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Goodis David - Sparate sul pianista | Eddie suona il piano e sorride, poche parole e dita veloci. Ogni sera, ogni notte, Eddie suona e dimentica. È il pianista di un locale malfamato, la colonna sonora delle esistenze altrui; è un uomo sempre sospeso sul baratro, attento a non cadere di nuovo. Un giorno il fragile e timoroso equilibrio di Eddie si spezza. Il passato irrompe nella sua vita, un fratello è in fuga, una banda di gangster lo sta inseguendo, i ricordi affiorano alla memoria, il pianista è costretto a tornare al mondo, un mondo pericoloso in cui le persone hanno sentimenti ed emozioni, dove una donna vuol dire una storia d'amore e la lealtà può significare una dolorosa rinuncia alla speranza di una vita felice.
Media Voto: 4.6 / 5gizzy (11-01-2010) Davvero bello! Il consenso è unanime e non è un caso! Il libro è datato ma scrittura e ritmo appartengono ai giorni nostri. Un libro di qualità, cosa ormai non molto frequente specie nel "settore NOIR"! Qualcuno lo ha paragonato a J. Thompson e a C. Woolrich ma a mio parere Goodis li stacca di diverse lunghezze. Le ragioni trovatele voi stessi all'interno di questo breve romanzo. Da oggi, Goodis sale prepotentemente nella mia scala di gradimento...top ten! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
lincx_p (26-10-2007)
Un libro piacevole da cui francois Truffaut realizzo il suo secondo film Tirate sul pianista.Un noir definito appartenente ai losers cioè ai perdenti avvolto da ineluttabilità del destino.Goodis,autore morto a soli 49 anni, scrive molto bene il ritmo è calzante e mai noioso. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Massimo (27-08-2007) Elegantissima storia d’amore e solitudine in chiave noir. Affascinante l’atmosfera, intrigante la trama, personaggi asciutti, ma splendidamente tracciati. Nulla da dire, se non che il lettore si trova di fronte ad un gran bel lavoro da assaporare e godersi con rara intensità. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Lorenzo Berti paperogonfio@gmail.com (22-03-2007) Che bel libro! Hard-Boiled (più Noir che Hard-Boiled, forse) più una spruzzata di Camus, e magari si spiega anche la fortuna francese, da Truffaut in giù. Appassiona anche e soprattutto per lo stile, una sorta di monologo interiore alleggerito e avvincente, inframezzato a una narrazione tradizionale, gelida senza esserlo, parca e misurata, col suo aprirsi e chiudersi su personaggi secondari, nel filone secondario della storia, forse ancor più intrigante. Tutto sembra perfetto, con al centro Eddie, perfettamente ritratto e "reso" come musicista - e astrazioni conseguenti, di cui certo saprà chiunque si trovi ad avere un qualche (buon) rapporto con la musica. Peccato sia un autore quasi dimenticato, anche e soprattutto in patria. Tra i vari Spillane, Hammett, Woolrich, Thompson, Willeford, Cain, Leonard (a crescere - tenendo presente che Ellroy è di un altro pianeta), Goodis si situa senz'altro ai piani più alti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Paolo Franchini info@paolofranchini.tk (06-11-2006) E' un romanzo noir del 1956 che sembra scritto l'altro ieri. Eddie parla e sorride poco, ma suona il piano con dita veloci. È il pianista di un locale malfamato, un uomo che si lascia vivere dalla vita e che sta sempre per cadere. Ha sbagliato e ha paura che gli possa ricapitare.
Un giorno il suo fragile equilibrio si spezza di nuovo: il passato irrompe con prepotenza nella sua vita. Suo fratello è in fuga, inseguito da una banda di gangster spietati. I ricordi riaffiorano subito e il pianista Eddie è costretto a tornare a vivere in quel mondo, pericoloso e che odia con tutto il cuore, in cui le persone hanno anche sentimenti ed emozioni.
E' quel mondo in cui donna significa ancora amore e lealtà puo' voler dire rinunciare per sempre ad una vita felice.
Francois Truffaut lo fece diventare un film nel 1960, mettendo addosso a Charles Aznavour i panni sgualciti di Eddie il pianista. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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