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Dick Philip K. - La svastica sul sole | Stati Uniti d'America, 1962. La schiavitù è di nuovo legale, i pochi ebrei sopravvissuti si nascondono dietro falsi nomi, la California è asservita al Giappone. Vent'anni prima l'asse ha vinto la seconda guerra mondiale, e si è spartito l'America. Sul resto del mondo incombe una realtà da incubo: il credo della superiorità razziale ariana ha soffocato ogni volontà o possibilità di riscatto. L'Africa è ridotta a deserto, vittima di una soluzione radicale di sterminio, mentre l'Italia ha ottenuto solo le briciole dell'immenso potere dell'Europa.
Recensioni 1 - 20 di 21 recensioni presenti. Media Voto: 4.04 / 5Louis the_stroke82@yahoo.it (04-02-2012) Geniale, profondo, brillante, carico di significati! Cosa dire di più su questo libro?
E' stato il primo libro di Dick che ho letto e ne sono rimasto entusiasta. Una trama sottile che si snoda attraverso le piccole azioni e le riflessioni dei protagonisti che tracciano le linee di un mondo post guerra, in cui i vincitori sono vinti e vinti vincitori, dove si assiste alla spersonalizzazione degli individui e dove ogni speranza di riscatto sembra perduta... forse.
Certo lo stile di scrittura è un po legnoso e sopratutto non aspettatevi colpi di scena eclatanti , inseguimenti mozzafiato o cospirazioni politiche sovversive, ma una storia profonda fatta di pensieri, simboli, delusioni e speranza.
Non un libro per tutti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Emilio (07-09-2011) L'intuizione su cui si basa il libro e' geniale (anche se terrificante: seconda guerra mondiale vinta da Hitler e nipponici). Ma lo stile di scrittura appare datato e le vicende del romanzo si presentano a volte noiose. Comunque, un buon libro. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Costantino (07-09-2010) "Significa che il mio libro è vero, non è così?"
"Sì", rispose lei.
E se voi che (eventualmente) leggete e io che sto scrivendo fossimo solo personaggi di un libro in cui l' autore mi descrivesse mentre scrivo queste righe? ;-) Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gaja (06-06-2009) "La schiavitù di nuovo legale,l'Africa in genociodio..."Strano perchè durante le Olimpiadi Berlinesi gli atleti neri furono trattati benissimo e serviti da camerieri del Reich quando entravano nei Bar in Germania al contrario che negli USA.
Hanno vinto gli Alleati e i Comunisti dei GuLag,si sono spartiti il mondo e non mi pare che sia tanto bello:l'Africa è colma di genocidi e le assurdità politiche prolificano.Questo romanzo è angosciante solamente per il suo contenuto (quasi per farci dimenticare cosa sia relamente l'oggi!) altamente sterile ed inutile. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Giacomo (09-01-2009) Che dire? Dopo Ubik questa era la seconda possibilità che davo a PKDick.
Forse l'ho letto in maniera troppo affrettata, ma non ho trovato in questo libro il capolavoro che molti osannano. Trovo che la fine sia abbastanza tirata via e senza nemmeno troppe spiegazioni. Ho preferito anche io, come molti, fatherland di Harris. Insomma PKDick è troppo psichedelico per i miei gusti e per il momento credo non leggerò altro di lui. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Angelo Coalangeli (27-11-2008) Un libro molto interessante sia sul piano storico che sul piano narrativo. La vicenda trasmette al lettore quella visione folle di "perfezione" che la filosofia "Ariana " del nazional socialismo voleva attuare. Vedere realizzato il folle "progetto" fa comprendere veramente quanto l'uomo possa causare dolore all'intero genere umano.Fantastico poi il finale con la scoperta di due mondi paralleli l'uno speculare all'altro dove sia in un modo che in un'altro c'è chi domina e chi è dominato ( schiavizzato ). Non dimentichiamo che il libro è stato scritto negli anni 60 in piena guerra fredda, con la paura del "comunismo" paragonato, negli Stati Uniti, al nazismo europeo degli anni 40. Inoltre molto interessante è il rapporto mistico con il libro millenario del " I Ching" e l'altro libro "La cavaletta non si alzerà più", rivelazione di una diversa storia, ma come ho detto prima, uguale alla storia narrata dall'autore. Da leggere e consigliare, sopratutto in questo momento, dove la verità storica viene contraffatta e oscurata da squalidi revisionismi. Bello!