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Kipling Rudyard - Lettere corsare dall'India | Verso la fine dell'800 il poco piú che ventenne Kipling si avventurò nell'India piú inaccessibile e remota, viaggiando ora a bordo di carretti sgangherati e instabili, ora in treni affollati di soldati e vagabondi, ora su di un'elefantessa permalosa. Tra citazioni storiche e incontri con uomini straordinari e misteriosi, i suoi vagabondaggi on the road ci conducono fino al Taj Mahal di Agra, alla città rosa di Jaypore, alla città morta di Amber e alla città dei Sapienti, senza tralasciare musei, templi, scuderie reali e cotonifici, in quei regni governati dagli ultimi discendenti dei sanguinari guerrieri Rajput.
Media Voto: 5 / 5Jean Luc Massatif (29-04-2004) La cosa bella di questo libro è che l'ho portato con me in India e mi è servito da guida turistica, con riferimenti storici e leggendari esattissimi. Possibile che il mondo indiano non sia mai cambiato di una virgola da secoli, da millenni? Sì, possibile, ma credo che solo Kipling sia stato capace di immortalare, insieme ai monumenti e alla gente, l'anima inquieta di un popolo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
lara stuscia (26-03-2004) Quando uno scrittore ti permettere di scorgere due, tre, quattro mondi contemporaneamente vale la pena leggerlo dalla mattina alla sera, e in questo libro Kipling è maestro di vista. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
luciorudia (03-03-2004) In India esistevano due mondi: quello di tutti i giorni e quello di Kipling... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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