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Hobb Robin - Lo spirito della foresta | Il regno di Gernia, dopo una sanguinosa guerra contro i Landsing, ha perso tutte le regioni costiere. Re Troven ha deciso di espandersi nelle selvagge terre dell'Est, le cui foreste sono abitate da un popolo misterioso, dalla pelle striata e ancora dedito alla magia. L'intento è costruire una strada che, attraversando le foreste, raggiunga le Montagne Barriera e apra una nuova via di commercio per il regno. Il giovane Nevare Burvelle, secondogenito di un ufficiale di cavalleria eletto dal re al rango di nobile per il valore dimostrato in battaglia, secondo la tradizione è destinato a calcare le gloriose orme del padre. Fin da piccolo segue una rigida educazione militare, ma durante l'addestramento impartito da Dewara, un guerriero della tribù dei Kidona, la sua vita cambia per sempre. Ignaro di un destino più grande di lui, Nevare entra all'Accademia di cavalleria, ma ben presto dovrà affrontare ciò che l'arcana magia di Dewara gli ha lasciato insieme alle cicatrici che ancora segnano il suo corpo. S'immergerà così in misteri arcani e sconvolgenti, e scoprirà poco a poco di avere un ruolo fondamentale nello scontro fra mondi così diversi tra loro, il cui destino alla fine dipenderà da lui.
Media Voto: 3.66 / 5daniela cuiprodest@tiscali.it (17-12-2010) Una delusione rispetto alle precedenti saghe dell'assassino e dell'uomo ambrato. C'è sempre il tocco della Hobb nelle magistrali descrizioni in prima persona dell'adolescenza di un ragazzo, ma diventa troppo prolissa e noiosa quando entra nel mondo del soprannaturale. E' comunque un bel romanzo, se si glissa sui molti (troppi) refusi e errori nella traduzione, che rendono la lettura più faticosa: il secondo romanzo è comunque peggio da questo punto di vista. Perchè non fanno tradurre i libri a chi ama o conosce il fantasy e i precedenti romanzi della Hobb? Voto: 3 / 5 |  |  |  |
francesco (19-04-2010) Dopo avere letto le due trilogie dell'Assassino, sono rimasto molto deluso.
Ammetto di essere prevenuto a causa della nostalgia della vecchia ambientazione dei Ducati, ma l'ho trovato comunque molto lento e con una trama inconsistente.
Nell'insieme è comunque piacevole, poteva scriverlo con 250 pagine (inutili) in meno, però.
VOTO: 2,5 Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Gianluigi Ravviso giangiweb@gmail.com (11-02-2010) Robin Hobb è sempre superlativa in questo libro sembra di essere tornati al primo libro della trilogia dei Lungavista tanto è coinvolgente, se avete amato i libri precedenti della Hobb non perdetevelo, se non li avete letti, questo è un buon modo per iniziare a conoscere questa splendida autrice fantasy, probabilmente la migliore in circolazione...
Tutto altro discorso merita l'edizione, dire che è da prima elementare è fare un complimento: errori di ortografia, frasi incomprensibili, parola ripetute... sembra che abbiano pubblicato la brutta copia al posto della bella copia.
Non so se l'editore o il traduttore ce l'hanno con Robin Hobb perché hanno fatto la stessa identica cosa con "il Risveglio dell'Assassino" so dirvi per certo che è una cosa altamente "disturbante" trovare errori che non ti fanno comprendere la frase che stai leggendo mentre stai cercando di seguire un libro che ti prende come pochi. Spero che nei prossimi libri della trilogia curino un po' meglio questo aspetto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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