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Lansdale Joe R. - Echi perduti |
Harry è un ragazzo come tutti gli altri. O meglio, quasi come tutti gli altri. A renderlo diverso dai suoi coetanei è un potere che somiglia più a un incubo che a un dono. Infilandosi per gioco in un vecchio locale in disuso, si è visto scorrere davanti agli occhi la scena dell'omicidio di una donna, avvenuto alcuni anni prima. Chi in paese non ha sentito parlare di quella vicenda? Harry, però, la rivive come se si stesse verificando sotto i suoi occhi e gli sembra anche di scorgere il volto del colpevole. Da quel giorno, l'unica preoccupazione di Harry è dimenticare il dono che lo ossessiona, ma proprio quando, anche grazie all'amore, sembra riuscirci, assiste, come in un film dell'orrore, a una scena di violenza inaudita, che ha fra i protagonisti il padre della sua ragazza. Un nuovo, terribile trauma, che Harry potrà affrontare solo con l'aiuto di Kayla, una vecchia fiamma ora entrata in polizia che ha anche lei dei demoni di cui vuole sbarazzarsi: insieme, andranno a fondo, alla ricerca della verità.
14 recensioni presenti. Media Voto: 2.78 / 5federica (06-11-2009) L'ho acquistato sperando di trovare un bel libro in grado di regalare dei brividi, un pò di suspence...invece zero!
La storia è debole e quasi inesistente, non si sa dove vuole andare a parare,i personaggi sono monotoni e stereotipati, sembrano quelli che si vedono nei film, sn privi di personalità. Non fanno che dire parolacce, bevono e solite cose. Primo e ultimo libro che leggo dell'autore: soldi e tempo sprecati. Voto: 1 / 5 |
lhl (15-10-2008) capolavoro quasi perfetto. pochi personaggi, tutti al posto giusto; coinvolgente; scrittura alla lansdale; clima ed ambientazione altrettanto. Da consigliare a chi vuole avvicinarsi al filone country-noir dell'autore. Voto: 5 / 5 |
danilo (13-11-2007) Il Grande Lansdale ha centrato nuovamente l'obiettivo: incollare il lettore dalla prima a l'ultima pagina.
Cinico e romantico, spavaldo e scurrile. Doti eccezionali che ci riempiono di orgoglio dal momento in cui l'autore ha scelto l'Italia come seconda patria e in cui fare uscire in anteprima i suoi capolavori.
Davvero Grazie "Lans". Voto: 5 / 5 |
Daniela (22-09-2007) Uno dei libri più politici, intimisti e riflessivi di lansdale, senza perdere la carica di humor nero e di politicamente scorretto che caratterizzava gli altri romanzi.
Una riflessione sul dolore, la solitudine, l'impotenza ed la speranza.
Un ottimo libro, uno dei miei preferiti. Voto: 5 / 5 |
Andrea andreaammannati1951@libero.it (06-09-2007) Ho letto alcune recensioni nelle quali si dice che in questo libro Lansdale non dà il meglio
di sè e provvederò quanto prima a leggerne altri. Essendo per me quindi, il primo suo romanzo che leggo devo dire onestamente che mi è piaciuto,in particolar modo la prima parte,L.sa ben mischiare
humor,scienza e azione. Sono però d'accordo che il libro diventa un pò prevedibile ma tuttosommato è accettabile. Voto: 4 / 5 |
Valentina elizabeth80@hotmail.it (30-05-2007) Non è certo uno dei migliori libri di Lansdale; da leggere comunque nel bene e nel male anche se è anni luce indietro rispetto a " In fondo alla palude". Voto: 3 / 5 |
Roberto (11-03-2007) I buoni di Lansdale ormai sono tutti uguali, al limite hanno qualche piccolo difetto (bevono, dicono parolacce) - Tad e' un Hap ricco ma proprio uguale (chi ha letto Lansdale capisce...) - cosi come i cattivi sono sempre gli stessi (sempre il sindaco, il boss della mala, il capo della polizia, il riccone), il finale sempre identico. Questa storia e' stirata e copiata (S.King... altri....), unico pregio rimane che scrive sempre in modo "simpatico". Non credo continuero' a leggerlo (e sono partito dall'inizio...). Voto due per il passato. Voto: 2 / 5 |
franca onofri (14-12-2006) aspetto sempre i libri di joe lansdale con l'idea che mi regalerà qualche momento di ironia,di divertimento pasticciato,come è tipico suo..."Echi perduti" non è un libro:è un pasticciaccio tra fantascenza,horror...Una bella delusione:Sì è proprio sopravvalutato! Voto: 1 / 5 |
Luca (06-11-2006) Per me leggere un romanzo di Lansdale è sempre un piacere. Non sarà forse uno dei migliori da lui scritti, ma si lascia leggere anche grazie al suo modo di scrivere sempre scorrevole e piacevole. Mancano un po' le sue esilaranti battute. Spero a breve di poter leggere una nuova avventura di Hap Collins e Leonard Pine, la coppia di personaggi veramente strepitosi. Voto: 3 / 5 |
peter (20-10-2006) Una specie di noiosa Profezia di celestino per alcolisti (ancora più kitsch di Narciso e Boccadoro)oppure una presa per i fondelli? Lo scrittore americano più sopravvalutato in Italia. Voto: 1 / 5 |
Greta gretel68@virgilio.it (16-10-2006) Comincia un po’ in sordina questo libro, mai noioso intendiamoci, la scrittura di Lansdale è impossibilitata a esserlo, ma fino a metà libro gioca molto con la descrizione della vita del protagonista, da bambino a uomo, che sempre cerca di convivere con queste visioni che spiazzano perché sono improvvise e violentissime.
