|
|  |
Roth Joseph - L' Anticristo | Le figure dell'Anticristo che Roth smaschera assumono volti allegorici indimenticabili (il Patriota, l'Antisemita, il Conducente delle scope, eccetera). Su tutti domina il "Signore delle mille lingue", magnate proprietario dei giornali del mondo. Al suo servizio il reporter J. R. attraversa i diversi paesi d'Europa visitando i tanti luoghi in cui l'Anticristo imperversa: la "Terra rossa", dove due "Scope" (la Rivoluzione e la Ragione umana) hanno spazzato via dal cielo Dio e la giustizia; la "Patria delle ombre" (Hollywood), il paese della fabbrica cinematografica in cui gli uomini sono divenuti ombre; e poi ancora le miniere, dove gli operai vivono interrati, dimentichi del cielo, incorporati nel carbone; i summit in cui si riuniscono i leader del mondo; le comunità religiose colme di fanatismo; il Vaticano; i giacimenti di gas saccheggiati per rifornire le guerre; infine, gli agghiaccianti scenari di un ghetto dove gli ebrei vivono in un raccapricciante intrigo con il Male. Mentre sorge un dio di ferro, l'incombente nazismo rimbomba su tutta l'Europa. Un "romanzo" irregolare, la cui implacabile e appassionata denuncia non risparmia nessuno, e la cui storia è stata finora, forse proprio per questo, la storia di una rimozione: come se si perpetuasse l'esilio in cui venne scritto. Con una Prefazione di Flavia Arzeni.
| La recensione de L'Indice |
 Al lettore italiano di Joseph Roth (1894-1939) è stata recentemente offerta la possibilità di leggere alcune sue opere finora inedite in Italia. Dopo la recente pubblicazione da parte di Adelphi di Fragole (contenente due novelle tradotte da Rosella Carpinella e ambientate l'una nella Galizia ebraica, l'altra nella Vienna della Finis Austriae) è ora la volta del pamphlet L'Anticristo. Roth, ormai disperatamente esule, lo pubblicò in Olanda nel 1934. L'opera, magistralmente tradotta da Cristina Guarnieri, apre la collana "Asce", da lei diretta, che i rinati Editori Riuniti consacrano alle traduzioni di opere di autori classici ancora sconosciute in Italia. Il nome della collana deriva da un frammento di una lettera di Franz Kafka in cui si afferma che "un libro dev'essere un'ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi". Cristina Guarnieri nella premessa al testo racconta l'emozione della scoperta del testo nel Germanisches Seminardi Heidelberg e il successivo cimento con l'"esperienza del corpo a corpo con la lingua di un grande scrittore". L'Anticristo, pur non raggiungendo la qualità letteraria delle sue opere più celebri, quali La marcia di Radetzky, La cripta dei cappuccini, La leggenda del santo bevitore e altre, è degna di attenzione, in quanto esprime appieno la disperazione e lo sgomento di chi, abituato allo statico ma rassicurante "mondo di ieri" dell'impero austroungarico, non si riconosce più nell'Europa dominata dalle figure di Hitler e Stalin, in preda a fratricide derive nazionaliste e vicina al baratro della seconda guerra mondiale. Anche nell'America Roth vedeva solo un colosso tecnologico privo di anima e di Kultur (opinione condivisa nei decenni precedenti anche da Franz Kafka e Thomas Mann). Hollywood, nonostante costituisse un confortante rifugio e un luogo di espressione della creatività di tanti registi ebrei in fuga dall'Austria e dalla Germania hitleriane, appare ne L'Anticristo un luogo di alienazione che rende anche i migliori attori vuote maschere. Perduta la protezione di Francesco Giuseppe, che la comunità ebraica dell'Impero definiva Landesvater (padre della patria), citandolo nelle preghiere, Joseph Roth fu uno di quegli ebrei, come Franz Werfel, che cercò di trovare in un'altra tradizione millenaria, quella della chiesa cattolica, un punto di riferimento. Un aspetto recentemente rievocato da "L'Osservatore romano" del 3 marzo 2010 con un articolo di Francesco M. Petrone, basato su quanto scritto anni addietro da Italo Alighiero Chiusano e dedicato alla presunta conversione di Roth. In realtà ne L'Anticristo, il Vaticano, come luogo di incontro dei potenti, non sfugge alla critica radicale che lo scrittore fa alla sua epoca. È vero però che sull'"Österreichische Post" Roth descrisse, nel marzo 1939, la solennità della cerimonia di insediamento di Pio XII con un'ammirazione non priva di speranza. D'altra parte allo scrittore, che morì alcolizzato nello stesso anno, venne risparmiata la delusione per l'ambigua politica di quel pontefice nei confronti del Terzo Reich, su cui Rolf Hochhut scriverà negli anni sessanta l'importante Dokumentardrama Il vicario,e di cui ancora oggi si discute. Lo scrittore galiziano, tradotto per la prima volta in Italia negli anni trenta grazie a Stefan Zweig che lo aveva segnalato al suo traduttore Enrico Rocca, dimenticato poi per decenni, venne riscoperto e rivalutato nel nostro paese grazie agli studi di Claudio Magris, raccolti nel volume Lontano da dove. Joseph Roth e la tradizione ebraico-orientale (Einaudi, 1971). A proposito de L'Anticristo, Magris, pur avendone rilevato sul "Corriere della Sera" del 17 dicembre 2010 anche i forti limiti, scrive che "ci sono naufragi letterari che irradiano una violenta forza rivelatrice, ben più di tante equilibrate navigazioni politicamente corrette e fiduciose nel progresso. Insensati se presi alla lettera, questi furiosi naufragi fanno capire, con la loro ottica stravolta, alcune verità del tempo che le persone e gli scrittori ragionevoli non vogliono vedere, perché sconvolgerebbero la loro fede nella possibilità di capire il mondo e dargli un senso". L'opera si articola in diciannove brevi capitoli che illustrano come l'Anticristo domini ormai incontrastato su pressoché ogni ambito della vita sociale dell'epoca. Roth lo smaschera nei panni del reporter J.R. (quale lui stesso era stato per la "Frankfurter Zeitung") e l'Anticristo può assumere, di volta in volta, le sembianze allegoriche del Patriota, dell'Antisemita o delSignore delle mille lingue, proprietario e manipolatore dei mezzi di informazione del mondo. Se il tono apocalittico può suonare oggi un po' naïf e retorico, il pamphlet resta fondamentale per capire il clima di quegli anni cupi e colmi, nella penna degli autori più sensibili, di presagi funesti. Giorgio Kurschinski |
|
 | I più venduti di Roth Joseph |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|