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Dick Philip K. - Labirinto di morte | Quattordici persone, nevrotiche e alienate nel loro rapporto con il lavoro e con il mondo esterno, decidono di lasciare una Terra disumana e oppresiva e partire per il pianeta Dalmak-O. Per Ben Tallchief, dopo una vita fallimentare, sembra aprirsi un futuro di euforica comunione con gli altri; è così anche per Seth Morley, insoddisfatto del suo lavoro come idrologo del Kibbutz Tekel Upharsin. Ma all'improvviso il satellite delle comunicazioni viene distrutto e i quattordici umani si ritrovano soli su un pianeta alieno e ostile, in un crescendo di mistero, terrore e morte.
Giuseppe Novellino (10-06-2011) Per essere pubblicato nel 1968, il romanzo di Dick potrebbe essere considerato anticipatore di quella branchia della fantascienza che gioca con il mondo virtuale, l'immenso abisso inafferrabile del web. Qui, l'autore ci regala una favola dai toni cupi e a tratti disperati, nella quale i protagonisti rappresentano un'umanità in balia del cosmo, alla ricerca di un senso che possa in qualche modo trascenderla. La trama assomiglia a quella di "Dieci piccoli indiani" di Agatha Christie, ma ovviamente non si accontenta di una spiegazione esclusivamente razionale. Una lettura avvincente, dai risvolti filosofici (metafisici)e dall'inquietante spessore psicologico. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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