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Dick Philip K. - Ma gli androidi sognano pecore elettriche? | Nel 1992 la Guerra Mondiale ha ucciso milioni di persone, e condannato all'estinzione intere specie, costringendo l'umanità ad andare nello spazio. Chi è rimasto sogna di possedere un animale vivente, e le compagnie producono copie incredibilmente realistiche: gatti, cavalli, pecore... Anche l'uomo è stato duplicato. I replicanti sono simulacri perfetti e indistinguibili, e per questo motivo sono stati banditi dalla Terra. Ma a volte decidono di confondersi tra i loro simili biologici. A San Francisco vive un uomo che ha l'incarico di ritirare gli androidi che violano la legge, ma i dubbi intralciano a volte il suo crudele mestiere, spingendolo a chiedersi cosa sia davvero un essere umano. Il romanzo che ha ispirato Blade Runner.
Media Voto: 4.2 / 5Fabio (21-03-2009) Vale la pena di leggere il libro in quanto ha ispirato il film 'Blade Runner' un capolavoro del cinema fantascientifico. Il libro in sè differisce dal film, che ne ha colto l' idea di base, gli aspetti più interessanti e rimosso e migliorato parti della trama non molto adatte a un pubblico cinematografico. Il libro si incentra molto sugli aspetti psicologici degli umani e nel tentativo di giustificare la loro differenza dai replicanti finisce per relegare questi ultimi a un ruolo di comprimari, pure macchine senza nessuna meta, senza che abbiano alcun scopo all' interno della trama del libro. Tale aspetto è decisamente migliorato nel il film. In complesso senza l' adattamento cinematografico che ne è derivato il romanzo avrebbe una valutazione piuttosto mediocre. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
denise (05-02-2009) Pubblicato nel 1968 ha ispirato il mitico film Blade Runner, anche se quest'ultimo prende dal libro solo il nocciolo della storia e pochissimo altro.
Il libro è decisamente interessante e originale. Racconta di un cacciatore di androidi alla ricerca di alcuni elementi particolarmente evoluti e dei suoi dubbi di coscienza, della sua stanchezza, della sua insoddisfazione nonostante i tanti dollari delle taglie.
Questa nuova generazione di androidi sembra differenziarsi dagli esseri umani solo per una certa assenza di empatia e un infinitesimale ritardo nelle reazioni davanti a stimoli che toccano le corde della sensibilità ma allo stesso tempo hanno l'umanissimo desiderio di libertà.
Interessante la ricostruzione della vita del futuro, con la terra contaminata dalla polvere, gli animali praticamente estinti che diventano status symbol ma che possono essere anche perfette copie artificiali, purché la cosa resti ignota agli altri. Ci sono modulatori di umore con centinaia di programmi diversi, aeromobili, un unico stupido programma televisivo e per soddisfare il bisogno di misticismo anche una religione sintetica e uno strumento che consente un'esperienza che oggi chiameremmo realtà virtuale.
Un libro di fantascienza che è ormai un classico e che sa fa pensare. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Pamela (08-09-2007) Un buon libro per coloro che amano il genere fantascientifico. Poco fantasioso sul finale. Il voto reale sarebbe 3,5... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
elix (26-06-2007) questo libro mi è piaciuto davvero tanto, è molto avvincente, al contrario del film blade runner, a mio parere abbastanza noioso...in ogni caso, ho notato che sul retro del libro, dove viene riportata una frase, hanno scritto aiace invece di rick...:) Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Marco (28-02-2007) É il primo libro che leggo di Philip K Dick ed é semplicemente incredibile. La semplicitá con cui Dick descrive soggetti, ambienti e situazioni intricate é da grande scrittore di fantascenza.
La storia del "post-guerra apocalittica" sembra scontata (Terra mondo desolato) ma in questo caso si scopre una visuale del tutto nuova ed interessantissima. Sicuramnte da leggere anche per i non-aficionados del genere. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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