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Buber Martin - L' eclissi di Dio. Considerazioni sul rapporto tra religione e filosofia |
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Titolo | L' eclissi di Dio. Considerazioni sul rapporto tra religione e filosofia |
| Autore | Buber Martin | Prezzo Sconto 10%
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€ 7,65
(Prezzo di copertina € 8,50 Risparmio € 0,85)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2001, 123 p., brossura | | Traduttore | Schnabel U. |
| Editore | Passigli
(collana Le occasioni) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Il punto di partenza di questa serie di riflessioni di Martin Buber (1878-1965), sta nella celebre affermazione di Nietzsche della 'morte di Dio'. Partendo da essa, il filosofo tedesco-israeliano indaga sui rapporti tra filosofia e religione e tra religione e morale, ripercorrendo lo svolgimento del pensiero moderno da Cartesio a Kant, da Kierkegaard a Sartre, da Heidegger a Cari Gustav Jung, alla ricerca di quel 'Dio vivente' che non può essere ucciso, ma che può invece allontanarsi dall'uomo che non è più in grado di ascoltarne la voce.
Media Voto: 5 / 5Roberto Fiaschi robertofia@tiscali.it (03-09-2008) Un vero Classico dello Spirito, un piccolo ma GRANDE gioiello che non può mancare nella biblioteca di coloro che hanno dato un orientamento in senso religioso alla propria vita.
Il Dio che Buber tratteggia non è un astratto dio dei filosofi, un impassibile motore immobile, nemmeno è un dio junghiano,tutto immanente nella psiche dell'individuo, no: è il Dio PERSONA ( ed anche più-che-persona )che ci ha tramandato la grande tradizione ebraica prima e cristiana poi.
Non è prioritario il "credere-che" bensì il "credere-in", cioè la FIDUCIA nel porsi innanzi a Colui che ci interpella in un rapporto dialogico, tra persone.
Non dunque il dio oggi molto in voga, tutto interioristico, impassibile e presunto beatifico, che poi altro non sarebbe che l'esperienza di una certa interiorità qualora si sia liberata dai contenuti altalenanti della coscienza considerati perturbanti financo illusori.
Pertanto non si ricerca qui la fusione mistica bensì la comunione del rapporto, che non annulla il soggetto umano.
Godetevi questo libro e tutti gli altri di Buber; si arriverà alla consapevolezza di cosa sia realmente la religiosità o meglio la fede sana e matura rispetto ad una religiosità fanatica oggi tanto di moda e giustamente oggetto di aspre critiche. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
eugenio ferrero eugenua@fastwebnet.it (19-01-2005) stupendo libro, che mostra quanto l'ebraismo ha ancora da dire. Buber evidenzia come l'occidente soffre di "allergia all'Altro" e quindi rifiuta un vero dialogo. L'uomo che non vuole ascoltare dio, finisce con l'ascoltare solo se stesso, perde ogni fondamento. Certo, il Dio di Buber non è "l'essere onnipotente creatore e signore del cielo e della terra", è il fondamento dell'uomo e dei suoi valori; questo fondamento non può scomparire, ma l'uomo può non ascoltarlo più e perdere quindi la propria stessa essenza.
L'altezza di questo pensiero lascia a distanza siderale le tesi nietzschiane della morte di Dio e ripropone una speranza di salvezza in un mondo che sembra volerla rifiutare. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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