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Lansdale Joe R. - L' ultima caccia | È il 1933: l'est del Texas è schiacciato dalla Grande Depressione. Richard Dale, un ragazzo di quindici anni che sogna di diventare scrittore, decide di affrontare un cinghiale selvatico che minaccia la sua famiglia, anche se perfino suo padre, grande campione di lotta, non è mai riuscito a sconfiggerlo. Si tratta di una bestia spaventosa, di proporzioni gigantesche, una creatura mitica, quasi soprannaturale. Un giorno uccide i cani della fattoria e riesce a sfondare la porta di casa, e il ragazzo si trova a proteggere sua madre e suo fratello minore.
7 recensioni presenti. Media Voto: 3.71 / 5Andrea andreaammannati1951@libero.it (10-10-2007) Più lo leggo e più mi stò innamorando di questo "poliedrico" scrittore a me fino a poco tempo fà sconosciuto. Anche in questo romanzo L. descrive i personaggi e i luoghi in maniera fantastica rendendone partecipe i lettore pagina dopo pagina senza mai disondare dalla vicenda e a provare subito simpatia per i protagonisti.
Lansdale è sicuramente uno dei migliori talenti
contemporanei. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
zizzi (20-02-2007) è un libro molto bello che ci fa rivivere i momenti di caccia di joe. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Lorenzo Berti paperogonfio@gmail.com (02-10-2006) Lansdale è autore versatile e valido, che in Italia stiamo comunque inflazionando, mungendo assai più del dovuto. Questo è un buon racconto lungo, che riprende alcune atmosfere da quello che secondo me è il suo capolavoro ("in fondo alla palude") e le semplifica in una storia con buoni e cattivi, sud, sentimenti anche un po' troppo a buon mercato, ecc. Ma... accidenti se sa scrivere BigJoe! Anche questo testo non fa eccezione. Lansdale sa interessare (contenuti), tenere incollati (suspence), farsi apprezzare (stile), ammirare (fantasia pura o capacità di aderire al reale). A volte più dell'uno (suspence, fantasia e - chiamiamolo così, mi si conceda... - B-Books generico: ed ecco La notte del drive-in, i racconti più cruenti, Hap&Leonard); a volte più dell'altro (stile e capacità di analisi della società americana: ed ecco In fondo alla palude, La sottile linea scura, alcuni dei racconti di Maneggiare con cura ed altri di In un tempo freddo e oscuro), ma sempre "c'è qualcosa di più", in lui.
Unico avviso: L'ultima caccia non è certo l'ideale per conoscere BigJoe. Si parta magari con Hap&Leonard; poi si passi a Freddo a Luglio, La notte del drive-in, Tramonto e Polvere, Maneggiare con cura e infine si arrivi a In fondo alla palude. Magari il quadro sarebbe più dettagliato... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
ogm (29-08-2006) ricorda il miglior lansdale allacciato in un racconto quasi breve. carbura subito, accelera immediatamente ed i personaggi sono subito tuoi.
un gioiellino che conferma come l'autore sia un maestro nel suo genere. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Stefano (05-06-2006) Sono pienamente d'accordo con Greta, non sarà un capolavoro, ma è Lansdale, e il Grande Joe si ama, non si discute Voto: 5 / 5 |  |  |  |
michele nimittaka@yahoo.it (21-04-2006) Ho letto l'ultima pubblicazione di Lansdale perche' volevo cominciare a conoscerlo "a ritroso". Senza seguire la traccie dei suoi piu' conosciuti successi mi sono inoltrato nel libro cosi' come il protagonista nella selva della sua avventura. Il libro e' scorrevole con alcune chicche di grandiosa schiettezza letteraria (...era talmente buio...come il cuore di un banchiere...), leggero a volte addirittura scontato. Ma e' un libro buonista, di uomini buoni e di animali fedeli (i cani) ed animali cattivi (cinghiale). L'ho messo sul comodino di mio figlio che ha 9 anni, penso che l'apprezzera', perche' ama l'avventura ed i buoni esempi. Perche' odia i cattivi. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Greta gretel68@virgilio.it (02-04-2006) Per chi ha amato l’atmosfera del precedente “In fondo alla palude”, non può farsi scappare l’ultimo libro di Lansdale, e non perché sia un capolavoro, ma solo per approfondire meglio il percorso di questo spaccato d’America molto caro e ricorrente nei libri di Lansdale.
Siamo sempre negli anni trenta in piena depressione in un Texas allo stremo e colmo di rabbia, di fame, di realtà dura, ma nello stesso tempo anche propenso a lasciarsi andare ad un mondo fantastico.
L’autore è lo stesso e lo conosciamo. Le storie e lo stile invece cambiano spesso:
Abbiamo letto il Lansdale divertente e volgare (con brio) della serie Hap e Leonard. Lo abbiamo amato nei racconti in “Maneggiare con cura” e per gli ammiratori più accaniti c’è sempre Il Lansdale di “La notte del drive in”.
Un uomo per tutti i gusti direi, a me piace in tutte le salse e non mi disturba per nulla questa improvvisa frenesia nel pubblicarlo (vorrei ricordare a tutti che a settembre, sempre con Fanucci esce “Echi perduti”…..così non ci dimentichiamo di Joe).
“L’ultima caccia” è un racconto lungo, non un libro, lo si può leggere in un pomeriggio al sole, senza fretta.
C’è Il Texas caro all’autore: quello a cui ricorre spesso nei suoi libri: Il vivere quotidiano con fatica ma con onestà e pieno di valori che continua a trasmetterci con le sue storie: la famiglia sopra ogni cosa e questo senso di tradizione che i padri tramandano ai figli, questa cultura nel lavoro fisico, ma, poi anche uno spronare al lavoro di fantasia e a coltivarne il senso e l’intelligenza.
In questo libro non c’è una parola volgare o un sottinteso sessuale. L’abbiamo già letto questo Lansdale e forse non sarò la sola a stupirmi di come un autore possa essere così versatile o così CAPACE di scrivere in modi diversi e di farsi sempre amare.
Ripeto: Se non leggete questo libro non succede nulla. Non vi siete persi lo straordinario capolavoro dell’anno, io come voto gli darei un sette. Ma se lo adorate come me.... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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