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Berberova Nina - Genio e regolatezza. Aleksandr Borodin |
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Titolo | Genio e regolatezza. Aleksandr Borodin |
| Autore | Berberova Nina | Prezzo Sconto 15%
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€ 6,38
(Prezzo di copertina € 7,50 Risparmio € 1,12)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 1993, 108 p., brossura | | Traduttore | Pavan S. |
| Editore | Passigli
(collana Le occasioni) |
Normalmente disponibile per la spedizione entro 3 giorni lavorativi | | 
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| Scritta nel 1937, questa biografia di Borodin appartiene cronologicamente all'epoca dei romanzi brevi che hanno consacrato internazionalmente la gloria letteraria di Nina Berberova, nata a San Pietroburgo nel 1901 ma solo pochi anni prima della morte, avvenuta a Filadelfia nel 1993, arrivata all'attenzione dei lettori di tutto il mondo. Come dichiara l'autrice stessa nella nota iniziale, nulla in questa biografia è inventato. E tuttavia la vita del musicista vi è qui raccontata nello stesso stile, con la stessa concisione, la stessa agilità narrativa che abbiamo potuto ammirare in opere come "Il lacchè e la puttana" e "L'accompagnatrice".
Massimiliano Mineo Mineo.Massimiliano@libero.it (17-01-2003) Già pubblicato in Italia nel 1993, viene riproposto dall'editore Passigli "Genio e regolatezza", biografia del compositore russo Aleksandr Borodin. Il libro, il cui titolo originale è per l'appunto 'Borodin', fu scritto da Nina Berberova nel 1937, ed è impreziosito da un'illuminante prefazione di Roman Vlad.
Biografia, si è detto: ma non si tratta sicuramente di una biografia convenzionale. Al contrario, sarebbe meglio parlare di romanzo, che in ognuno dei vari capitoli ci illustra un momento della vita di Borodin. Senonchè, l'autrice (non nuova ad esperienze del genere, visto che nel 1936, cioè appena un anno prima, aveva scritto una biografia egualmente concepita su Čajkovskij) rimarca in una nota alla fine del libro che nulla di quanto scrive è inventato, ma frutto di attente ricerche su materiale dell'epoca. In effetti, dunque, un'opera bivalente, un po' storia un po' racconto, di sicuro interesse.
La chiave di lettura dell'opera viene già data dal traduttore nel titolo che egli conia: il paradigma romantico del genio folle e disperato, staccato dalle terrene necessità e dalle quotidiane occupazioni viene completamente ribaltato, a raffigurare per l'appunto un personaggio affatto calato nel suo mondo, capace di avere una famiglia borghese e capace di invecchiare senza tanti sussulti, che affianca proficuamente l'attività (quasi amatoriale) di compositore con quella ufficiale di chimico. Niente di più distante, ad esempio, dall'immagine che nelle stesse pagine ci viene data di Musorgskij, quasi ossessionato dalla rincorsa verso la propria autodistruzione. Eppure, i due, pur cosi' differenti, furono molto vicini; anzi, Borodin (ci dice la Berberova) fu uno dei primi e dei più sinceri ammiratori del 'Boris', cosi' nuovo per l'epoca e cosi' 'di rottura' rispetto ad una scuola nazionale che si stava proprio allora formando, con ancora uno scarno passato ed un non ben definito futuro.
Con ben altre caratteristiche il genio di Borodin. E la Berberova quasi amorevolmente ci accompagna in vari momenti d Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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