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Lansdale Joe R. - In fondo alla palude | Sono gli anni Trenta, quelli della Depressione. Harry e la sorellina Tom vivono nel Texas orientale. Una sera, mentre cercano nel bosco un luogo dove seppellire l'amato cane Toby, trovano una strana radura di spine e il corpo martoriato di una donna di colore. Mentre fuggono, i fratelli intravedono tra gli alberi una figura minacciosa e oscura, di cui tutti parlano, che tutti temono: il leggendario Uomo-Capra. Tornati a casa, raccontano tutto al padre, Jacob, barbiere che ha anche la funzione di agente di polizia locale, il quale non crede alle voci sull'Uomo-Capra e non sopporta le ingiustizie. L'uomo decide di indagare, e ben presto scopre che altre donne sono state uccise con la medesima crudeltà.
Recensioni 1 - 20 di 28 recensioni presenti. Media Voto: 3.96 / 5Cadmio (07-10-2011) E' a metà strada tra un romanzo di formazione e un classico giallo (con profonde sfumature horror).
Ho trovato la storia troppo prevedibile, ma l'ambientazione è affascinante e la tensione è notevole; alcune scene si leggono di un fiato... trattenendo il respiro.
Il romanzo nel complesso è godibilissimo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
fausto (25-06-2011) E' vero che come ha detto qualcuno il libro ricorda spesso 'il buio oltre la siepe' di Harper Lee ma penso che la cosa sia esplicitamente voluta da Lansdale come omaggio ad un libro che ama molto. Comunque e' un libro da consigliare vivamente, avvincente, ben scritto, commovente, che si puo' volere di piu' da un romanzo? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
rosita (09-10-2010) No, questo romanzo non mi è piaciuto. Dopo il libro "la sottile linea scura", non ho trovato in questo romanzo la stessa forza narrativa e la stessa capacità di coinvolgermi. Sconsigliato. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Manuela (30-09-2009) Meraviglioso. Scrittura semplice ma intrigante. Lo consiglio!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Leonardo Banfi (12-09-2009) Un autore particolarmente strano. Il suo modo semplice di scrittura e di strutturare un romanzo rende piacevole la lettura. Il libro lo si legge con facilita` ed interesse. Tuttavia i due personaggi principali, fratello e sorellina ai quali e` impossibile non affezionarsi, sono talvolta inverosimili, ed in particolare lo e` maggiormente il bambino al quale fa compiere azioni e mantenere atteggiamenti che non sono propri della sua eta` ma di un adulto......comunque e' un libro piacevole da leggere ma non un capolavoro!. Sono rimasto un po' deluso, l'autore e' famoso e mi aspettavo qualcosa di migliore, e poi si capisce abbastanza semplicemente chi e' l'assassino. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Moreno C. (29-08-2009) 'In fondo alla palude' è un libro che ha più di un pregio, ma che non è riuscito a coinvolgermi più di tanto. I punti di forza del romanzo sono senz'altro lo stile narrativo di assoluta elementarità ed ingenuità, grazie al quale gli eventi raccontati paiono prendere vita in tutta la loro forza (ricordiamo che la storia è un sunto di ricordi fanciulleschi) e la capacità di Lansdale di seminare qua e la piccole descrizioni di un lirismo unico, in grado di far apparire bellissimo (e chi dice che non sia stato davvero così...) un mondo in cui tutto o quasi era povertà, sporcizia e violenza. Per contro si può dire che la costruzione del thriller non sia abbastanza efficace nè curata cosicchè si arriva a scoprire l'identità dell'assassino, dopo tratti di storia un po' raffazzonati, senza dei reali sussulti interiori. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
antonio (30-05-2009) Lonsdale è un abile narratore, riesce a tenere vivo l'interesse per tutto il libro ma, mi è apparso un pò troppo preoccupato di fare quadrare tutto nella trama, poco il resto...da amatori...molto meglio ne "il mambo degli orsi"...ma per gli amanti dell'hard boiled, rimando al bunker di "cane mangia cane" o al "figlio di dio" di mccharty, o al jim thompson di "L'assassino che c'è in me". Voto: 3 / 5 |  |  |  |
gizzy (04-05-2009) Raccontato con gli occhi di due bambini, Lansdale centra il bersaglio un'altra volta! Si riesce pure a rimpiangere di non esser nati durante la depressione in un luogo "duro" quanto affascinante che è il Texas di quegli anni. Non è di certo un thriller ma la tensione non manca. Da leggere (consigliato a chi è piaciuto "Tramonto e Polvere") Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Emiliano (10-09-2008) Mi è davvero piaciuto, ti tiene avvinto con la storia e poi con tutti i personaggi così ben descritti...il narratore che ricorda l'infanzia è una prospettiva che rende ogni particolare più intenso. Le ultime pagine le ho consumate con voluta parsimonia, Lansdale miè piaciuto una volta di più! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
praga1973 (03-09-2008) Una storia entusiasmante di amicizia,di fratellanza,di rispetto.Uno stile unico nel raccontare episodi simili.Un libro che non smetto mai di rileggere,ogni tanto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Andrea andreaammannati1951@libero.it (05-10-2007) Gli altri lettori avvano ragione, questo è senza dubbio il miglior romanzo do L. che abbia letto.
