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Thompson Jim - Inferno sulla terra | Un giovanissimo fattorino d'albergo costretto ad assistere a vizi da adulti; uno scrittore alcolista che tenta in ogni modo di rimandare il proprio collasso nervoso per riuscire a finire il suo ultimo libro; una famiglia anomala, i cui membri si dibattono sull'orlo della distruzione reciproca sull'ingannevole sfondo dell'opulenta California nel periodo bellico. Questi gli ingredienti dell'opera prima di Jim Thompson, dirompente e autobiografica. In questo libro l'autore guida il lettore nei meandri del suo inferno personale, e dipinge i suoi sofferenti abitanti con i colori scuri del tetro umorismo e della compassione.
Manuela Alessio manuela.alessio@libero.it (19-06-2007) Deludente. Nulla a che fare con i romanzi-capolavoro di Thompson quali "Colpo di spugna", "L'assasino che è in me", In fuga" eccetera. Del resto, si tratta del suo primo romanzo e quindi è più che comprensibile come l'autore non sia ancora riuscito ad osare fino in fondo, cioè a liberarsi dei freni inibitori che bloccano il fluire dello stile dirompente che lo caratterizzerà in seguito. Stephen King, nello scritto che funge da Introduzione ma dove in realtà questo libro non è nemmeno nominato, afferma che "Thompson non è stato sempre grande, ma al meglio di sé è stato semplicemente il migliore... perché non era disposto a fermarsi" (pag. 10). Niente di più vero, ma in "Inferno sulla Terra" Thompson non ha ancora raggiunto il meglio di sé. E' come se procedesse tenendo inserito il riduttore delle marce su un terreno ancora troppo poco insidioso. Per allacciarsi le cinture di sicurezza, come esorta a fare Stephen King nella pagina appena citata, occorre aspettare i romanzi successivi. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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