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Dick Philip K. - Scorrete lacrime, disse il poliziotto | Jason Taverner, fortunatissimo conduttore televisivo, dopo un incidente si ritrova in ospedale per poi risvegliarsi in una stanza d'albergo. In breve si rende conto che la sua esistenza sembra essere ignorata dal mondo intero: nonostante lui abbia chiarissimi ricordi di chi fosse prima del ricovero, nessuno lo riconosce, e i suoi documenti sono spariti nel nulla, facendolo diventare un clandestino, passibile perfino di arresto, se individuato. In due giorni da incubo, in un mondo fattosi improvvisamente ostile, Jason va alla disperata ricerca della propria identità, muovendosi sulle tematiche più ricorrenti dell'opera dickiana: la difficoltà di distinguere le dimensioni della realtà, l'alterazione dello stato di coscienza e l'uso delle droghe.
6 recensioni presenti. Media Voto: 4 / 5robiro (09-12-2010) Romanzo caratterizzato da ritmo e frenesia, in grado di suscitare nel lettore curiosità pagina dopo pagina.Interessanti gli spunti su una società ipercontrollata e la necessità di avere un ruolo definito al suo interno."E' attraverso la funzione che svolgi che acquisisci significato" Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Marco (29-04-2009) Cavete laudatores! Ho preso questo volume sulla scia delle entusiastiche critiche lette e, molto stupidamente, della recensione in 2a di copertina, ma anche confortato dalle buone prove di PKD già sperimentato in Do androids..., Ubik e A scanner darkly: confesso quindi di essere partito con aspettazioni forse troppo alte, ma la mia disillusione non può essere motivata solo da questo. Il libro mi è parso abbastanza balordo: dopo un inizio avvincente, ho cominciato a perdere il filo della narrazione, fino a ritrovarmi, a volume finito, con un sacco di interrogativi non risolti e l'intima convinzione di non aver capito qualcosa. Mi è parso che proprio nell'idea di fondo, cioè negli effetti di questa droga che causerebbe distorsioni spaziali, ci siano delle difficoltà concettuali insolubili: quand'è che Tavern/Taverner avrebbe assunto questa sostanza? Gli effetti per lui iniziano dopo l'attacco con la spugna, ma è solo a metà libro se non oltre che il protagonista potrebbe aver assunto inavvertitamente qualcosa. Ma lasciamo stare semplici questioni di verosimiglianza, è proprio la sostanza che mi ha deluso: gli scenari sono piuttosto stupidi, l'idea dei campus universitari dietro il filo spinato può strappare solo qualche accenno di sorriso: via, si salva solo il sistema di polizia e di schedatura dei cittadini, ma mi pare molto poco. Ripeto, probabilmente sono l'unico fesso a non aver capito il volume, ma a mio modesto parere non è rappresentativo del miglior Dick e merita pertanto un voto striminzito, checché ne dicano i fans sfegatati pronti ad incensare qualunque boiata sia uscita dalla penna dei loro paladini, fosse anche il conto del panettiere o, perché no?, del macellaio. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Peter (18-01-2009) ma perchè lo hanno tenuto nascosto? è tra i più belli! è forse la sintesi di tutte le idee di dick. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Matteo (18-06-2008) Semplicemente un CAPOLAVORO Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Stefano (07-02-2008) Caro Antonio, ho letto il libro anche incuriosito dal tuo commento, e devo dire che condivido ciò che dici, invidio chi avrà la fortuna di leggere questo libro per la prima volta... Che capolavoro Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Antonio G. (18-12-2007) UN CAPOLAVORO!!!invidio chi leggerà qst libro per la prima volta!! ps: se vi capita di vedere il film "Waking Life" apprezzerete ancora di più qst libro...in special modo nel monologo finale del film dove si cita qst libro!! GRAZIE PHILP K DICK Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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