Sarà perche' la vicenda e vista attraverso gli occhi di un banbino o per la bravura narrativa di questo "inquieto" scrittore che riesce a catturare l'attenzione del lettore pagina dopo pagina e fargli vivere in prima persona la vicenda, comunque sia per chi ancora non lo avesse letto il mio consiglio è di farlo quanto prima. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Stefania Lovati (21-09-2007) Ottimo libro, secondo me il migliore che Lansdale abbia scritto, oltre che il meno volgare (anche se non disdegno questo stile...).
Nei suoi libri, e in questo in particolare, l'autore svela in egual misura sia la propria profonda sensibilità, sia il macabro cinismo che lo contraddistinguono.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Greta gretel68@virgilio.it (27-06-2007) Lansdale ha descritto in questo libro una storia degli anni trenta ambientata nel suo Texas. Una storia di razzismo ma anche di amore, quello di un bambino per il suo mondo e la sua famiglia. Questo mondo improvvisamente cambia con la comparsa di un serial killer che lo fà diventare grande e consapevole dei mali del mondo. L'ironia di Lansdale c'è sempre, ma c'è anche molta dolcezza ed è veramente struggente come narra l'odio animalesco che separa i bianchi dai neri... Ha messo anche parecchi indizi per noi lettori, il killer forse lo si può scovare alla svelta, ma diventa di secondaria importanza, ci si lascia travolgere di più dai pensieri del piccolo Harry!
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Lycos (16-04-2007) L'idea sarebbe stata molto bella ma Lansdale non è stato capace a rendere verosimile il racconto che non ha una linea credibile, il finale scontato e non è riuscito a descrivere la giovinezza dei protagonisti. Peccato Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Antonio (14-12-2006) Splendida storia, ambientazione e personaggi. Consigliato Voto: 5 / 5 |  |  |  |
peter (24-11-2006) Senza dubbio il suo romanzo più riuscito (non perché l'ha detto Nicolò Ammaniti). Voto: 3 / 5 |  |  |  |
ciccina (24-10-2006) BELLISSIMO!!! Tra i miei libri preferiti Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Davide pequod11@hotmail.com (04-05-2006) E' vero, Faulkner e Harper Lee sono ben più che citati, addirittura saccheggiati a man bassa, nel libro di Lansdale. Ancor più vero che il romanzo è molto carente come giallo (non solo l'identità dell'assassino, ma anche quella dell'uomo-capra sono banalmente scontate fin dalle prime pagine). Eppure Lansdale si dimostra come sempre bravissimo e spietato a rimestare nel torbido e a giocare con il lato animalesco e primitivo dei suoi personaggi. Non solo in senso negativo. Se in Harper Lee la grande partita sullo sfondo era quella dei diritti civili, Lansdale vi oppone un concetto di parità più immediato e istintuale. E credo si tratti di una grande intuizione in un periodo reazionario come quello che atraversiamo: lo scontro non è più tra civiltà e barbarie, ma tra umanità e de-umanizzazione, entrambe lontane da razionalizzazioni di tipo giusnaturalista, dove quest'ultima deriva spesso proprio da chi della civiltà si fa alfiere. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Gax (24-04-2006) nostante la buona qualità dello scritto, questo romanzo di Lansdale è piuttosto una grotta piena di echi. quali? 1) l'ambientazione: il sud degli stati uniti anni trenta, realtà egregiamente narrata dal maestro Faulkner; 2) lo schema narrativo tipico del romanzo di genere con tanto di personaggio disagiato che salva la situazione( a proposito, chi sia l'assassino lo si intuisce quasi subito)
per farla breve, non vi ricorda, seppur da lontano, "Il giardino oltre la siepe" di Lee Harper? a me lo ha ricordato tantissimo, e l'ho molto rimpianto Voto: 2 / 5 |  |  |  |
monica (23-04-2006) AVVINCENTE,NON BANALE,UN OTTIMO THRILLER UNO SPACCATO TRISTE SULLA BELLA AMERICA RAZZISTA DEGLI ANNI 30 Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 28
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