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Lansdale Joe R. - In fondo alla palude |
Sono gli anni Trenta, quelli della Depressione. Harry e la sorellina Tom vivono nel Texas orientale. Una sera, mentre cercano nel bosco un luogo dove seppellire l'amato cane Toby, trovano una strana radura di spine e il corpo martoriato di una donna di colore. Mentre fuggono, i fratelli intravedono tra gli alberi una figura minacciosa e oscura, di cui tutti parlano, che tutti temono: il leggendario Uomo-Capra. Tornati a casa, raccontano tutto al padre, Jacob, barbiere che ha anche la funzione di agente di polizia locale, il quale non crede alle voci sull'Uomo-Capra e non sopporta le ingiustizie. L'uomo decide di indagare, e ben presto scopre che altre donne sono state uccise con la medesima crudeltà.
Recensioni 1 - 20 di 25 recensioni presenti. Media Voto: 4.04 / 5Manuela (30-09-2009) Meraviglioso. Scrittura semplice ma intrigante. Lo consiglio!! Voto: 5 / 5 |
Leonardo Banfi (12-09-2009) Un autore particolarmente strano. Il suo modo semplice di scrittura e di strutturare un romanzo rende piacevole la lettura. Il libro lo si legge con facilita` ed interesse. Tuttavia i due personaggi principali, fratello e sorellina ai quali e` impossibile non affezionarsi, sono talvolta inverosimili, ed in particolare lo e` maggiormente il bambino al quale fa compiere azioni e mantenere atteggiamenti che non sono propri della sua eta` ma di un adulto......comunque e' un libro piacevole da leggere ma non un capolavoro!. Sono rimasto un po' deluso, l'autore e' famoso e mi aspettavo qualcosa di migliore, e poi si capisce abbastanza semplicemente chi e' l'assassino. Voto: 2 / 5 |
Moreno C. (29-08-2009) 'In fondo alla palude' è un libro che ha più di un pregio, ma che non è riuscito a coinvolgermi più di tanto. I punti di forza del romanzo sono senz'altro lo stile narrativo di assoluta elementarità ed ingenuità, grazie al quale gli eventi raccontati paiono prendere vita in tutta la loro forza (ricordiamo che la storia è un sunto di ricordi fanciulleschi) e la capacità di Lansdale di seminare qua e la piccole descrizioni di un lirismo unico, in grado di far apparire bellissimo (e chi dice che non sia stato davvero così...) un mondo in cui tutto o quasi era povertà, sporcizia e violenza. Per contro si può dire che la costruzione del thriller non sia abbastanza efficace nè curata cosicchè si arriva a scoprire l'identità dell'assassino, dopo tratti di storia un po' raffazzonati, senza dei reali sussulti interiori. Voto: 2 / 5 |
antonio (30-05-2009) Lonsdale è un abile narratore, riesce a tenere vivo l'interesse per tutto il libro ma, mi è apparso un pò troppo preoccupato di fare quadrare tutto nella trama, poco il resto...da amatori...molto meglio ne "il mambo degli orsi"...ma per gli amanti dell'hard boiled, rimando al bunker di "cane mangia cane" o al "figlio di dio" di mccharty, o al jim thompson di "L'assassino che c'è in me". Voto: 3 / 5 |
gizzy (04-05-2009) Raccontato con gli occhi di due bambini, Lansdale centra il bersaglio un'altra volta! Si riesce pure a rimpiangere di non esser nati durante la depressione in un luogo "duro" quanto affascinante che è il Texas di quegli anni. Non è di certo un thriller ma la tensione non manca. Da leggere (consigliato a chi è piaciuto "Tramonto e Polvere") Voto: 3 / 5 |
Emiliano (10-09-2008) Mi è davvero piaciuto, ti tiene avvinto con la storia e poi con tutti i personaggi così ben descritti...il narratore che ricorda l'infanzia è una prospettiva che rende ogni particolare più intenso. Le ultime pagine le ho consumate con voluta parsimonia, Lansdale miè piaciuto una volta di più! Voto: 5 / 5 |
praga1973 (03-09-2008) Una storia entusiasmante di amicizia,di fratellanza,di rispetto.Uno stile unico nel raccontare episodi simili.Un libro che non smetto mai di rileggere,ogni tanto. Voto: 5 / 5 |
Andrea andreaammannati1951@libero.it (05-10-2007) Gli altri lettori avvano ragione, questo è senza dubbio il miglior romanzo do L. che abbia letto.
Sarà perche' la vicenda e vista attraverso gli occhi di un banbino o per la bravura narrativa di questo "inquieto" scrittore che riesce a catturare l'attenzione del lettore pagina dopo pagina e fargli vivere in prima persona la vicenda, comunque sia per chi ancora non lo avesse letto il mio consiglio è di farlo quanto prima. Voto: 5 / 5 |
Stefania Lovati (21-09-2007) Ottimo libro, secondo me il migliore che Lansdale abbia scritto, oltre che il meno volgare (anche se non disdegno questo stile...).
Nei suoi libri, e in questo in particolare, l'autore svela in egual misura sia la propria profonda sensibilità, sia il macabro cinismo che lo contraddistinguono.
Voto: 5 / 5 |
Greta gretel68@virgilio.it (27-06-2007) Lansdale ha descritto in questo libro una storia degli anni trenta ambientata nel suo Texas. Una storia di razzismo ma anche di amore, quello di un bambino per il suo mondo e la sua famiglia. Questo mondo improvvisamente cambia con la comparsa di un serial killer che lo fà diventare grande e consapevole dei mali del mondo. L'ironia di Lansdale c'è sempre, ma c'è anche molta dolcezza ed è veramente struggente come narra l'odio animalesco che separa i bianchi dai neri... Ha messo anche parecchi indizi per noi lettori, il killer forse lo si può scovare alla svelta, ma diventa di secondaria importanza, ci si lascia travolgere di più dai pensieri del piccolo Harry!