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Salvatore D. (16-01-2008) Leggere un romanzo ucronico come questo di Dick ha sicuramente un suo fascino.Premetto che prima d'ora non avevo letto alcun libro di questo autore.Devo dire che il titolo lascia spazio aperto all'immaginazione, che non trova però il dovuto riscontro nel testo. Un buon libro, senza ombra di dubbio, e di pregevole fattura; I personaggi sono studiati a dovere e ben orchestrati; quel che manca, a mio avviso, è la dinamicità dei fatti. Il tutto scorre in maniera preordinata, come le lancette di un orologio; Per il tema trattato potrebbe andar più che bene, se non fosse per il finale che ho trovato un pò affrettato. Tutto sommato non lo si può definire noioso, anzi dalla lettura vengon fuori notevoli spunti di riflessioni. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Massimo (07-10-2007) L’ipotesi “controfattuale” di partenza e affascinante e Dick la tiene bene in pugno. La storia però non avvince più di tanto: i cali di tensione sono frequenti, e lo stile piuttosto introspettivo genera un po’ di noia. Per apprezzare il romanzo occorre forse una diversa predisposizione…. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Alceste (30-05-2007) Un libro visionario ambientato in un futuro fantascientifico in cui le sorti della seconda guerra mondiale sono capovolte.
La genialità di Dick è riuscire a raccontare, in un contesto simile, una storia che parla di persone semplici e non di guerre e scenari apocalittici.
E sono queste persone semplici che ci fanno riflettere su quello che siamo e soprattutto che siamo diventati oggi e il bello è che Dick ce lo segnala dal suo lontano 1962. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Luca Varrese (04-11-2006) Il libro viene ritenuto il capolavoro di Dick; certamente lo stile, l'idea e i personaggi sono notevoli, ma forse il meglio di Dick sta più in certi racconti o in romanzi più brevi. Tuttavia l'insieme merita una valutazione alta, anche se non il massimo perchè per esempio senza leggere l'introduzione il finale non si capisce molto. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Umberto21 (29-09-2006) Molto bello. Avevo letto un libro di ucronia di un italiano ed ero rimasto deluso. Mediocrissimo . Un mio amico mi ha detto : Ucronia? Leggiti LA SVASTICA SUL SOLE di Dick. Bè...davvero un altra cosa. Questo autore ha dimostrato una fantasia e una originalità immense. davvero inquietante e affascinante questo racconto che raccomando a tutti.
Lo stile di scrittura è di qualità altissima.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Domenico (19-09-2006) Un bel libro che purtroppo ho incontrato solo adesso. All'altezza di altri di Dick e forse anche piu', a motivo della verosimiglianza delle sequenze storiche. Giudico una gran cosa il finale lasciato apparentemente aperto all'interpretazione, ma in realta' (o in virtualita'...) stupendamente evocativo del dickiano sliding tra temporalita' parallele. Consigliabile a chi ama Donnie Darko: ai suoi tempi avrebbe avrebbe anch'esso scatenato i bloggers. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Mazza (31-08-2006) Un libro senza dubbio molto bello, ma non mi sento di dare una votazione più alta a causa di alcuni punti che ne abbassano la media. In primis sono d'accordo che l'incedere del libro appare in alcuni tratti noioso, ma questo è da imputare al fatto che cmq parliamo di un libro scritto diversi anni fa, in secondo il fatto che c'è sempre la sensazione che il libro esploda da un momento all'altro ma poi non lo fa fino alla fine. Comunque grande descrittività, grande caratterizzazione dei personaggi, ottima profondità dell'ambientazione. Senza dubbio un libro da leggere ma non da osannare come capolavoro della letteratura. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Denise (15-06-2006) Cosa sarebbe successo se Hitler avesse vinto? Questo libro cult, scritto nel 1962, prova a dare storia a una storia che non c’è ma che avrebbe potuto essere. Ucronia si chiama questa branca della fantascienza.
