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Dick Philip K. - La svastica sul sole |
Stati Uniti d'America, 1962. La schiavitù è di nuovo legale, i pochi ebrei sopravvissuti si nascondono dietro falsi nomi, la California è asservita al Giappone. Vent'anni prima l'asse ha vinto la seconda guerra mondiale, e si è spartito l'America. Sul resto del mondo incombe una realtà da incubo: il credo della superiorità razziale ariana ha soffocato ogni volontà o possibilità di riscatto. L'Africa è ridotta a deserto, vittima di una soluzione radicale di sterminio, mentre l'Italia ha ottenuto solo le briciole dell'immenso potere dell'Europa. Il libro è una riedizione del romanzo pubblicato in origine con il titolo "L'uomo nell'alto castello".
Media Voto: 3.4 / 5antorizz (14-01-2010) C'è chi storce il naso per quest'opera di Dick, a me invece ha trasmesso tutto il suo mondo allucinato, paranoico e deforme... quando leggi Dick devi chiederti sempre "sono io che sto leggendo?" Voto: 5 / 5 |
massimo (26-09-2009) Tra 2 e 3. Effettivamente è uno strano libro. Prende spunto con molto anticipo rispetto ai tempi da un ucronia poi diventata classica (l'Asse vince la seconda guerra mondiale) per raccontare una serie di storie slegate e apparentemente sconclusionate in un'america spartita dai vincitori. Diciamo che se Dick fosse stato un autore "commerciale" su quest'idea ci avrebbe costruito delle tetralogie alla Turtledove. Invece ci lascia solo questa piccola chicca (per i suoi fan) o un abbozzo insoddisfacente (per tanti altri). Rimane sorprendente vedere come da racconti e romanzi assai "difficili" siano stati tratti tanti film di grande successo e assai piu' "popolari" di quanto il testo base facesse prevedere. Misteri cinematgrafici, visto come da eccellenti libri si traggono spesso trasposizioni inadeguate.
Voto: 3 / 5 |
lellorispoli contessorispoli@yahoo.it (19-06-2009) Farraginoso, raffazzonato, inconcludente. Il finale è inesistente. Sembra quasi che Dick si sia scocciato di delinearne uno. Certo, il libro si legge facilmente e a tratti è anche interessante. Molto meglio le tre stimmate di Palmer Eldritch e Ubik. Continuo a chiedermi: perchè Dick è così sopravvalutato? Continuo a preferirgli Sturgeon (un vero genio) e Silverberg, per citarne soltanto due. Spero sempre, quando leggo un nuovo libro di Dick, che sia la volta buona e che il mio giudizio venga smentito. Purtroppo anche stavolta il mio voto non va al di là di un 2. Voto: 2 / 5 |
Peter (05-12-2008) Viene considerato uno dei più belli di Dick.. io rivedrei la classifica! discreto ma non al livello di altri come UBIK o le tre stimmate di Palmer Eldritch Voto: 3 / 5 |
Wolves (24-01-2008) Romanzo di fantascienza che richiede buone conoscenze storiche.
Escluse le vicende dei personaggi principali, il contesto in cui queste si svolgono si basa su un immaginario costruito sui veri personaggi del secondo conflitto mondiale, sui loro veri caratteri, sui loro veri pregi e difetti. La lettura senza una buona conoscenza dei fatti veramente accaduti e dei personaggi veramente esistiti, può risultare a tratti difficile.
Veramente un buon testo ma di nicchia, non per tutti. Voto: 4 / 5 |
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