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Thompson Jim - I truffatori | Roy Dillon, il truffatore. Lilly Dillon, la madre, Moira Langtry, l'amante, Carol Roberg, l'infermiera. Roy è giovane e affascinante, ma è un truffatore senza morale. Lilly è al soldo della criminalità organizzata, Moira è alla costante ricerca dell'occasione giusta, mentre Carol, l'infermiera che segue Roy dopo che la vittima di un imbroglio si è vendicato con una mazza da baseball, cerca di rifarsi una vita e di dimenticare il proprio passato. Insieme, compongono un quadrilatero perverso di amori e desideri inconfessati, fatto di imbrogli, raggiri, soldi facili e violenza, in un mondo in cui tutti hanno qualcosa da perdere, e ben poco da guadagnare.
Media Voto: 3.75 / 5Simone (25-09-2007) deludente, mi aspettavo qualcosa in più da questo romanzo Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Lorenzo Berti paperogonfio@inwind.it (15-03-2006) A me non è piaciuto granché, questo Thompson. Meglio allora il più tradizionale "L'assassino che è in me". Ok, so che si tratta di un tentativo di uscire da un genere (il poliziesco, il noir) che ormai lo stava soffocando, sulla scia dell'apprezzamento (e conseguente arricchimento dell'autore, in termini di conoscenze letterarie e cultura in genere) della Francia; però non mi pare questo capolavoro che si dice. Bella l'idea e la rappresentazione di "bidonari" di professione, personaggi piccoli e abbastanza squallidi (ma è proprio questo "abbastanza" che mi dà da pensare: non sono né grandi, né piccoli, né troppo mediocri - almeno, non nel senso di un Camus o di un Carver), e belli alcuni spunti di riflessione; ma nel complesso il libro ha momenti di stanca, gratuiti (Carol, ad esempio, corpo un po' troppo estraneo, con sguardo all'indietro di prammatica un po' troppo a corto respiro e frettoloso, messo lì solo per "far gioco", per dare qualcosa di forte, che colpisca in sé e per sé chi legge - e come: scampata agli esperimenti medici di un lager! - e nulla più) e, alla fine dei conti, i personaggi - si direbbe, se fosse un film (poi il fatto che un film effettivamente lo sia, è un altro discorso) - non "bucano" lo schermo. Anonimi. Ora aspettiamo "pop.1821". Sarebbe bello a un prezzo più onesto, ma ormai è una battaglia persa... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Latinese (15-10-2004) Io avevo visto il film di Frears e m'era piaciuto; poi sono andato a leggermi il romanzo, e pur restando convinto che The Grifters è una dei più bei film di Frears, devo ammettere che il libro è ancor meglio. Mi affascina il malore esistenziale, la morbosità dei rapporti tra tutti e quattro i protagonisti, il coraggio con cui, raccontando una trama noir, Thompson va a scavare in parecchi angoli bui della nostra vita. Impressionante. Inoltre è affascinante la ricostruzione di un mondo di "bidonari" che sa tanto d'italiano pur essendo del tutto americano. Si vede che il mito dell'America di tanti biechi personaggi di casa nostra è anch'esso un bidone. Bravo Thompson, viene voglia di leggere altro che ha scritto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
nobeastsofierce.splinder.it (09-04-2004) Grazie Jim per averci regalato un grande capolavoro. Una tragedia sapientemente costruita nella Los Angeles tanta cara a Ellroy e a Bunker. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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