Personalmente ho l’impressione di non averlo capito a pieno o meglio di non aver capito i vari significati nascosti. Forse avrei dovuto leggerlo con maggiore attenzione e soprattutto avrei dovuto leggere l’introduzione esplicativa.
In ogni caso è un libro ben strutturato con ottimi spunti di riflessione.
Ho trovato un po’ troppo lunghe e noiosette le parti dedicate alla lettura dei i-ching/oracolo.
Sullo stessa idea di base è stato scritto posteriormente da Robert Harris "Fatherland" che mi è piaciuto di più ed è decisamente più avvincente. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
FEDERICO (10-05-2006) Il più bel libro di Dick insieme a Simulacri.
Il fatto che sia sempre uno dei romanzi più venduti fà riflettere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
stefano yamato@ciaoweb.it (28-04-2006) Bello, romantico, delirante e avventuroso.
Dick è stato un genio della fantasia, ma qui siamo davanti ad un capolavoro visionario. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giuseppe Iannozzi (12-02-2006) “The Man in the High Castle” è un’opera tragica quanto magistrale: questo lavoro dickiano è un altissimo esempio di Letteratura classica, che tutti dovrebbero leggere e conoscere; P. K. Dick, a differenza di G. Orwell, concima la trama pessimista della storia e del futuro guardando le dimensioni temporali con occhio mistico; fantasia, paranoia, realtà si fondono in una matrice filosofica-religiosa-politica che proietta il lettore nel terrore più cupo che mente umana possa immaginare: niente è quel che sembra e anche se ci si illude che il ‘sembrare’ è un ‘niente reale’ in realtà non è ma potrebbe essere e non essere. Come ne “I Simulacri” Dick gioca magistralmente con l’identità, quella storica, futuribile: “L’uomo nell’alto castello” (in italia tradotto anche con il titolo, "La svastica sul sole") fa paura, mette a nudo la nostra perversione nell’interpretare i fatti reali o solo immaginati, non lascia via di fughe alla nostra coscienza sempre pronta a nascondersi in una verità o bugia di comodo.
Parlare di “The Man in the High Castle” come di un capolavoro è riduttivo; se 1984 di Orwell ha fatto paura, “L’uomo nell’alto castello” fa precipitare nel terrore più puro e non ammette resurrezioni né mortali né divine per chi alla fine scoprirà il messaggio contenuto nella coscienza di quell’uomo arroccato nell’alto del suo castello. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Latinese (23-12-2005) Noioso? Ma stiamo scherzando? Certo, se la vostra idea di storia è la sparatoria all'americana o cose del genere, questo è meglio se non lo comprate (anche se alla fine la sparatoria c'è e come, anche se piuttosto insolita). Io personalmente non solo non mi sono annoiato, non solo me lo sono riletto... boh, non so più quante volte, ma lo conosidero uno dei libri che mi hanno cambiato la vita. L'unica cosa che avrei da ridire su questa edizione è: ma se la Fanucci l'aveva titolato "L'uomo nell'alto castello", perché ritirare fuori "La svastica sul sole"? Misteri dell'editoria.
In ogni caso, questo è il romanzo che consiglierei a qualcuno che non ha mai letto Dick e vuole farsene un'idea e non sa come cominciare. Mostra Dick al suo meglio (anche stilisticamente) e con un gruppo di personaggi splendidi. Soprattutto il signor Tagomi, indimenticabile. Alla fine diventano tanto importanti quanto la grande storia alle spalle, e il personaggio che si nomina poco, ma che ha creato il mondo alternativo nel quale si svolge la vicenda: Adolf Hitler. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
enrico (22-12-2005) Uno dei libri più belli che abbia letto. come tutti i migliori romanzi di PKD questo libro è una finestra che ci apre ad una prospettiva del nostro mondo nuova, originale..un pò inquietante. Un libro che diverte e fa riflettere. Un libro di fantascienza che va oltre la fantascienza. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
fabio j. f.jacq@libero.it (30-10-2005) A mio avviso LA SVASTICA SUL SOLE è il miglior romanzo di Dick. Leggendo altre sue opere mi sono annoiato, in questo caso assolutamente no. Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 21
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