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Wagner Richard - Il libro bruno. Note di diario (1865-1882) |
| La recensione de L'Indice |

scheda di Cresto-Dina, P., L'Indice 1992, n.10
(scheda pubblicata per l'edizione del 1992)
Nell'estate del 1865 Cosima don• a Richard Wagner un quaderno rilegato in pelle marrone, affinché egli vi trascrivesse le lettere che non era possibile farle pervenire nel periodo della loro forzata separazione. Nato come epistolario segreto, il quaderno continuò ad essere utilizzato anche dopo la definitiva unione dei due, avvenuta nel 1868, quale diario e serbatoio di appunti, poesie d'occasione, scritti di varia natura ed estensione. La storia del "Libro bruno" copre così un periodo di diciassette anni dal 1865 al 1882. Tra le cose più belle figurano senza dubbio le lettere scritte dal rifugio sul Hochkopf, che il re Luigi II aveva messo a disposizione dell'artista nell'agosto del 1865. Documento di grande passione romantica, queste lettere illuminano in modo inatteso alcuni aspetti della personalità del compositore, offrendo al tempo stesso spunto per una rilettura non convenzionale di alcuni presupposti estetici della drammaturgia wagneriana. Di assoluta importanza e di elevata qualità letteraria è l'abbozzo in prosa del "Parzival" steso nel 1865 a Monaco per esaudire una richiesta del re, mentre lo scritto in ricordo del tenore Ludwig Schnorr von Carolsfeld è ricco di indicazioni sui compiti interpretativi affidati da Wagner ai cantanti di teatro. L'ampiezza e la precisione delle note riflette nella sostanza l'estrema cura che caratterizzò l'edizione tedesca del libro, realizzata nel 1975 da Joachim Bergfeld. A quell'edizione si riferisce lo scritto di Massimo Mila, apparso nel 1980 sul quotidiano "La Stampa" ed in seguito accolto in una nota silloge. Pregevole la traduzione italiana di Sergio Sablich, capace di restituire in modo tutt'altro che scontato i molteplici registri stilistici di cui si avvale la scrittura wagneriana.
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