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Kerr Philip - Un killer tra i filosofi | Londra, 2013: dopo la scoperta che la mancanza di una certa sostanza nel cervello induce all'aggressività, le autorità varano il 'Programma Lombroso', destinato a schedare gli individui che presentino tale caratteristica. Chi è trovato positivo viene schedato sotto uno pseudonimo tratto dalla lista degli autori dei Classici Penguin. Lo schedato sotto il nome di Wittgenstein riesce a entrare nel programma del computer, a cancellarsi dalla lista e ad ottenere i veri nomi dei suoi compagni, che inizia ad uccidere uno ad uno. Dell'indagine viene incaricata l'ispettrice capo Jake Jakowicz, esperta di serial killers con moventi sessuali. In una Londra degradata, inquietante e violenta, inizia la caccia. Jake è bellissima, intraprendente, decisa; quando è contattata telefonicamente da Wittgenstein, che ovviamente la conosce, si rende conto di quanto l'uomo che si cela dietro quello pseudonimo sia intelligente, colto, dotato di un fascino perverso che non può che intrigarla, e capisce di dover indagare anche nell'opera del filosofo tedesco e nel profondo della natura umana.
Nazario (03-07-2003) Il DNA dovrebbe essere il codice nascosto della nostra vita, della nostra individualità; ma manca di privacy. Anzi, mostra a tutti come siamo: dall’aspetto fisico ai caratteri della personalità. Non solo il presente, ma anche il nostro divenire. Qualcuno potrebbe leggervi le predisposizioni alle malattie e forse anche l’età della morte! Qualcun altro potrebbe interpretarvi il pensiero. Nell’ultimo decennio la genetica ha decuplicato le scoperte. L’uomo è stato clonato! È vero, la comprensione del “Genoma” aiuta a guarire le patologie rare; ma la ricerca non è sempre filantropa. Le ricerche dei biologi sono finalizzate anche a stabilire relazioni tra il DNA ed i comportamenti antisociali dell’individuo. Non sorprende, perciò, se anche la criminologia moderna utilizzi l’archivio dei codici genetici per la risoluzione dei crimini. In questo contesto, si è aperto il dibattito sull’impiego corretto dei “fattori genetici nel crimine”. In Inghilterra, c’è una proposta di legge per schedare geneticamente ogni bambino fin dalla nascita. Questa notizia sembrerebbe aver allarmato e scatenato la fantasia di Philip Kerr: l’autore inglese del romanzo. Il libro rielabora e ripropone in chiave tecnologica il mito lombrosiano, il modello “dell’uomo dalla faccia da galera”. La famosa teoria antropologica fondata da Cesare Lombroso, psichiatra torinese, che negli anni venti si proponeva di individuare i delinquenti da alcune caratteristiche somatiche, e postulava che in questo modo fosse possibile non solo punire, ma soprattutto prevenire i crimini. Facile ridefinire, oggi, quell’idea associandovi le conoscenze sul DNA. Facile per la genetica offrire a quell’antica dottrina, la valenza scientifica per imporsi. Nel racconto, Philip Kerr descrive un futuro (2013) fosco ed inquietante. Narra di una società multirazziale violenta, votata alla repressione. Chi sbaglia è condannato al coma punitivo, una specie di ibernazione fatta per via endovenosa. L’idea del libro ruota intorno alla scoperta che soltanto gli uomini hanno una specifica Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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