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Seta oro cremisi. Segreti e tecnologia alla corte dei Visconti e degli Sforza. Catalogo... | Il volume accompagna una raffinata mostra proposta dal Museo Poldi Pezzoli di Milano, dedicata ai tessuti in oro e seta che, quale bene di lusso per eccellenza, hanno contraddistinto la signoria dei Visconti e degli Sforza durante l'età rinascimentale. Questa esposizione - attraverso sessanta oggetti tra tessuti, vesti, ricami ma anche gioielli, ritratti e opere d'arte applicate - offre dunque l'opportunità di far conoscere lo sfarzo della corte milanese, la più ricca e potente della penisola italiana nella seconda metà del Quattrocento, ma anche di illustrare le ricerche effettuate su alcuni preziosi esemplari esistenti, che, per la prima volta, hanno fornito una serie di dati estremamente interessanti tanto sui materiali usati quanto sulle tecniche di filatura. Il catalogo accoglie numerosi saggi che illustrano le scoperte di laboratorio e d'archivio, in una panoramica a tutto tondo che, oltre alla storia politica e artistica del ducato e alla qualità della vita a corte, esemplifica le profonde conoscenze scientifiche che accompagnavano questa particolare produzione e, non ultimo, l'aspetto sociale della struttura artigiana milanese.
Gabriele - Urbino (18-12-2009) Come sempre per le mostre del Museo Poldi Pezzoli,
i cataloghi sono frutto di un autentico lavoro di ricerca durato evidentemente anni, e curatissimi sia nelle foto che nell'impaginazione.
Tutt'altra cosa rispetto ai soliti cataloghi di mostra che imperversano in Italia, scritti di fretta per l'occasione, colle schede fatte da decine di autori diversi, compilate spesso senza vedere neanche l'opera di cui si parla, ma solo scartabellando in qualche biblioteca di Soprintendenza...
In questo caso poi, l'argomento è veramente interessante e nuovo, gettando luce su un aspetto della corte milanese mai indagato in precedenza,
ma per cui essa era famosa in Europa nel XV secolo. Si svelano poi gli emblemi, o 'imprese', dei Visconti e degli Sforza.
A fianco dei bellissimi frammenti di tessuto -di cui Chiara Buss nelle schede descrive origine dei nomi, rarità, difficoltà di lavorazione, ecc.- la cosa più curiosa è un caftano di un principe di Valacchia (sì, come il Conte Dracula!) importato dalla Lombardia verso il 1490 e oggi conservato a Bucarest. Ci sono anche alcuni eletti dipinti come la bellissima Dama del Boltraffio dalla Collezione Borromeo, e un raro ritratto di Ludovico il Moro di collezione privata, esposto l'ultima volta addirittura nel 1939. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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