha più di un pregio, ma che non è riuscito a coinvolgermi più di tanto. I punti di forza del romanzo sono senz'altro lo stile narrativo di assoluta elementarità ed ingenuità, grazie al quale gli eventi raccontati paiono prendere vita in tutta la loro forza (ricordiamo che la storia è un sunto di ricordi fanciulleschi) e la capacità di Lansdale di seminare qua e la piccole descrizioni di un lirismo unico, in grado di far apparire bellissimo (e chi dice che non sia stato davvero così...) un mondo in cui tutto o quasi era povertà, sporcizia e violenza. Per contro si può dire che la costruzione del thriller non sia abbastanza efficace nè curata cosicchè si arriva a scoprire l'identità dell'assassino, dopo tratti di storia un po' raffazzonati, senza dei reali sussulti interiori. Voto: 2 / 5 |
vanessa vanessaric@virgilio.it (29-06-2008) Mi spiace andare contro corrente, ma lo faro' soprattutto per un motivo che a mio avviso appare evidente. Nel complesso risulta certamente un buon thriller, senonche' il caro Lansdale si e' ispirato (potrei usare benissimo un altro verbo) in maniera quasi imbarazzante al capolavoro di Harper Lee: Il buio oltre la siepe.
Il mio consiglio e': date la precedenza di lettura al grandissimo romanzo della Lee(che consiglio vivamente) solo cosi'potrete giudicare obbiettivamente il thriller di lansdale Voto: 2 / 5 |
tilly (03-06-2007) libro bellissimo,lo rileggerei 10 volte senza mai stancarmi.Un libro appassionante che ti coinvolge e ti trasforma nel protagonista.
Complimenti all'autore che ha scritto un romanzo senza precedenti. Voto: 5 / 5 |
bey (17-01-2007) Bello bello bello!!! Un noir con i fiocchi, riesce a farti sentire l'odore della palude.. Voto: 5 / 5 |
anselmo domenico (19-07-2006) é il primo libro di lansdale che ho letto, e mi è piaciuto moltissimo. Voto: 5 / 5 |
Claudia (21-02-2006) Bellissimo...è uno dei libri migliori che abbia mai letto, il primo di Lansdale ma di certo non l'ultimo! Voto: 5 / 5 |
Standbyme standbyme@ticino.com (17-02-2006) L’eclettico Lansdale sa tenere desta l’attenzione del lettore fin dal prima pagina con questo romanzo dove la suspence non manca, anche se si intuisce, abbastanza facilmente, l’identità del colpevole. La voce narrante è quella dell’anziano Harry che nella casa di riposo ricorda di quanto era un ragazzino di dodici anni e della terrificante avventura vissuta insieme alla sua sorellina Tom. Le tematiche del razzismo sono sapientemente esposte e il comportamento dei genitori, in controtendenza con quasi tutto il resto della comunità, ricorda quello di Atticus nel “Buio oltre la siepe”. Ben scritto si incontrano delle belle frasi: una particolarmente mi ha colpito per la sua capacità di farti vedere e vivere la scena che descrive: “Scivolai sul letto e appoggiai l’orecchio contro la parete, tentando di afferrare ciò che stavano dicendo. Parlavano sottovoce e dapprima non capii niente, ma ben presto riuscii a chiudere fuori il rumore del vento che giungeva attraverso la finestra mettendo una mano sull’orecchio libero.” (Pag. 100, Harry che cerca di decifrare i bisbigli dei genitori che provengono dalla stanza affianco.) Stupenda vero? Voto: 5 / 5 |
Matteo Poropat mefistofele74@yahoo.it (07-09-2005) Premetto che non ho letto altri libri di L. per cui non posso fare "paragoni".
Ho concluso questo libro da poco ed il punto fondamentale su cui metterei l'accento è questo: il thriller, in questo libro, è solo un aspetto marginale, un mezzo e non il fine, per raggiungere un altro risultato.
Questo romanzo mi ha emozionato molto per le sue ampie ed affascinanti descrizioni delle persone, per quei volti tratteggiati così finemente fino a disegnarsi nella mente, dai due ragazzini protagonisti, attraverso la loro famiglia, il padre, con le sue debolezze, la nonna, ma soprattutto uscendo dal nucleo nelle strade sporche, nell'aria che è sempre o troppo umida o troppo fredda, tra i vecchi, oltre le tuniche del Klan con le croci infiammate, verso i boschi e chi ancora ci abita.
Nel proseguire il libro anche la voce narrante di Henry, eroe di questa grande avventura, si fa diversa, cresce e presenta pian piano un parallelo tra il passato di cui narra ed il suo attuale presente.
La forza principale del racconto è nel suo riuscire a portarci proprio li in mezzo, a sentire fremere le foglie sugli alberi e la paura nella gente di colore, ad osservare i probabili colpevoli degli orrendi omicidi, ad inspirare i fragranti aromi della cucina, delle gallette e dei fagioli o delle torte della nonna, nel prendere coraggio e scendere con Henry e Tom in quello spaventoso viaggio, fin in fondo alla palude. Voto: 4 / 5 |
Annika lloigor@libero.it (01-09-2005) "In fondo alla palude" è stato per me una bella sorpresa. Non conoscevo Lansdale ed ho avuto la fortuna di scoprirlo proprio col suo romanzo più suggestivo.
Rispetto ad altri suoi libri, qui i toni sono più delicati, meno ironici. La scelta di un protagonista bambino permette di mostrare una realtà difficile e impietosa attraverso occhi aperti al "magico".