Nella sua ricerca di normalità Harry incontra Tad che normale proprio non è. Ecco che ritroviamo i tipici personaggi di Lansdale: il ragazzo povero e con qualche problema esistenziale ma con molti valori, e l’uomo amante delle arti marziali ma dal cuore d’oro, con un umorismo da scaricatore di porto e con metafore non proprio gentili nel linguaggio. Chi l’ha letto sa di cosa parlo e la volgarità di certe parole non infastidiscono mai, perché non sono mai gratuite, messe lì solo per fare ridere al momento e assicurarsi consensi, ma usate come ornamento dei dialoghi. A volte persino i cattivi strappano dei sorrisi non voluti grazie proprio a queste frasi messe lì come fossero dei fiori che abbelliscono il paesaggio.
Il finale è molto movimentato, alla Lansdale appunto, ma sicuramente non perfetto. Ci sono molte forzature, molte incoerenze e molto casino. Un esperto di thriller si pagherebbe il biglietto fino in Texas per uccidere l’autore.
Ma come ben sappiamo Lansdale non è un giallista. E’ un casinista, un fautore del sentimento puro: che sia l’amore o l’amicizia. In tutti i suoi libri non manca MAI di far valere il sentimento e non manca MAI di denunciare qualche disagio sociale o qualche malessere personale che preclude l’inserimento nella vita di tutti i giorni.
Ho sentito una mancanza: Le descrizioni del Texas di Lansdale. Ero abituata bene, arricchivano i suoi libri, li completavano. Qui mancano, forse per fare spazio alla storia che ha già 400 pagine o forse perché ne ha sempre parlato spesso, non so.
Io ho sempre cercato di essere obiettiva e posso tranquillamente dire che benché ECHI PERDUTI sia un buon libro, l’autore ne ha scritti di migliori.
Voto: 3 / 5 |
Stefano (16-10-2006) Leggere Lansdale è sempre un piacere, anche se questa volta devo ammettere che si tratta del Lansdale meno Lansdale che abbia mai letto. Anche se a tratti riprende le atmosfere di "In fondo alla palude" e "La sottile linea scura", in questo libro si ricercano atmosfere alla Koontz, senza esserne veramente capaci. Koontz è Koontz, che si ami o si odi, ed è difficile da imitare, ci hanno già provato in tanti con risultati discutibili (vedi James Patterson con "Quando soffia il vento" o Andrew Klavan con "Inseguendo Amanda"). Il libro risulta quindi un ibrido, in bilico tra thriller e paranormale, in cui l'ironia che ha reso famoso l'autore manca quasi totalmente. Simpatico il personaggio di Tad, molto probabilmente autobiografico. Tutto sommato un libro piacevole da leggere, ma facile da dimenticare. Voto: 3 / 5 |
standbyme standbyme@ticino.com (15-10-2006) Dopo essermi entusiasmato con “Tramonto e polvere”, commosso con “In fondo alla palude” trepidato con “La sottile linea scura”, stato in ansia con “Il lato oscuro dell’anima” sono rimasto profondamente deluso dall’ultimo lavoro di Lansdale. Prima parte insulsa senza il minimo di suspence si riscatta appena appena , tanto per non vedersi assegnato il voto più basso, con la seconda. Comunque manca di mordente, poco credibile la poliziotta che accetta, senza ancora sapere chi sono i veri colpevoli, di occultare un cadavere e relative prove. Finale scontato. Scrittura troppo infarcita di luoghi comuni e volgarità gratuite. Peccato l’idea era buona, sicuramente altri scrittori come King o Saul avrebbero potuto ricavarne un’opera eccelsa. Voto: 2 / 5 |
silvia (12-10-2006) E' orribile: trama banale, "zero brividi". Ho buttato i miei soldi. Voto: 1 / 5 |
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