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Abraham Daniel - La città dei poeti | Le fiorenti città dell'estate, dominio dei Khaiem, vivono da lungo tempo nella pace e prosperità garantite loro dagli Andat, pensieri dotati di forma umana e poteri quasi divini. Vincolarli e controllarli è compito dei poeti, che per questo rivestono una posizione di prestigio presso i Khaiem e all'interno della società. Saraykeht, una delle cittadine più opulente, la cui fortuna si basa sul commercio del cotone, diviene però il bersaglio di un'elaborata congiura in cui ciascun abitante è ridotto a una semplice pedina in un complesso gioco di intrighi e sotterfugi. Un'ombra si allunga così sulle città dell'estate e sul loro futuro: la povertà e la guerra che per secoli non le hanno toccate ora potrebbero essere di nuovo alle porte.
Media Voto: 2.5 / 5Tallund (12-01-2010) L'idea degli Andat, pensieri dotati di forma umana e controllati dai poeti, non è male ma i pregi del libro finiscono qua. Oltre a essere un low fantasy (ma lontano mille miglia da George R.R. Martin e co.) è anche uno "slow" fantasy. L'ho trovato piuttosto triste e noioso. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
chiara171 (21-06-2009) Il genere low-fantasy fa da incubatore per un romanzo che è più racconto di vita umana che di battaglie e magie. Concetti fondamentali quali Patria, Amicizia, Dovere, Tradimento e Libertà s'intrecciano nei palazzi e vicoli di Saraykhet ed ogni personaggio, ogni punto di vista, ha le sue innegabili ragioni e validi motivi per agire. Un romanzo a volte confuso, sempre umano. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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