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Frescura Loredana; Tomatis Marco - Come Checco detto «Finocchio» si... | Ci sono cinque amici e compagni di classe e c'è un preside alla soglia della pensione che li osserva da lontano ma a volte gli è molto vicino. C'è Teresa, detta "Gambe a Fiori", che si dipinge le gambe per mascherare i lividi lasciati dalle violenze subite; Carla chiamata "Puttana", leggera e spudorata, ma molto forte e sensibile; Graziano "Scarpe Strette", che somiglia a un gigante impacciato e non vuole curare la propria malattia; e poi Enrico "Cervello Bruciato", che abusa di alcol e droghe; e infine Francesco detto "Finocchio", un genio della matematica insultato e deriso per la sua presunta omosessualità. La loro vita trascorre in maniera complessa tra il cattivo, se non drammatico, rapporto con i genitori, e lo scontro continuo con professori e bulli della scuola, tra i comportamenti spesso oltre il margine della legalità e il desiderio di non avere limiti e proibizioni. Ma il preside è l'unico che sembra capirli, gli sta accanto e li guida, facendo scoprire a ognuno di loro che la solidarietà e la maturazione potranno portarli a straordinari e profondi cambiamenti. E quando tutto sembra assumere i toni del dramma e ogni cosa sembra perduta, i cinque amici troveranno la forza di volontà per sconfiggere ciò che amano definire come "Tutto Quello": i soprusi, le sopraffazioni, la violenza, l'ottusità di una realtà che sembra non appartenergli ma che li assorbe con la sua inesorabile indifferenza.
Media Voto: 5 / 5maccomac (08-02-2010) Bello, intenso e realistico.
Scritto da chi è vissuto e ha lavorato nella scuola in modo serio e professionale.
Tutto Quello.... è in tutti noi in diverse forme, e solo se c'è chi guida si può sconfiggere.
Buona lettura Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Roberto (27-01-2010) "A volte mi lasciavo andare con Teresa. Ma lei non permetteva che mi facessi male con il suo dolore. Lei lo teneva tutto per sè perchè nessuno le aveva mai insegnato che non è necessario tanto dolore per meritarsi di vivere." Mi sono emozionato leggendo questo libro come non mi capitava da tanto tempo. Non è un libro per ragazze. Non è un libro per adolescenti. E' un libro per tutti, perchè tutti abbiamo avuto paura della vita e forse ancora non abbiamo imparato a difenderci. "Domani mi diranno se il mio libro sarà pubblicato. Checco non lo sa. Non lo sa nessuno. Mi tengo questa cosa per me. Perchè ero puttana. E le puttane cosa possono saperne di poesia?" E invece di poesia ce n'è tanta in queste storie, come non capita spesso di leggere. Ci si arrabbia, si piange, e poi si sorride... perchè sì, ci si può salvare anche da se stessi. Però è importante che i ragazzi lo sappiano. Che gli adulti imparino a cancellare quelle scritte sui muri che fanno male.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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