Voto: 4 / 5 |
Lycos (16-04-2007) L'idea sarebbe stata molto bella ma Lansdale non è stato capace a rendere verosimile il racconto che non ha una linea credibile, il finale scontato e non è riuscito a descrivere la giovinezza dei protagonisti. Peccato Voto: 2 / 5 |
Antonio (14-12-2006) Splendida storia, ambientazione e personaggi. Consigliato Voto: 5 / 5 |
peter (24-11-2006) Senza dubbio il suo romanzo più riuscito (non perché l'ha detto Nicolò Ammaniti). Voto: 3 / 5 |
ciccina (24-10-2006) BELLISSIMO!!! Tra i miei libri preferiti Voto: 5 / 5 |
Davide pequod11@hotmail.com (04-05-2006) E' vero, Faulkner e Harper Lee sono ben più che citati, addirittura saccheggiati a man bassa, nel libro di Lansdale. Ancor più vero che il romanzo è molto carente come giallo (non solo l'identità dell'assassino, ma anche quella dell'uomo-capra sono banalmente scontate fin dalle prime pagine). Eppure Lansdale si dimostra come sempre bravissimo e spietato a rimestare nel torbido e a giocare con il lato animalesco e primitivo dei suoi personaggi. Non solo in senso negativo. Se in Harper Lee la grande partita sullo sfondo era quella dei diritti civili, Lansdale vi oppone un concetto di parità più immediato e istintuale. E credo si tratti di una grande intuizione in un periodo reazionario come quello che atraversiamo: lo scontro non è più tra civiltà e barbarie, ma tra umanità e de-umanizzazione, entrambe lontane da razionalizzazioni di tipo giusnaturalista, dove quest'ultima deriva spesso proprio da chi della civiltà si fa alfiere. Voto: 4 / 5 |
Gax (24-04-2006) nostante la buona qualità dello scritto, questo romanzo di Lansdale è piuttosto una grotta piena di echi. quali? 1) l'ambientazione: il sud degli stati uniti anni trenta, realtà egregiamente narrata dal maestro Faulkner; 2) lo schema narrativo tipico del romanzo di genere con tanto di personaggio disagiato che salva la situazione( a proposito, chi sia l'assassino lo si intuisce quasi subito)
per farla breve, non vi ricorda, seppur da lontano, "Il giardino oltre la siepe" di Lee Harper? a me lo ha ricordato tantissimo, e l'ho molto rimpianto Voto: 2 / 5 |
monica (23-04-2006) AVVINCENTE,NON BANALE,UN OTTIMO THRILLER UNO SPACCATO TRISTE SULLA BELLA AMERICA RAZZISTA DEGLI ANNI 30 Voto: 5 / 5 |
Lorenzo Berti paperogonfio@inwind.it (14-03-2006) Il miglior Lansdale di sempre, a mio giudizio. Più del ciclo (carino e divertente, ma poco più - e nemmeno sempre) di Hap e Leonard, più dei racconti da Maneggiare con cura, più degli ultimi lavori (che, mi pare, denuncino un po' di stanchezza creativa: La sottile linea scura, Tramonto e polvere, Il lato oscuro dell'anima), più (ovviamente, ci mancherebbe) del filone horror-splatter. Scritto bene, avvincente e asciutto quanto basta, specie nei dialoghi. Forse un po' forzato il personaggio della nonna, ma la cosa è ampiamente riscattata dall'uomo capra e da molte altre situazioni. Tentativo (felice, felicissimo) di andare al di là di un genere, inglobandolo e al tempo stesso superandolo attraverso l'Arte del suo autore.
P.S. Già pubblicato in passato col titolo di "Sotto gli occhi dell'alligatore". Attenzione a non farsi fregare da editori "furbi" (che il periodo è quello che è!). Voto: 5 / 5 |
Standbyme standbyme@ticino.com (17-02-2006) L’eclettico Lansdale sa tenere desta l’attenzione del lettore fin dal prima pagina con questo romanzo dove la suspence non manca, anche se si intuisce, abbastanza facilmente, l’identità del colpevole. La voce narrante è quella dell’anziano Harry che nella casa di riposo ricorda di quanto era un ragazzino di dodici anni e della terrificante avventura vissuta insieme alla sua sorellina Tom. Le tematiche del razzismo sono sapientemente esposte e il comportamento dei genitori, in controtendenza con quasi tutto il resto della comunità, ricorda quello di Atticus nel “Buio oltre la siepe”. Ben scritto si incontrano delle belle frasi: una particolarmente mi ha colpito per la sua capacità di farti vedere e vivere la scena che descrive: “Scivolai sul letto e appoggiai l’orecchio contro la parete, tentando di afferrare ciò che stavano dicendo. Parlavano sottovoce e dapprima non capii niente, ma ben presto riuscii a chiudere fuori il rumore del vento che giungeva attraverso la finestra mettendo una mano sull’orecchio libero.” (Pag. 100, Harry che cerca di decifrare i bisbigli dei genitori che provengono dalla stanza affianco.) Stupenda vero? Voto: 5 / 5 |
ANTO (10-01-2006) Il finale del libro non è scontato...
mi mancano circa 30 pagine al termine e non ho ancora capito chi sia l'assassino.
Comunque la parte che ho letto è stata molto scorrevole e avvincente, praticamente tutto quello che mi aspetto da un buon libro!
Non vedo l'ora di leggere le ultime pagine!!
Un voto alto per "in fondo alla palude"!!!! Voto: 5 / 5 |
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