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Millhauser Steven - Martin Dressler. Il racconto di un sognatore americano | Nella New York di fine Ottocento il giovane Martin Dressler aiuta il padre nel negozio di sigari di famiglia. Presto inizierà a lavorare in un hotel, prima come garzone, poi come fattorino, segretario, direttore, salendo la scala del successo fino a diventare un imprenditore innovativo e fortunato, un ideatore e costruttore di alberghi sempre più fantasmagorici. Nel corso della sua ascesa economica la visione di Martin Dressler si farà man mano più audace, sospesa tra realtà e immaginazione, follia e ambizione, arte e industria, fino a concepire il Grand Cosmo, un immenso edificio capace di offrire ogni tipo di spazio e intrattenimento, un palazzo-universo che può sostituire la vita reale...
Media Voto: 4.2 / 5Francesco Benzi f.benzi@libero.it (16-02-2005) La vicenda di Martin Dressler, dall’adolescenza all’amara consapevolezza delle difficoltà del vivere, è scritta in uno stile apparentemente piano, ma così trasparente che scivola quasi impercettibilmente in un’incredibile sequenza di cataloghi di “fantasia urbana”, aprendo così un interessante squarcio sulle capacità di uno scrittore moderno e profondamente “contaminato”.
Martin è il prototipo del self made man, mito del costruttore di sogni, fondatore di catene di caffè, ristoranti e alberghi, anticipatore delle tecniche del marketing e della pubblicità; ma questa prospettiva è solo apparentemente quella di una biografia sociale; la vicenda parallela del rapporto con le tre signore Vernon è una spia fin troppo moderna della misteriosa personalità dello stesso Martin e la rivelano come quella di un paranoico e sfrenato arrampicatore, che perderà lucidamente sé stesso nella sua eroica ricerca dell’Universo.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Lorenzo Bordogna bolpe74@yahoo.it (14-01-2005) Visionario e appassionante. Un sogno americano nella sua parabola attraverso la realtà e fino all'incubo Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Vincent xdarkwriter@hotmail.com (11-01-2005) Ascesa e caduta di un imprenditore visionario nella New York di fine ottocento. Martin Dressler rappresenta una versione positiva e romantica del sogno americano, dove lo scopo ultimo e inafferrabile è "semplicemente" la creazione, attraverso la più audace e complessa delle messinscene, di una Realtà alternativa e autosufficiente. Il disastro finale si consuma quando l'artificio raggiunge il suo culmine e la realtà finisce per scomparire intorno ad esso, svuotandolo dall'interno goccia dopo goccia. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Libetta Libetta@hotmail.com (08-12-2004) L'immaginario del protagonista e' scatenato, tanto attivo circa NY inizio secolo e le sue potenzialita' future, probabili o romanzate che siano, quanto nel privato al contrario preferisce rifugiarsi nella rassicurante quotidianita' di un salottino.
E l'autore tanto sorvola sull'intimo e le motivazioni di certe scelte (una certa passivita' amorosa pare fare gioco a Martin) quanto al contrario sembra divertirsi nel dettagliare ambienti, invenzioni, progetti, la corsa verso il frenetico progresso, magari troppo di corsa, appunto.
Se paradossalmente fosse stato ancora piu' dettagliato e ne avesse fatto un romanzone, avrebbe creato un'opera alla Sinclair Lewis, il cui alito si sente aleggiare durante il libro, in simulata aspettativa di un fervente ed eccitante futuro.
Il finale e' tutto un crescendo fantasioso di ipotesi pazzesche, mettendo da parte un certo contenimento avuto fin li'. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Vittorio Caffè (08-12-2004) Per lavoro mi capita di dormire spesso in albergo. E quando ho visto questo libro che di alberghi parla, me lo sono subito comprato. Soldi spesi bene. E' un romanzo affascinante, che all'inizio sembra la solita ricostruzione storica meticolosa e documentata che ti fanno gli americani (la storia inizia negli anni '90 dell'ottocento), poi però deborda nel fantastico, e lo fa molto ma molto bene. Alla fine è una specie di fiaba, è una storia di sogni, di ambizioni, di visioni. E anche di alberghi, e soprattutto di quello che la gente cerca nell'albergo... ma oggi, non cent'anni fa. E' un libro sul presente. E Millhauser ha una capacità di descrizione impressionante. Ti fa sentire fisicamente la luce, l'aria, i colori del suo mondo. Come dicevo prima, soldi spesi bene. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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