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Focchi Marco - Il buon uso dell'inconscio | La psicoanalisi alla fine del ventesimo secolo è attraversata da un profondo ripensamento che ne amplia considerevolmente l'orizzonte: nuove scuole e nuove teorie arricchiscono l'originario insegnamento freudiano rendendone fruibile la pratica a un pubblico sempre più vario. Cosa propone la psicoanalisi di fronte alle nuove forme di disagio, così diverse da quelle della Vienna di fine Ottocento? Con quale orientamento e con quali strumenti si affaccia su un futuro nel quale la crescente spinta tecnologica promette di mutare radicalmente il nostro modo di vivere e di pensare? L'idea di un "buon uso dell'inconscio" costituisce un tentativo di rispondere a queste domande.
| La recensione de L'Indice |

scheda di Boschiroli, A. L'Indice del 2000, n. 10
Si tratta di un interessante tentativo di recuperare, in chiave teorica, quella peculiarit… e quella proficuit… che caratterizzano l'approccio psicoanalitico alla clinica della psicopatologia contemporanea. Punto di partenza Š un raffronto epistemologico con quei modelli pi— tecnici ed empiricamente oggettualizzanti che si rifanno all'area delle neuroscienze. Attraverso la matrice teorica lacaniana l'autore cerca di mostrare come la psicoanalisi vada, e debba andare, al di l… di una scientificit… empirica. Oggetto della psicoanalisi non Š, infatti, la mente oggettualizzata delle neuroscienze o di altre pratiche terapeutiche, quanto, piuttosto, una relazione: la relazione tra il soggetto e l'Altro. L'autore, attraverso esemplificazioni cliniche e confronti con diverse figure e scuole che compongono il panorama della psicoanalisi contemporanea, analizza questa relazione con attenzione a come essa si declina nella costruzione della personalit… del soggetto, sia nelle modalit… di "godimento", sia in quelle di formazione dei sintomi. Soggetto e Altro sono impegnati in una complessa relazione, che - sostiene Focchi - non pu• essere riduttivamente e unicamente simbolica, dal momento che esiste un "reale pulsionale" (che non Š biologico n‚ genetico) quale elemento fondante e fondativo della relazione stessa. Un "reale" che, accompagnato dalla decisione soggettiva inconscia, Š garanzia della non necessit… logica della relazione e dello stesso transfert (che non Š soltanto una ripetizione). Fine specifico della psicoanalisi non Š, pertanto, quello di "riparare l'Uno che si Š guastato, ma di decostruire l'unit… illusoria dell'Altro per far apparire i modi del godimento del soggetto". Ô qui che - secondo l'autore - si realizza il "buon uso dell'inconscio", nel tentativo di un superamento di certezze e pregiudiziali inconsce che impediscono al soggetto di essere pi— aperto all'Altro e alla sorpresa che da questo pu• venire nella relazione. Un superamento che, per•, non significa, ingenuamente, totale svincolamento da esse e assenza di qualsivoglia ripetizione, ma semplicemente "ridimensionamento" di quanto lo sommergeva condannandolo al sempre uguale e bloccandone il divenire.
Alioscia Boschiroli
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