Anche se non è difficile scoprire il meccanismo dell'intreccio, ciò non guasta il piacere della lettura, che risiede tutto nell'atmosfera, nella paura infantile del "mostro", nella narrazione ben fatta, nei personaggi che, sebbene molto schematici, riescono a trasmettere primordiali e forti emozioni.
Voto: 5 / 5 |
Greta gretel68@virgilio.it (10-07-2005) Lansdale ha descritto in questo libro una storia degli anni trenta ambientata nel suo Texas. Una storia di razzismo ma anche di amore, quello di un bambino per il suo mondo e la sua famiglia. Questo mondo improvvisamente cambia con la comparsa di un serial killer che lo fà diventare grande e consapevole dei mali del mondo.
L'ironia di Lansdale c'è sempre, ma c'è anche molta dolcezza ed è veramente struggente come narra l'odio animalesco che separa i bianchi dai neri...
Ha messo anche parecchi indizi per noi lettori, il killer forse lo si può scovare alla svelta, ma diventa di secondaria importanza, ci si lascia travolgere di più dai pensieri del piccolo Harry!
Voto: 4 / 5 |
Angela marinian67@hotmail.com (10-07-2005) Per ora è il miglior libro di Lansdale che ho letto. Meglio di La sottile linea scura, meglio di Il mambo degli orsi. Voto: 5 / 5 |
giap (07-07-2005) Un buon libro. Non quel capolavoro di cui parla Ammaniti. Funzionano sia i personaggi (forzato quello della nonna) sia la storia che però diventa un po' schematica quando affronta il problema razziale. Lansdale ci sa fare e trasmette il suo grande amore per il Texas. Voto: 3 / 5 |
Carlo zicusss@hotmail.com (13-06-2005) Si legge con piacere, libro ben studiato e scritto con mestiere, ambientazione affascinante (ma non originale) e trama appassionante anche se non velocissima, forse un po' scontato il finale. L'autore pesca un po' troppo nei romanzi di Twain e ne "Il buio oltre la siepe". Di Lansdale ho preferito "La sottile linea scura". Peccato per gli errori di sintassi del traduttore (Francesco Salvi, chi, il comico ?). Voto: 4 / 5 |
Grazia (24-03-2005) Secondo me e' un libro meraviglioso. Non conoscevo Lansdale, mi e' stato consigliato in libreria e devo dire che mi ha suscitato le sensazioni più disparate. Mi sono anche commossa alcune volte. Non voglio offendere nessuno, e' giusto che ogni persona possa avere opinioni diverse, ma credo che solo pochi possano considerare questo romanzo deludente o perdibile.
Ho appena terminato di leggerlo e sento che già mi manca.
Superconsigliato! Voto: 5 / 5 |
Giancarlo mcynco@tin.it (23-03-2005) Lansdale é uno scrittore magnifico, questo il suo libro migliore. Leggetelo!! Voto: 5 / 5 |
Lorenzo Berti paperogonfio@inwind.it (09-03-2005) Non vedo assolutamente gli ingredienti preconfezionati a tavolino, il 'mestiere' (in senso negativo), la banalità, di cui parlano alcuni qui. Quelli, casomai, ci sono nel Lansdale più conosciuto (molti dei racconti di "Maneggiare con cura", e il celeberrimo - e famigerato - "La notte del drive-in"). Secondo me, questo è il vertice di Lansdale. Credibile, ottimi dialoghi, appassionante, ottimamente scritto. Commuove quasi, alla fine. Pare che col tempo Lansdale abbia finalmente dato una svolta alla sua narrativa (per carità, pur sempre valida e divertente anche in precedenza, ma su uno scalino più in basso - si vedano Hap e Leonard magari), anche se "La sottile linea scura", il suo ultimo romanzo, non è all'altezza di questo Voto: 5 / 5 |
bianco xxxbiancolupo@yahoo.it (senza le tre x iniziali) (01-03-2005) ...bellino...
mah... mi sembra spesso di leggere libri scritti da persone uscite da una stessa scuola di creative writing o cose del genere: ingredienti giusti (sesso, morte, ambientazione interessante, etc.), qualche parolaccia che fa tanto realismo, una buona perizia nello scrivere ed il prodotto è pronto per la vendita. Per carità, si legge bene... niente di più.
Voto: 2 / 5 |
Maurizio Vitale mauvita@yahoo.com (24-02-2005) Chi conosce il Lansdadale chandleriano della serie Hap and Leonard qui rischia di sorprendersi: non c'è Chandler o Spillane sullo sfondo, ma Caldwell e Steinbeck, bianchi razzisti e neri miserrimi. In questo sfondo da Via del tabacco, in una cittadina minuscola dove tutti conoscono tutti (apparentemente) cominciano a ritrovarsi cadaveri deturpati. E, pagina dopo pagina, torta dopo torta, arriviamo alla conclusione e alla soluzione. Il ritmo è meno sincopato di altri di Lansdale, ma è perfetto per questo libro, che parla di lunghe attese e di tempi morti. Bello, insomma, in grado di accontentare anche palati esigenti in fatto di bello stile e scrittura, ingredienti spesso considerati un optional dai giallisti. Voto: 4 / 5 |
Incursore (28-11-2004) Niente di eccezionale. Libro perdibile. Stile e contenuto non originali. Voto: 3 / 5 |
Carlo (08-11-2004) Io l' ho trovato semplicemente fantastico. Consigliatissimo !! Voto: 5 / 5 |
Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 35
|
 | I più venduti di Lansdale Joe R. |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|