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Dick Philip K. - Rapporto di minoranza e altri racconti | Il racconto che dà il titolo all'antologia descrive una polizia del futuro che arresta i criminali prima che questi commettano i loro reati. In questi racconti, influenzati dalla repressione maccartista, dall'isteria nucleare, da una forte consapevolezza politica e sociale, Dick si interroga sulla condizione umana, sulla violenza e la repressione esercitata dalle autorità, sul militarismo e la paranoia, ergendosi a cantore di un'umanità debole e spesso indifesa che è la vera protagonista delle sue opere.
11 recensioni presenti. Media Voto: 4.63 / 5Emilio (12-09-2011) Difficile leggere un'antologia di racconti tutti ugualmente di altissimo livello. Ciascun racconta si basa su un'intuizione geniale. Non stupisce che la cinematografia abbia attinto a piene mani. Eccellente. Da consigliare anche a chi non piace la fantascienza. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ciano (14-11-2010) Idee geniali e splendidamente raccontate con cinquant'anni di anticipo.... Tanto di cappello ed un riverente ed ossequioso inchino ad un gigante. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ANTONELLA (13-03-2010) E'la prima volta che leggo P.Dick e considerando che non amo il genere ero un po' prevenuta, ma mi sono dovuta ricredere ho infatti trovato tutti i racconti davvero belli,originali e sorprendenti.Provero' sicuramente a leggere anche un suo romanzo.Consigliato davvero a tutti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
brownjenkin (20-09-2009) Talvolta i romanzi di Philip K Dick hanno un difetto: partono da una premessa di grande impatto e si concludono in modo deludente. Almeno, in alcuni casi ho percepito questo "crescendo" ribaltato. Nei racconti, invece, lo scrittore statunitense riesce ad essere incisivo, penetrante e per nulla banale. Consiglio questa lettura anche a chi ha trovato ostici alcuni romanzi di Dick, personalmente nei racconti ho scoperto un autore molto più coerente, ma ugualmente visionario. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
°linda° lind59@gmail.com (10-06-2008) per ora, di questo libro, ho letto solo "rapporto di minoranza", tralasciando gli altri racconti. il libro è completamente diverso dal film...avere visto il film nn vi rovinerà di certo la lettura!!! ho 13 anni e l'ho letto qualche mese fa. la storia è avvincente, anche se va letto con molta attenzione poichè i passaggi sono un po' difficili da capire ( ma nn per il linguaggio utilizzato!) e la storia è intricata. nn ho letto altri romanzi di dick, ma questo mi è sembrato interessante e coinvolgente. sicuramente è destinato agli appassionati del genere fantascientifico e ai lettori più attenti. cmqe ve lo consiglio solo se vi piace il genere....buona lettura! ;) Voto: 4 / 5 |  |  |  |
roberto cocchis roberto.cocchis@tin.it (28-08-2006) Il miglior modo di avvicinarsi a un autore come Dick, di cui si parla sempre tanto e (temo) quasi sempre a vanvera. Racconti semplici ma dagli intrecci avvincenti, che è facile collegare a qualche film non dozzinale. Da utilizzare soprattutto se si vuole convertire qualcuno al culto del grande Phil senza rischiare di traumatizzarlo subito. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
francesco (05-11-2005) ma cavolo, dietro storie semplici e irreali, a volte comiche o tragiche c'é un universo di politica,sociologia,costume,scienza......come non coglierlo? L'identità frantumata, l'io che non sa di essere un altra cosa, gli affetti e l'amore smarriti nelle macchine, l'umanità dolente che aspetta, che osserva, che non capisce...cosa ci ricorda, forse il medioevo che stiamo vivendo??? C'è gia stato Pirandello! qualcuno dirà........ Ma questi sono solo racconti fantasy..... e qui sta il genio, questo sono i geni. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Nicola nicolaporta@interfree.it (29-10-2005) Avvicinarsi a Dick, per chi come me legge fantascienza da vent'anni, non è facile. Da ragazzo lessi tre suoi romanzi e non mi piacquero. Giorni fa ho invece terminato questa raccolta e ho ribaltato il mio giudizio su di lui. Le sue opere non sono facili, perchè Dick non scrive fantascienza, ma USA la fantascienza, come sfondo per le sue storie, riflessioni pessimisitiche (ma anche umoristiche, vedi "Ricordiamo per voi") sull'uomo e la realtà. Così, una nuova tecnica per prevenire gli assassinii (Rapporto di minoranza) una guerra interplanetaria con gli alphani e le astornavi ad ago (Impostore), la terza guerra mondiale (Modello due) avventure spionistiche su Marte (Ricordiamo per voi) androidi artificiali inconsapevoli (La formica elettrica), parallelamente al Marte dei Simulacri e ai "raggi B che balenavano nel buio alle porte di Betelgeuse e navi in fiamme al largo di Orione" (spero che la citazione sia esatta) in Blade Runner, costituiscono soltanto lo sfondo evocativo su cui imbastire le storie. Racconti che non sono altro, in fondo, che riflessioni filosofiche in forma narrativa. Dick non è uno scrittore, ma uno che come noi legge la fantascienza e si sofferma a meditarci su, a riflettere intorno a che cosa sta dietro alle idee, di che cosa vivono. A volte deprimente, ma mai noioso. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
TYR (02-03-2005) Questo libro da ottimi spunti per l'immaginazione, ma icinque racconti presenti, tranne quello del rapporto di minoranza, sono un po' fiacchi e non molto interessanti.
diciamo che c'è di meglio ma anche di molto peggio Voto: 3 / 5 |  |  |  |
sonia s.gazzetti@virgilio.it (05-12-2004) Il libro raccoglie cinque racconti, uno dei quali "Rapporto di minoranza", ha ispirato l'omonimo film di Spielberg. I racconti, spesso inquietanti, sono pieni di invenzioni fantastiche e fanno emergere le inquietudini, i dubbi, le angosce che tormentano la vita dell'uomo. In particolare mi ha colpito la sua idea originale che un essere possa essere non umano senza esserne cosciente (vedi il protagonista de "L'impostore" e l'androide Rachel di "Blade Runner"). Voto: 5 / 5 |  |  |  |
withnail dan.san@tiscalinet.it (09-09-2004) Avevo letto "La svastica sul sole" e mi aveva molto deluso, poi quasi per caso ho provato questi racconti e li ho trovati a dir poco geniali, termine spesso abusato ma in questo caso secondo me appropriato. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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